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Mercoledì 01 Agosto 2018

La Toscana punta sull'economia circolare


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Intervista all'Assessore regionale all'Ambiente, Fedrica Fratoni

All'indomani della decisione della Giunta Regionale di puntare decisamente ad potenziamento della raccolta differenziata (ponendo agli ATO l'obiettivo del 70% da raggiungere entro il 2020), e sull'economia circolare, abbiamo posto alcune domande all'Assessore all'Ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni.

Pistoiese, laureata in economia e commercio presso l'Università di Firenze, dal 2009 al 2015 è stata Presidente della Provincia di Pistoia, prima donna in questo ruolo. Il 31 maggio 2015 è stata eletta in Consiglio Regionale. E' stata nominata assessore all'ambiente e difesa del suolo della Regione Toscana, con le seguenti competenze: gestione del ciclo dei rifiuti, tutela dell'ambiente dall'inquinamento e bonifiche dei siti inquinati; difesa del suolo e servizio idrico integrato;prevenzione del rischio sismico; parchi, aree protette e biodiversità; servizio geologico, idrogeologico e politiche per contrastare l'erosione costiera; attività di indirizzo per l'Arpat; sicurezza delle miniere; protezione civile; terme.


Guardando i dati di produzione dei rifiuti urbani (rifiuti urbani e raccolta differenziata) in Toscana, con riferimento all'anno 2016, emerge che ogni cittadino toscano, in media, ha prodotto 616 kg di rifiuti urbani (di cui 314 kg -abitante di rifiuti differenziati), un valore più alto rispetto alla media nazionale che si attesta poco sotto i 500 kg abitante/anno (dato Ispra: 497) e che posiziona la Toscana, insieme all'Emilia Romagna, tra le regioni con la maggiore produzione di rifiuti urbani a livello nazionale.
Dal suo punto di vista in che modo si può prevenire la produzione di rifiuti urbani nella nostra regione, considerando anche che nel piano rifiuti e bonifiche si prevede come obiettivo una riduzione dell'intensità di produzione dei rifiuti pro capite (da un minimo di 20 kg/ab ad almeno 50 kg/ab) e per unità di consumo?

Ass. Fratoni: la riduzione della produzione procapite di rifiuti urbani è un obiettivo strategico che si determina attraverso un sistema integrato di gestione dei rifiuti concentrato sulla prevenzione e non sullo smaltimento. Bisogna puntare sul recupero, sul riciclo e sul riuso dei materiali e questo lo si fa a partire da una rete capillare di raccolta differenziata e da un sistema di imprese destinatarie della materia per una sua re-immissione nel ciclo produttivo.

 

Sempre con riferimento ai rifiuti urbani, la percentuale di raccolta differenziata sta crescendo, siamo giunti, nel 2016, quasi al 51%, mentre la media nazionale di attesta a poco più del 52%. Da una parte, questo dato potrebbe essere rassicurante ma, in realtà, è ancora lontano rispetto all'obiettivo che si è data la Regione nel suo piano di rifiuti e bonifiche, dove si pone l'obiettivo del 70% di raccolta differenziata ed anche alla luce di quanto stabilito dalle nuove direttive europee recentemente pubblicate sulla Guce, che il nostro Stato dovrà recepire nel 2020, che prevedono tassi piuttosto alti di raccolta differenziata soprattutto con riferimento agli obiettivi da raggiungere al 2030 (55% plastica; 30% legno; 80% metalli ferrosi; 60% alluminio; 75% vetro; 85% carta e cartone).
In che modo, quindi, la Regione intende aumentare la raccolta differenziata nei prossimi anni? In particolare come intende informare i cittadini e stimolare in loro un comportamento più attento, necessario per aumentare i livelli di raccolta differenziata ma anche per averla di maggiore qualità?

Ass. Fratoni: in realtà in Europa non si parla di raccolta differenziata ma di recupero della materia. Le percentuali citate infatti si riferiscono al recupero e non alla raccolta. Ciò premesso, dallo scorso mese di marzo la Giunta regionale sta cercando di imprimere una accelerazione all'incremento di raccolta differenziata stimolando il passaggio al porta a porta soprattutto nei principali centri della nostra Regione. Per fare questo abbiamo fatto la nostra parte mettendo a disposizione 30 milioni di euro.

 

Il tema dell'economia circolare è sempre più presente sia a livello europeo che nazionale, ma anche in Toscana se ne parla molto; la Regione ha recentemente approvato la costituzione di tavoli per affrontare il tema del re-impiego degli scarti di produzione dei principali settori produttivi toscani (lapideo/marmo, tessile, cartaceo, cuoio, oro, metallurgico, cantieristico ecc),.
Quali sono gli obiettivi dei tavoli? sono già tutti costituiti? sono tavoli che hanno priorità rispetto ad altri? cosa si aspetta dai soggetti che vi prendono parte tra cui anche ARPAT?

Ass.
Fratoni: I tavoli anticipano i temi che verranno trattati in una prossimo proposta di legge sull'economia circolare alla quale stiamo lavorando. Il presidente Rossi ha voluto costituire i tavoli per avviare un confronto con le principali realtà produttive toscane; per questo sono stati insediati i tavoli sulla carta, sul cuoio e sul tessile. Ma stiamo per insediarne uno relativamente alla marmettola, così come puntiamo sulla raccolta differenziata dell'organico. L'obiettivo è definire delle filiere circolari nelle quali l'effettivo rifiuto da smaltire (che resterà sempre) si riduca sempre più. Nella definizione di tali filiere il contributo di Arpat, il nostro organismo tecnico sull'ambiente, potrà risultare determinante.
 

L'economia circolare non coinvolge solo le imprese ma anche i cittadini, passare da un modello di economia lineare ad uno circolare comporta una cambiamento profondo dal punto di vista culturale, con stili di vita più sobri e qualche sacrificio. I report europei e nazionali che trattano il tema, sottolineano come questo cambiamento necessiti di molta informazione nei confronti dei cittadini per sensibilizzarli a modelli di consumo più attenti e sostenibili ambientalmente.
Cosa può fare ed intende fare la Regione in questo senso, che tipo di informazione ma anche educazione ambientale pensa di porre in essere?

Ass. Fratoni: formulerei la domanda così: cosa intende fare il sistema pubblico in generale per migliorare l'educazione ambientale dei cittadini?
Per adesso posso dire che è necessario fare di più a partire dal capire come utilizzare i social e gli strumenti telematici per accrescere l'educazione ambientale di tutti noi.
 

I report a livello europeo ma anche nazionale suggeriscono di affermare i principi dell'economia circolare anche attraverso l'utilizzo di leve economiche, es tariffa puntuale nel caso dei rifiuti urbani, in questo modo si premierebbero i comportamenti virtuosi, attenti, eco-sostenibili.
La Regione sta pensando di introdurre misure di questo tipo? se sì quali? più rivolte al prodotto, alle aziende o ai cittadini ?

Ass. Fratoni: guardiamo con attenzione a tali esperienze che, ad oggi, appaiono tutte positive. Le stiamo valutando per intervenire attraverso le Autorità di Ambito - ATO - che sono i titolari di questa materia. Certo è che la strada da percorrere è quella di uscire dalla generalizzazione ed iniziare a premiare concretamente chi si impegna a favore dell'ambiente.

(Intervista a cura di Stefania Calleri)


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




Azioni sul documento

...e concretamente?

Inviato da Utente anonimo il 03/08/2018 16:20

rimango sempre a bocca aperta davanti alla capacità di articolare frasi senza nessun contenuto concreto

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