Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie ARPATnews 2018 129-18

Dove Siamo

 
ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Giovedì 27 settembre 2018

Attività di ricerca nel campo della geotermia


RSS

Intervista ad Adele Manzella, Primo Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Presidente dell’Unione Geotermica Italiana

Arpatnews ha dedicato già diverse interviste al tema della geotermia, spaziando dal mondo accademico (Professori Daniele Fiaschi, Riccardo Basosi, Alessandro Sbrana), a quello imprenditoriale (Iacopo Magrini), a quello sanitario (Fabio Voller).

In questo numero abbiamo sentito Adele Manzella, Primo Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Presidente dell’Unione Geotermica Italiana.

Manzella è stata coordinatrice dei progetti nazionali del CNR dedicati alla geotermia: VIGOR (Valutazione del potenziale geotermico nelle regioni della convergenza) e Atlante Geotermico del Mezzogiorno d’Italia.

Partecipa allo Steering Committee dell’European Technology and Innovation Platform Deep Geothermal (ETIP-DG) del Set Plan Europeo e rappresenta il CNR al Joint Program Geothermal Energy della European Energy Research Alliance (EERA-JPGE) del Set Plan Europeo, e nell’European Geothermal Energy Council (EGEC) e l’International Geothermal Association (IGA).


Adele ManzellaLa produzione di energia elettrica da fonti geotermiche in Italia è una peculiarità della Toscana. Alcuni mettono in dubbio che la geotermia sia effettivamente una fonte energetica rinnovabile, è così? In cosa è preferibile rispetto alle tradizionali fonti fossili?

Come per altre fonti energetiche rinnovabili, l'energia che viene raccolta dagli impianti geotermici, determinata dal flusso di calore terrestre, è naturalmente reintegrata in una scala temporale umana. Non c’è quindi alcun dubbio che l’energia geotermica utilizzata per produrre energia elettrica e calore sia rinnovabile.

Più completo è invece il discorso della sostenibilità dell’uso della risorsa. Per essere sostenibile la fonte energetica non deve solo essere rinnovabile, ma anche utilizzata in maniera efficiente, senza eccessivi impatti sulla risorsa stessa, sulla società (intesa in termini sociali ed economici) e sull’ambiente.

Quali sono gli aspetti sostenibili (e non) della geotermia?

Le attuali tecnologie possono garantire un utilizzo sostenibile della risorsa naturale: si parla di “coltivazione” geotermica, ovvero l’estrazione di calore in maniera oculata, senza sovrasfruttare il sistema, esattamente come si coltiva un terreno senza impoverirlo. Questa sostenibilità è importante in prima istanza per gli operatori industriali, che non ci guadagnerebbero se la risorsa si esaurisse negli anni. Ma, esattamente come nella coltivazione di un terreno, ci sono sempre effetti sulla società e sull’ambiente. Quantificarli, valutarli anche in confronto con altre opzioni, nel nostro caso energetiche, è importante e complesso.

Gli impianti geotermici presenti in Toscana sono tutti del tipo “tradizionale”. In relazione alle caratteristiche del fluido geotermico presente, si sostiene da più parti che questa sia l’unica soluzione possibile, cosa ci può dire in proposito?

Considerato che non esistono tecnologie commerciali che permettano di immettere nel sottosuolo fluidi ad altissimo contenuto di gas quali i fluidi geotermici toscani, azzerando così l’interferenza con l’ambiente, secondo me è innegabile che la migliore soluzione disponibile in commercio è quella utilizzata in Toscana. Ma questo non significa che non possano esistere altre soluzioni, bensì che occorre individuarle e testarle.

Alcuni paesi stanno sperimentando tecnologie innovative, ma nessuna di queste è applicabile ipso facto alla Toscana, perché la situazione geologica e le caratteristiche dei fluidi è diversa. Non essendo state sperimentate nelle condizioni toscane, non ci sono dati riguardo agli effetti che queste nuove tecnologie produrrebbero in Toscana, quindi al momento più che soluzioni sono possibilità.

Io credo nell’importanza e urgenza della sperimentazione in questo settore, ed infatti partecipo ad un progetto europeo (GECO) che inizierà alla fine dell’anno, che ha come obiettivo esattamente una ricerca su questo tema.

È stato presentato un progetto per la realizzazione di un impianto geotermico con sistema binario a Castelnuovo Val di Cecina, pensa che sia una via praticabile?

L’innovazione non sta semplicemente nel sistema binario, che è una tecnologia ampiamente commerciale e sappiamo bene che è praticabile. L’impianto proposto a Castelnuovo ha una valenza di sperimentazione della separazione e gestione dei fluidi, ed infatti partecipa al progetto europeo GECO già menzionato. Questa sperimentazione permetterà di uscire dall’attuale condizione di “opinione” per entrare in quella dell’osservazione oggettiva degli effetti delle tecnologie proposte.

Lei ha recentemente pubblicato il volume "Geotermia e società" nel quale trattate in profondità il tema del coinvolgimento delle comunità locali. Cosa vuol dirci su questo punto? Quale può essere il ruolo della comunicazione per quanto riguarda il coinvolgimento delle comunità locali?

