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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Martedì 18 Settembre 2018

La gestione dei rifiuti urbani in Veneto


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Seconda parte dell’intervista a Lorena Franz dell’Osservatorio Regionale Rifiuti di ARPA Veneto

Come abbiamo visto nella prima parte dell’intervista a Lorena Franz dell’Osservatorio Regionale Rifiuti di ARPA Veneto, gli ottimi risultati raggiunti in questa regione si fondano su una gestione integrata dei rifiuti, in cui tutte le fasi sono interconnesse e interagiscono portando ad un miglioramento continuo: la diffusione della raccolta separata della frazione organica (raccolta secco-umido), assieme allo sviluppo delle raccolte domiciliari (porta a porta), ha contribuito in modo decisivo alla riduzione dei rifiuti da collocare in discarica destinandoli al recupero e determinando il contenimento della produzione di rifiuti urbani.

Il raggiungimento degli obiettivi imposti dalla normativa rappresenta una realtà consolidata, grazie agli ambiziosi impegni assunti dalle Amministrazioni, alla quotidiana collaborazione dei cittadini nella separazione domestica ed altri interventi normativi previsti dalla Regione Veneto, quali ad esempio gli incentivi economici per la riduzione del deposito in discarica.

Nell’ambito di questi cambiamenti adottati dalle amministrazioni, l’Osservatorio Rifiuti di ARPAV ha sempre sostenuto e promosso le scelte coraggiose intraprese, finalizzate ad ottimizzare le raccolte differenziate, rinforzando le azioni adottate anche con specifica formazione e incontri periodici che hanno portato nel tempo a processi di condivisione e omogeneizzazione delle scelte gestionali.

Importante è stata ed è ancora la collaborazione con i gestori in studi, ricerche e progetti europei sempre nell’ottica dell’interesse pubblico e dell’ambiente. Importante anche le numerose attività tecniche dell’Osservatorio per il compostaggio.

Riprendiamo dunque l’argomento tornando da Lorena Franz dell’Osservatorio Regionale Rifiuti.


Quali criticità avete avuto modo di accertare nelle diverse filiere di gestione di rifiuti?
Non abbiamo riscontrato problematiche particolari sulle filiere che non siano riconducibili a quelle del sistema generale:

  • andamenti del mercato globale che influenzano anche pesantemente le dinamiche del recupero e i costi per i comuni. Mancano incentivi economici sull’utilizzo delle MPS. (materie prime seconde ovvero rifiuti che dopo un trattamento di selezione od altro cessano la qualifica di rifiuto)
  • sistema delle aste CONAI: le raccolte differenziate che entrano nel sistema CONAI vengono indirizzate a specifici impianti di recupero prossimi al luogo di raccolta individuati dallo stesso Consorzio. Le MPS che esitano dal recupero sono soggette ad Aste pubbliche estese a tutto il territorio nazionale. Di conseguenza i materiali possono essere acquistati per effetto delle Aste da utilizzatori anche lontani dal luogo di produzione. Le Aziende che utilizzano queste MPS per la loro attività produttiva (produzione di pili, ovatta, vetro…... ) devono comunque avere dei fornitori stabili alternativi anche anche fuori dei confini nazionali. È chiaro che il sistema delle aste può garantire maggiori introiti ai consorzi ma, dal punto di vista ambientale, non è positivo, se la plastica raccolta nel Veneto finisce in Sicilia
  • difficoltà e diversità di interpretazione normativa; criticità nel applicazione dell’End of Waste, ovvero la definizione normativa di un rifiuto che cessa di essere tale per effetto di un trattamento di recupero e diventa MPS
  • difficoltà da parte dei cittadini/comitati di accettare la realizzazione di impianti se pur di recupero

Riguardo alla qualità della raccolta differenziata, spesso si verificano molti problemi, nella vostra esperienza siete riusciti ad assicurare un livello qualitativo elevato, tale da favorire il recupero/riciclo?
Molta attenzione è sempre stata posta alla qualità delle raccolte. Già dal 2005 è stato introdotto l’indice di recupero che, togliendo gli scarti dalle raccolte differenziate, misura l’effettivo recupero per ogni Comune. Il metodo di calcolo delle raccolte differenziate attualmente utilizzato dal Veneto prevede lo scorporo degli scarti (comunicati dagli impianti di recupero tramite apposito documento).

