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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Lunedì 16 Aprile 2018

Toscana sempre più smart


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Trasformare una città in una smart city significa apportare modifiche e cambiamenti che hanno ricadute anche sull’ambiente in vari ambiti: utilizzo delle energie rinnovabili, gestione dei rifiuti, miglioramento della qualità dell'aria ma anche dell'acqua

Secondo l’ultimo studio dello Smart City Index 2017 le città più “intelligenti” sono soprattutto nel Nord Europa, al primo posto la capitale danese Copenaghen.

Ben 10 città del Nord Europa si trovano nella top 20.  Milano è la prima città italiana in graduatoria, ma si trova al 60° posto, mentre Roma risulta settantunesima.

Inutile negarlo, l’Italia non è tra le migliori ma, negli ultimi anni, qualche segnale di miglioramento si è visto. In particolare i progetti di smart city, nel nostro Paese, si sono focalizzati sull’illuminazione intelligente seguiti da pianificazioni sui servizi turistici, sulla raccolta dei rifiuti, sulla gestione del traffico e dei parcheggi ed infine sulla sicurezza.

smart cityNell'ottica del potenziamento, la Regione Toscana ha avviato un percorso per promuovere ed implementare le smart city, al momento le esperienze più avanzate in questa direzione risultano quelle in essere a Prato, Firenze e Pisa.

Di recente è stato firmato un protocollo d’intesa da Regione Toscana, Anci e Confservizi Cispel Toscana con cui si cerca di dare le prime indicazioni ed individuare gli obiettivi strategici comuni dal punto di vista energetico, ambientale, informativo, tecnologico e sociale per lo sviluppo delle smart city. Al momento le città toscane coinvolte sono Firenze, Prato, Pisa, Grosseto e Siena ma l'accordo resta aperto anche a future adesioni da parte di altri Enti Locali ma anche Università, centri di ricerca ed aggregazioni territoriali.

Il protocollo vuole essere molto concreto, per questo individua alcune azioni prioritarie, quali la stesura delle linee guida e il censimento dei servizi, in sostanza si parte con la definizione di un piano operativo composto da un primo gruppo di progetti di smart city da realizzare nei Comuni in collaborazione con le società̀ partecipate e da coordinare a livello regionale, poi si individuano le società partecipate responsabili dei progetti per lo sviluppo operativo e industriale ed infine si ricercano possibili fonti di finanziamento, nazionali ed europee.

L’idea è di fare sistema fra Regione, Comuni, utilities e aziende private e Camere di Commercio per promuovere innovazione e servizi intelligenti per cittadini ed imprese, con l'obiettivo nel prossimo futuro di coinvolgere anche Confindustria Toscana.

Ad oggi, possiamo dire che il trasporto risulta uno dei settori in cui è più evidente il valore aggiunto dei servizi digitali della PA e delle infrastrutture digitali, si pensi a tutte le iniziative per ridurre l’uso dell’automobile privata (ad es. i sistemi di monitoraggio del traffico, o l’ampliamento della ZTL) come le iniziative per promuovere tutte le forme di mobilità sostenibile (come ad es le centraline per la ricarica elettrica delle auto, i sistemi di sharing e pooling dei mezzi di trasporto ecc).

I tempi sono, però, maturi per andare oltre; ormai il 70% della popolazione vive nei centri urbani, questo dato presumibilmente aumenterà in futuro, quindi bisogna porsi domande su come gestire e fare fruire in modo smart una serie servizi, non solo legati alla gestione della mobilità urbana, ma anche ai rifiuti, al servizio idrico, alla rete elettrica e del gas ecc. in modo da creare un coordinamento in grado di superare la frammentazione delle informazioni che provengono dalle autonomie locali e dalle diverse aziende di servizi pubblici locali.

smart cityNaturalmente in questo scenario diventa fondamentale che le reti di telecomunicazione (rete in fibra ottica, 5 G ecc) siano implementate e sempre più efficienti in modo da rendere un reale servizio al cittadino. Si pone, quindi, una concreta questione di governance in quanto è necessario che tutti i dati gestiti diventino effettivamente un valore quotidiano per i cittadini. Quindi tutti i protagonisti devono essere consapevoli che la sfida della smart city porta con sé anche una serie di altri temi, molti dei quali strettamente connessi al rapporto tra PA e cittadini in grado di influenzare anche l’odierno assetto democratico.


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