Io penso che sia essenziale non solo comunicare, ma anche avviare una comunicazione a doppio senso. Molto spesso si parla ma non si ascolta e tutte queste voci si sommano a costituire un rumore dai toni sempre più accessi ma poco distinguibili nel loro effettivo contenuto. Troppo spesso risultano chiari i toni della paura e del malumore, persino rabbia, o dell’interesse economico, eppure ci sono altre emozioni che non emergono: l’orgoglio, il piacere di chi lavora nel settore e in ambiti collegati, l’entusiasmo nella ricerca.

Comunicare è imprescindibile, anche attraverso forme di dibattito pubblico e democrazia deliberativa che siano davvero efficaci. Tutto questo è da organizzare perché non si è ancora mai fatto in geotermia: attrezziamoci.

Nelle aree geotermiche si sono costituiti vari comitati di cittadini che contestano gli impianti esistenti e quelli possibili per il futuro, anche di tipo binario. Cosa ne pensa delle preoccupazioni che esprimono?

Come abbiamo scritto negli articoli e nel libro, credo che la preoccupazione principale sia frutto della poca fiducia verso le istituzioni. Purtroppo è un problema cruciale in Italia e non riguarda certo solo la geotermia.

Gli aspetti ambientali, sanitari e sociali che sono alla base delle preoccupazioni devono guidare nella gestione e pianificazione, ovvero nelle scelte, ma non devono portare ad un immobilismo, come sta invece succedendo.

Negli impianti geotermici esistenti è stato installato un sistema di abbattimento delle emissioni inquinanti, l’A.M.I.S.; le emissioni residue sono ancora da considerare significative?

Al CNR abbiamo condotto diversi studi su questo, realizzando dei documenti che analizzano le normative nazionali e internazionali, i dati disponibili monitorati dagli enti preposti e cercando di offrire un panorama completo della situazione. Le emissioni in Italia sono tenute sotto stretto controllo, e i tenori di abbattimento sono elevatissimi. Io non ritengo che le emissioni residue siano significative. Occorre continuare, comunque, a migliorare le tecniche di abbattimento e controllo, e offrire maggiore trasparenza nell’informazione, anche come confronto con altre tecnologie.

A breve inizierà un altro progetto europeo (GEOENVI) dedicato agli aspetti ambientali della geotermia, a cui parteciperò con molto interesse e durante il quale avremo occasione di analizzare i dati anche in un confronto internazionale e rispetto ad altre tecnologie energetiche.

Fra le preoccupazioni espresse dai comitati (per entrambe le tipologie di impianti) ci sono quelle relative alla subsidenza ed alla microsismicità, cosa ci può dire in proposito?

Entrambi questi aspetti sono oggetto di monitoraggio continuo e i dati non indicano variazioni che io considero preoccupanti rispetto a quanto succede per sole cause naturali.

E riguardo agli impatti sulle acque della falda?

Ho molto apprezzato l’effetto positivo che le preoccupazioni hanno generato: finalmente c’è un piano di monitoraggio in Amiata e i dati servono in primis a garantire la cura dell’acquifero potabile. I dati fino ad ora raccolti non indicano una chiara interferenza tra le falde superficiali e l’acquifero geotermico, ma il monitoraggio permetterà di identificare l’insorgere di eventuali problemi. La via percorsa, quella del controllo, è quella corretta, ed andrebbe ampliata.

Quale dovrebbe essere, dal suo punto di vista, il futuro per la geotermia in Toscana?

A mio avviso ed auspicio la Toscana, grazie alle sue straordinarie risorse, continuerà a giocare un ruolo di spicco a livello mondiale per la produzione di energia elettrica e potrà ampliare notevolmente la produzione di calore realizzando reti di teleriscaldamento e piccoli impianti per uso del calore in molti luoghi, con livelli di elevata efficienza energetica e professionalità altamente specializzata. Tutto questo non può essere realizzato con imperativi a mantenere lo status quo, paure, minacce o pressioni: occorrono volontà ad innovare e migliorare, opportunità per la ricerca e sistemi di misura e controllo, la messa in opera di sistemi di partecipazione dei cittadini che, con modalità ben definite e tempi certi, porteranno a progetti che tengano conto di tutti i pareri.

Contenuti correlati

Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




— archiviato sotto:
Azioni sul documento

geotermia insostenibile

Inviato da Utente anonimo il 28/09/2018 23:18

l'inpatto ambientale prodotto dalle emissioni geotermiche è gravoso per le emissioni in atmosfera e per le falde idriche, nella fase della ricerca del vapore,nella fase della reiniezione dei fluidi nel sottosuolo. Di sostenibile ci sono solo i fondi (incentivi pubblici) pagati dalla collettività per tenere in piedi un carrozzone politico privato,in danno alle rinnovabili vere (eolico,fotovoltaico,idroelettrico. è solo questione di tempo e il carrozzone politico privato rimarrà a secco di combustibile (€).

Strumenti personali