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Lunedì 28 Maggio 2018

I 200 anni dell'utilizzo industriale del sito di Larderello


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Anche ARPAT presenta le sue attività in occasione del Convegno organizzato per i 200 anni dell’attività industriale geotermica nella località di Larderello

In occasione dei 200 anni dell’attività industriale geotermica nella località di Larderello, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Enel Green Power (EGP) hanno promosso il Convegno “GEO200. I 200 anni dell’utilizzo industriale del sito di Larderello: una geotermia sostenibile”, nell’ambito del quale è stata organizzata una visita al sito di Larderello. Durante il convegno, aperto al pubblico, sono state illustrate le tecnologie in uso e con prospettive future, a cui è seguita una tavola rotonda, per discutere e approfondire il tema dell’uso sostenibile della geotermia.

Inreventi al GEO200Dopo l’apertura del convegno, da parte del Direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse (IGG) del CNR, Antonello Provenzale, è intervenuta anche l’Assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, che ha evidenziato come questa attività industriale, iniziata a Larderello 200 anni fa, abbia rappresentato un importante volano economico per tutti i Comuni coinvolti. Oggi la Regione Toscana si mostra aperta a ogni forma di sviluppo produttivo, sia basata sull’uso della risorsa ad alta, che a media e bassa entalpia. L’uso razionale di queste risorse richiede necessariamente l'importante contributo della ricerca scientifica.

La responsabile progetti del Co.Svi.G (Consorzio Sviluppo Aree Geotermiche) Loredana Torsello ha evidenziato il ruolo del Consorzio per l’adozione di politiche di sviluppo integrate per i Comuni che ne fanno parte, proprio sulla base delle esperienze di ricerca che appaiono più interessanti.

Il Responsabile del Settore Geotermia di ENEL Green Power, Massimo Montemaggi, ha rilevato come, nonostante il fiorente sviluppo tecnologico nella produzione di energia elettrica da fonti geotermiche, che ha avuto inizio, a livello mondiale, proprio qui in Toscana circa 200 anni fa, ancora oggi paure infondate e un’informazione distorta ne rallentino ancora l’utilizzo.

Successivamente si è svolta una rapida panoramica sullo sviluppo della geotermia nel mondo. In particolare il presidente EGEC (Consiglio Europeo di Energia Geotermica) Ruggero Bertani ha effettuato una sintesi delle diverse tipologie di risorsa disponibili e delle tecnologie che ne possono permettere l’utilizzo, evidenziando le nuove prospettive che si stanno aprendo dall’utilizzo di risorse in condizioni supercritiche, rese disponibili dall’apertura di alcuni nuovi pozzi, tra cui uno proprio in Italia.

locandina-geo200.jpgClaudio Alimonti, Professore all'Università La Sapienza di Roma, ha riepilogato lo sviluppo delle tecnologie di generazione elettrica in geotermia in Italia e nel mondo ed ha evidenziato come ai paesi che tradizionalmente impiegano la risorsa per la produzione di energia elettrica (Italia, Nuova Zelanda, Islanda, Messico), se ne stiano affiancando di nuovi, anche con investimenti economici rilevanti. Promettenti prospettive di sviluppo tecnologico derivano dalla possibilità di ibridizzazione degli impianti, dalla coproduzione di risorse differenti, dalla cogenerazione e dall'uso di risorse in condizioni supercritiche.

Il Professore Alessandro Sbrana dell'Università di Pisa ha poi introdotto l'argomento degli usi diretti e in cascata del calore, descrivendo lo stato attuale e le prospettive future in Toscana per l'utilizzo termico della risorsa ed evidenziando come questo possa ancora essere migliorato, anche con impianti residenziali di taglia minore, nonostante l'importante presenza del teleriscaldamento già presente in alcune aree toscane.

Marco Frey della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, parlando delle ricadute economiche e sociali della geotermica, ha osservato come, nonostante il livello professionale mediamente elevato degli operatori coinvolti nella geotermia, purtroppo questo settore negli ultimi anni abbia registrato un andamento degli investimenti sostanzialmente costante, sebbene le altre tecnologie green (fotovoltaico, eolico, etc.) abbiano registrato crescite decisamente più rapide.

Gli aspetti ambientali dell'utilizzo industriale della risorsa geotermica sono stati descritti da Adele Manzella e Maria Silvia Giamberini del CNR–IGG, che hanno illustrato l'importante attività di ricerca e raccolta dei dati, molto spesso prodotti da diversi Enti.

Francesco Frondini dell'Università di Perugia e Giovanni Chiodini dell'INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) hanno descritto il lavoro svolto, rispettivamente da ciascun Ente di appartenenza, incentrato sulla misura di flusso di anidride carbonica nella prospezione geotermica.

