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Martedì 20 Febbraio 2018

Fondazione per lo sviluppo sostenibile: le novità del pacchetto sull'economia circolare


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Novità in materia di rifiuti, imballaggi e discariche

La Fondazione Sviluppo Sostenibile ha organizzato a Roma il 2 febbraio 2018 un convegno per anticipare le novità introdotte dalle Direttive europee appena approvate in tema di circular economy.

“L’anello mancante – un piano d’azione europeo per l’economia circolare” è stato presentato nel dicembre 2015 dalla Commissione Europea e prossimamente si concluderà, definitivamente, l’iter di approvazione, che è stato lungo e complesso, ma ha introdotto alcune importanti novità nei testi delle direttive quadro sui rifiuti, imballaggi e discariche.

Per i rifiuti urbani si alzano al  55% nel 2025, al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035 gli obiettivi di riciclo (oggi siamo al 42%). Per raggiungere il target del 2035  sarà necessario  che la raccolta differenziata arrivi almeno al 75% (oggi  la media nazionale è del 52,5%).

Viene rafforzata la responsabilità estesa del produttore che, nella gestione dei rifiuti che derivano dai loro prodotti, dovranno assicurare il rispetto dei target di riciclo, la copertura dei costi di gestioni efficienti della raccolta differenziata e delle operazioni di cernita e trattamento, quelli dell’informazione, della raccolta e della comunicazione dei dati. Per gli imballaggi tale copertura sarà dell’80% dei costi dal 2025, per i settori non regolati da direttive europee la copertura dei costi sarà almeno del 50%, per RAEE, veicoli e batterie restano le direttive vigenti in attesa di aggiornamenti.

Per il riciclo degli imballaggi l’Italia è già a buon punto: si dovrà aumentare il riciclo dall’ attuale 67% al 70% del totale degli imballaggi entro il 2030. In particolare per gli imballaggi

  • in legno: oggi il riciclo è al 61% a fronte di un obiettivo del  30%; per quelli ferrosi l’obiettivo è dell’80% (oggi si è  al 77,5%); per l’alluminio l’ obiettivo è del 60% (oggi si è già al 73%);
  • in vetro: l’obiettivo è del 75% (oggi si è al 71,4%)
  • di carta: si dovrà passare dall’attuale 80% all’85%
  • in plastica: in quest'ambito, a causa degli imballaggi in plastiche miste, ci sono maggiori difficoltà per il riciclo che, comunque, dovrà aumentare dal 41% attuale al 55% al 2030.

Lo smaltimento in discarica non dovrà superare il 10% dei rifiuti urbani prodotti. Oggi in Italia la media è del 26%, però con Regioni in forte ritardo.

Per attuare una strategia contro gli sprechi alimentari vengono introdotti target di riduzione degli sprechi del 30% al 2025 e del 50% al 2030.

Il mondo imprenditoriale è molto attento al tema dell’economia circolare, tanto che, il 1° febbraio, è nata UNICIRCULAR, Unione delle Imprese dell’Economia Circolare; fa parte di FISE – Federazione Imprese di Servizi – e rappresenta un sistema che abbraccia numerose attività imprenditoriali: dal recupero di materia dai residui e dai rifiuti, riciclo e produzione di materie e prodotti secondari, re-manufacturing, preparazione per il riutilizzo di beni, componenti e articoli, ai servizi e alla logistica utili a modelli di business “circolari”.

Unione delle Imprese dell’Economia Circolare si propone come un luogo:

  • di rappresentanza forte ed ampia, capace di dialogare in modo serio e credibile con l’opinione pubblica e con i decisori politici, europei, nazionali e locali, sui temi relativi a End of Waste, responsabilità estesa del produttore (EPR), Ecodesign e Green Pubblic Procurement
  • di confronto e networking in cui le aziende associate possano scambiare esperienze, creare progetti e sviluppare il proprio business; nonché disseminatore della cultura dell’economia circolare all’interno delle stesse aziende, delle associazioni, del mondo politico e istituzionale, dei media e nell’opinione pubblica.

Il primo appuntamento, che ha visto protagonista UNICIRCULAR nella sua nuova veste, è stato il convegno organizzato da Fondazione Sviluppo Sostenibile. Il Presidente della neonata unione di imprese, Andrea Fluttero, ha preso parte all’evento con un proprio intervento, che si aggiunge a quello di altri relatori tra i quali quello di Edo Ronchi.

Le novità normative introdotte dal pacchetto sull’economia circolare dovranno poi essere recepite nei singoli Stati membri dell’UE e, per quanto riguarda l’Italia, arricchiranno e completeranno il quadro nazionale in materia di economia circolare. Ricordiamo a tale proposito che, di recente, nel novembre 2017, il Ministero dell’Ambiente e tutela del territorio e del mare ha pubblicato il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia- documento di inquadramento e posizionamento strategico”, frutto dei contributi di tutti gli operatori che hanno preso parte alla consultazione, oltre 300 tra rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, piccole, medie e grandi aziende, associazioni, consorzi, organismi di certificazione e privati cittadini.

Il documento costituisce un tassello importante per l’attuazione della più ampia Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile e sarà d’aiuto per affrontare, nel prossimo decennio, l’importante sfida di mantenere insieme competitività, sostenibilità ed innovazione.


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