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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Venerdì 23 Novembre 2018

Lo stile può essere circolare


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La possibilità di prolungare la vita di oggetti “ingombranti” senza considerarli repentinamente un rifiuto è il giusto modo per intravedere nuove potenzialità che le sirene dei nuovi e sempre più accattivanti sistemi commerciali tendono a negare

Nell’ambito della settimana dedicata alla riduzione dei rifiuti abbiamo già affrontato i settori merceologici riguardanti i tessuti e gli alimenti; porremo ora l’attenzione su tutti quegli oggetti definiti rifiuti ingombranti. Sono classificati come ingombranti tutti quei rifiuti che, per natura e dimensione, non possono essere consegnati ai servizi di raccolta stradale (cassonetti, campane o raccolta porta a porta) come mobili, quadri, lampadari, infissi, reti e materassi, elettrodomestici, quadri, biciclette, macchine da scrivere, da cucire, automobiline a pedali, pentole, posate e giocattoli in genere oltre a dischi, musicassette, cd, dvd, libri ed enciclopedie.

Come è facile notare è sempre più raro trovare esemplari di oggetti sopra elencati abbandonati per strada ed utilizzabili, questo per una serie di ragioni tra cui: la nascita di mercatini-rigattieri spesso anche in forma di franchising i cui “ingombranti” confluiscono non solo da privati ma anche da artigiani coinvolti in lavori e ristrutturazioni edilizie incaricati dalla committenza di “liberare” l’immobile; un numero, purtroppo sempre più in crescita, di popolazione  che per ragioni economiche intravede nuove opportunità di uso dei pochi ingombranti abbandonati per strada.

Da sempre sono le associazioni di volontariato, parrocchie e comunità in genere che fanno da collettore di raccolta e vendita degli ingombranti il cui ricavato di solito serve per aiutare economicamente realtà sociali in difficoltà, non solo locali ma anche di altri continenti. A Firenze ne sono un esempio Mani Tese, la Comunità Emmaus, a Lucca per iniziativa della Caritas Diocesana opera l’iniziativa Daccapo, mentre nella provincia di Prato è attiva l’iniziativa “RecilAnde” a cura dell’associazione Mato Grosso che finanzia attività di solidarietà in Perù.

Anche i Social stanno dando il loro contributo in questo senso con, ad esempio, “Te lo regalo se vieni a prenderlo”.

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le occasioni rivolte al pubblico attraverso iniziative e manifestazioni locali per incentivare, sollecitare e rinnovare i concetti di riciclo e riuso attraverso la ricollocazione degli “ingombranti”. Iniziative come quelle ormai affermate de lo “Svuota cantina“ dei Comuni di Sesto Fiorentino e Comune di Bagno a Ripoli, oppure la “Soffitta in Piazza” ospitata a Seano nel Comune di Carmignano od i mercatini del C.A.L.C.I.T. (Comiato Autonomo Lotta contro i Tumori) solo per citarne alcuni, stimolano le persone ad attribuire la giusta dignità ad oggetti che oltre ad essere ancora utili per le prestazioni che sono in grado di offrire, sono riusciti ad acquisire, con il passare del tempo, un innegabile carattere e stile evocativo.

sbaraccoQuesti canali di vendita, diciamo alternativi, sono la declinazione italiana di una tradizione anglosassone ben radicata fin dagli anni ‘70 , i “boot market” letteralmente “i mercati del bagagliaio” perché le persone caricavano le proprie auto di tutte le cose che a loro non servivano più ma che potevano essere utili ad altri e tra questi oggi è possibile trovare anche oggetti nuovi di attività economiche cessate la cui merce invece di essere conferita come rifiuto viene avviata a nuovi usi ed utilità.

Non bisogna però dimenticare che, spesso, gli oggetti ingombranti conferiti alla vendita anche per motivi di solidarietà ed assistenza sono il risultato di pazienti riparazioni e ricondizionamenti che devono sollecitare nelle persone una maggiore propensione ad affrontare azioni volte ad accomodare ed a prolungare la vita dell’oggetto per innescare un effetto volano di buone pratiche. Si tratta di andare a riscoprire in ognuno di noi l’attitudine ad accomodare invece di sostituire, a riciclare invece di rivolgersi al mercato del nuovo.

In questa visione e con questo scopo sempre più iniziative si aprono nelle aree messe a disposizione dalle amministrazioni per incentivare la propensione alla riparazione degli oggetti “ingombranti” e dove, contestualmente, sono a disposizione gratuitamente autentici riparatori che spesso non solo offrono la riparazione ma insegnano anche ad affrontarle con lo spirito e gli utensili appropriati ad eseguirle.

Quanto sopra non può comunque prescindere anche da percorsi formativi ed attitudini personali, pur tuttavia, anche se il sistema occidentale propone ritmi serrati all’incedere della vita dei centri urbani, impiegare del tempo per incentivare la propensione ad una corretta valutazione prima di classificare un oggetto ingombrante un rifiuto è una possibile opportunità per riconsiderare il nostro contributo alla diminuzione del livello di rifiuti prodotti.

Testo di Sergio Lavacchini


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