Al convegno sono intervenuti anche Simone Magi, Alessandro Bagnoli e Luca Sbrilli di ARPAT, illustrando l'attività svolta dal Settore Geotermia dell’Agenzia, con ispezioni e campionamenti svolti presso le Centrali, l'analisi dei dati relativi alla qualità dell'aria rilevata presso i principali recettori attraverso i propri mezzi e l'esame e la validazione dei dati rilevati dalle centraline fisse per il monitoraggio della qualità dell'aria di ENEL e il controllo della qualità delle acque superficiali e sotterranee sia mediante propri piani di monitoraggio sia mediante validazione dei dati dei monitoraggi di ENEL GP.

Uno dei momenti più interessanti per i partecipanti è stata la partecipazione al convegno anche di Michael Bates della Berkeley School of Public Health che ha discusso gli ultimi aggiornamenti sulla propria ricerca in merito agli aspetti sanitari connessi alle emissioni derivanti dall'attività produttiva geotermica. Nonostante i risultati rassicuranti ottenuti personalmente su studi effettuati a Rotorua, Nuova Zelanda, illustrati nelle ultime cinque ricerche pubblicate negli anni dal 2013 e 2017, in considerazione di alcuni indirizzi discordanti ottenuti in altre zone del mondo, ha comunicato che intende proseguire l'attività di ricerca ampliando le indagini sanitarie effettuate sulle popolazioni campione esaminate.

Daniela Nuvolone di ARS ha poi illustrato e fornito le prime impressioni sulle indagini sanitarie attualmente in corso in Toscana. Romano Giglioli dell'Università di Pisa ha infine affrontato il tema dei sistemi integrati rinnovabili e il riferimento geologico per la climatizzazione diffusa.

Testo a cura di Ivano Gartner, Alessandro Bagnoli, Simone Magi, Luca Sbrilli, Simonetta Castellani e Riccardo Pellegrini

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Azioni sul documento

Chi ha chiesto ad Arpat di pubblicare questo comunicato?

Inviato da Utente anonimo il 29/05/2018 00:35

Se gli addetti Arpat Ivano Gartner, Alessandro Bagnoli, Simone Magi, Luca Sbrilli, Simonetta Castellani e Riccardo Pellegrini facessero fino in fondo il lavoro per cui sono pagati (la protezione ambientale) invece di perder tempo scrivendo comunicati a favore di Enel la Toscana forse sarebbe migliore. Sulla geotermia non ci siamo proprio. "Viene raccontato da Arpat che la reiniezione mitiga i fenomeni di subsidenza. Arpat si è però dimenticata di dire che quando la reiniezione non viene fatta nello stesso serbatoio di provenienza non mitiga un bel niente." https://difensoridellatoscana.wordpress.com/2018/05/26/subsidenza-da-sfruttamento-geotermico-perche-nessuno-ne-parla/ Chicco P.

Chi ha chiesto ad Arpat di pubblicare questo comunicato?

Inviato da Utente anonimo il 05/06/2018 15:14

Il Convegno è stato organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), al quale è stata invitata anche ARPAT perché illustrasse la propria attività di controllo e supporto tecnico alla Regione. La partecipazione ad un convegno organizzato dal CNR rappresenta per ARPAT l'opportunità per conoscere gli ultimi sviluppi della ricerca in ambito tecnologico e l'articolo è il frutto degli appunti presi dal nostro personale durante il convegno stesso e ha poi richiesto solo poche ore per la sua stesura definitiva. La formazione, gli approfondimenti e la comunicazione fanno parte integrale del lavoro di tutti gli operatori di Arpat. Questi sono elementi essenziali per garantire una effettiva terzietà di Arpat, che, in ogni caso, è disponibile a migliorarsi ed a ascoltare tutti (non a caso l’Agenzia è certificata UNI EN ISO 9001:2015). Chiaramente questo è possibile quando si discute di aspetti concreti, non con indistinti e provocatori messaggi sul web. In relazione alla possibilità di mitigare l'impatto della subsidenza a causa di nuovi impianti: tale valutazione non rientra tra le competenze proprie di ARPAT. Tale ipotesi viene discussa durante l'iter di Valutazione di Impatto Ambientale condotto dalla Regione Toscana, a cui partecipa attivamente anche ARPAT, non solo attraverso il proprio Settore Geotermia, ma coinvolgendo tutte le professionalità necessarie, anche oltre le strutture specializzate. Si ricorda anche che la VIA è, per sua natura, un procedimento aperto al pubblico, ossia in cui tutti hanno la possibilità di esprimersi direttamente durante il procedimento di valutazione, ottenendo risultati migliori rispetto ad un commento fuori contesto.

Cesare Fagotti - Coordinatore Area Vasta Sud

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