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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Venerdì 13 Luglio 2018

Attività svolta per portare in accreditamento il metodo di campionamento e analisi delle diatomee


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Verificata anche la ripetibilità di campionamento e lettura degli operatori

ARPAT, nell’elaborazione delle proprie strategie di “Politica per la Qualità”, ha stabilito di accreditare nel corso del 2018 il metodo di campionamento ed analisi delle diatomee bentoniche dei corsi d’acqua nell’Area Vasta Centro e Area Vasta Sud, con l'obiettivo di:

  • omogeneizzare e razionalizzare le modalità di svolgimento della prova all’interno dell’Agenzia rendendo più funzionale l’attività,
  • attestare la competenza dei propri tecnici in materia,
  • implementare l’efficienza di esecuzione a tutti i livelli dello svolgimento della prova (campionamento, preparazione del campione alla prova, attività di laboratorio).

Il metodo per cui si è richiesta l'estensione di accreditamento è: ISPRA - Manuali e Linee Guida 111/2014 + DM 260 08/11/2010.

Un laboratorio accreditato fa riferimento alla norma UNI EN ISO IEC 17025 che definisce i requisiti necessari da seguire per dimostrare la competenza tecnica del personale e le modalità di lavoro da attuare affinché i risultati forniti dal laboratorio siano accurati, per fornire un servizio affidabile.

Nel mese di maggio 2018 Accredia ha visitato i laboratori ARPAT ed ha svolto un approfondito percorso di verifica sul metodo delle diatomee.

L’analisi delle diatomee consiste nel determinare a livello di specie questi organismi, microalghe unicellulari che vivono sui substrati dei corsi d’acqua dolce, la cui comunità, in termini di abbondanza e varietà, è influenzata dalle caratteristiche chimico-fisiche, idrologiche, geografiche del fiume.

Tali organismi sono impiegati come indicatori di qualità dei corsi d’acqua poiché ogni specie presenta un proprio range di tolleranza all’inquinamento organico e alla presenza di fosforo e azoto.

Il metodo prevede di effettuare il campionamento nel fiume e successivamente trattare il materiale raccolto in laboratorio ottenendo dei vetrini che permettono il riconoscimento delle specie attraverso l’osservazione al microscopio ottico.

Modalità di campionamento, procedura di trattamento del materiale raccolto e fase di riconoscimento delle specie, sono tre tappe importanti per ottenere un dato finale corretto ed è necessario che siano svolte con attenzione e precisione.

Per verificare la ripetibilità degli operatori nel campionamento e nella preparazione dei vetrini di diatomee di acque superficiali, i laboratori ARPAT hanno condotto uno studio che ha visto impegnati tutti gli operatori che eseguono l’attività in campo ed in laboratorio.

In Area Vasta Centro, il personale coinvolto dei Dipartimenti di Firenze, Prato, Pistoia e del Laboratorio ha svolto le prove di ripetibilità sul Torrente Marina (Calenzano), affluente del fiume Bisenzio, appartenente al bacino idrografico dell’Arno.

preparazione campioniNel tratto della stazione sono stati effettuati 6 campioni, quanti sono stati gli operatori, e ciascun operatore ha effettuato il campionamento in doppio. Ciascun operatore ha dunque raccolto cinque ciottoli e li ha grattati con spazzolino duro su una superficie di 20 cm2, delimitata con una mascherina in plastica opportunamente preparata, ottenendo una superficie totale campionata di 100 cm2.

I campioni sono stati stabilizzati e trasportati al Laboratorio di Biologia dell’Area Vasta Centro di Firenze, dove sono stati registrati e presi in carico (vedi immagine in copertina). I tecnici del Laboratorio hanno preparato, secondo le modalità del protocollo, i vetrini e hanno effettuato le letture per la determinazione delle specie ed il loro conteggio.

L’elaborazione statistica, basata sull’analisi ANOVA, ha tenuto conto di due variabili:

  • variabilità dei campionamenti effettuati da diversi operatori
  • variabilità nella preparazione dei vetrini

La variabilità legata al campionamento è risultata trascurabile (<1%) evidenziando performance equivalenti degli operatori.

La variabilità correlata alla preparazione e lettura dei vetrini è risultata pari al 3% evidenziando una buon livello di concordanza fra i due tecnici, sia nelle modalità operative che nella conoscenza delle specie diatomiche.

L’esperienza condotta è da considerarsi sicuramente positiva, specialmente in termini di crescita professionale.

Testo a cura di Federica Cimoli e Daniela Dinelli


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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