La percentuale così calcolata si attesta al 67,1% mentre quella con gli scarti calcolata da ISPRA è al 72,9%.

In passato sono stati effettuati anche studi sulla qualità delle raccolte con analisi merceologiche in campo, in collaborazione anche con vari enti di gestione. Sono state anche trasmesse ai comuni note di indirizzo e sollecito in tal senso.

Raccogliere in modo differenziato non è sufficiente, occorre capire poi se questi materiali prendono davvero la strada del recupero e del riciclo. Può illustrarci la situazione da questo punto di vista?
Il comparto industriale veneto ha una capacità produttiva superiore a quanto raccolto tant’è che annualmente vengono importati da fuori regione rifiuti da sottoporre a recupero (organico, vetro, plastica, metalli.….)

I flussi sono comunque complessi anche per il sistema delle aste CONAI che non garantisce Km 0.
Certo resta il fatto che la strada del recupero è complessa e spesso difficile per una serie di complicazioni dovute anche all’andamento dei mercati e, a volte, alla qualità stessa dei materiali recuperati: la carta prodotta con il macero non può avere la stessa qualità di quella prodotta con la cellulosa vergine, si tratta di prodotti diversi con utilizzi diversi. Il vetro da recupero non può fare vetro bianco. Ma bisogna ricordare sempre che non ci sono alternative al recupero. L’alternativa è la discarica, ossia stoccare i rifiuti, che restano lì per sempre e spesso finiscono con creare problemi alle acque sotterranee.

È evidente che il recupero necessiti di specifici sostegni economici almeno fino a quando restano a carico della collettività i costi delle esternalità ambientali negative, generate dagli impatti ambientali (anche se non intenzionalmente prodotti) dell’intero ciclo di vita del prodotto, dall’eccessivo prelievo e utilizzo di materie prime, ai trasporti, alla fase di produzione e alla gestione del fine vita dei beni che diventano rifiuti.

Sul versante invece della riduzione nella produzione dei rifiuti, avete qualche esperienza significativa?
Molte sono le iniziative adottate a livello locale, anche con finanziamenti regionali per esempio alle Feste ecosostenibili, agli empori solidali (per il recupero delle eccedenze alimentari della GDO) al compostaggio domestico (incluso nel calcolo della % raccolta differenziata).

Non mancano i centri del riuso, centri di preparazione per il riutilizzo, progetti su pannolini compostabili.

Interessanti iniziative anche nel settore dei rifiuti speciali anche con progetti europei. In questo senso ARPAV è impegnata nel progetto europeo interreg CIRCE2020 che prevede proprio la diffusione dell’economia circolare nel Veneto, partendo dalla riduzione attraverso la modifica di cicli produttivi o attraverso simbiosi industriali e reti tra le aziende.

Un tema critico da affrontare è quello della raccolta dei rifiuti nelle città turistiche, come avete affrontato questa problematica?
Ogni gestore prevede a livello territoriale un servizio specifico per le zone soggette a flussi turistici (litorale, lago, montagna, città d’arte), come Osservatorio prevediamo elaborazioni specifiche dei dati. Anche nella % di raccolta differenziata si tiene conto dell’incidenza del turismo, prevedendo un fattore correttivo per queste realtà.

Ad ogni modo anche nei Comuni soggetti ad elevati flussi turistici sono previste raccolte secco-umido e in molti casi anche raccolte domiciliari.

La Regione come attua il monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi e l’evoluzione degli indicatori?
Annualmente l’Osservatorio rifiuti monitora e pubblica alcuni principali indicatori funzionali agli obiettivi nazionali e di pianificazione regionale.

Dall’esito del monitoraggio di cui sopra come si procede alla rivalutazione delle politiche ed al loro eventuale riallineamento?
Gli esiti del monitoraggio vengono sottoposti alla Regione, organismo deputato alle scelte politiche.
A seguito della recente approvazione delle Direttive sull’Economia Circolare la regione Veneto ha chiesto ad ARPAV di verificare la coerenza del Piano di gestione dei rifiuti approvato nel 2015, con le nuove strategie e i nuovi obbiettivi europei.


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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