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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Martedì 09 gennaio 2018

Citizen science in Italia: stato dell'arte e prospettive


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Importante ruolo della scienza partecipata per la costruzione di una cittadinanza scientifica compiuta e per l’inserimento definitivo della scienza nella cultura comune

Negli ultimi decenni, la scienza ha subito un profondo cambiamento nel modo in cui viene percepita, realizzata, comunicata e condivisa. L'avvento di nuovi concetti quali “scienza aperta”, “ricerca partecipata” e “scienza dei cittadini” (cd citizen science) sta portando ad un nuovo modo di guardare alla ricerca, in molti campi, dalla biologia all’ecologia, alla climatologia e all’astronomia, dalle neuroscienze alla medicina e all’informatica.

Benché l’idea della partecipazione di “appassionati” alla ricerca non sia nuova (alcune esperienze si fanno risalire a metà ’800), oggi, grazie alle nuove tecnologie, la citizen science si sta sempre di più affermando come un approccio in grado di fornire efficaci sistemi di monitoraggio e strumenti di ricerca sempre più importanti.

In particolare il campo ambientale sembra beneficiare di questa trasformazione, basata sull'impegno di persone comuni nel processo di ricerca; la citizen science ha infatti un forte potenziale nel dare nuove letture e nuove opportunità di approccio ai temi ambientali, in chiave corale.

La comunità scientifica – attraverso specifici progetti - può coinvolgere dunque i cittadini in attività di varia natura, dalla segnalazione di specie animali o vegetali presenti in un dato territorio, dall’osservazione su specifici fenomeni, all’utilizzo di apparecchiature per il rilevamento di parametri ambientali, alla messa a disposizione di risorse proprie per rilevazioni di varia natura.

La prima conferenza italiana sulla scienza dei cittadini, organizzata dall'Accademia Nazionale delle Scienze, è stata l'occasione per esplorare lo stato dell'arte in questo campo di ricerca relativamente nuovo, analizzandone anche i percorsi futuri, in contesto nazionale ed internazionale.

Ecco alcune delle esperienze presentate nel corso della Conferenza:

  • la rete LTER-Italia ed in particolare i suoi Cammini, una sorta di laboratorio partecipativo itinerante che attraversa, durante le estati, molti siti di ricerca della rete italiana toccando luoghi di grande rilievo ecologico;
  • il progetto LIFE MIPP, che tra gli obiettivi ha la raccolta di dati faunistici via Web, basata su osservazioni effettuate da cittadini;
  • il progetto CSMON-LIFE (Citizen Science MONitoring) che prevede la partecipazione e il coinvolgimento del grande pubblico nel monitorare specie animali e vegetali, in particolare quelle invasive aliene;
  • l’app Mosquito alert, sviluppata dai ricercatori dell'università Pompeu Fabra di Barcellona per monitorare la zanzara tigre asiatica Aedes albopictus; con la app tutti i cittadini possono contribuire alla sorveglianza di questi insetti, segnalando dove e quando li hanno visti;
  • la ricerca scientifica aperta al pubblico promossa dall'Università del Salento-CoNISMa e la Ciesm (Mediterraean Science Commission) che prevede l’avvistamento e la relativa segnalazione di meduse;
  • i bioblitz promossi dal museo di storia naturale della Maremma come modalità informale e divertente in cui scienziati e cittadini collaborano fianco a fianco per segnalare e registrare quante più possibili specie di piante, animali e funghi all’interno di un’area, in un definito arco di tempo (24 h);
  • il coinvolgimento degli amanti delle immersioni nel censimento e nella salvaguardia delle specie animali e vegetali che popolano le acque del Mar Mediterraneo promosso dal dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Bologna;
  • le segnalazioni dei cittadini all’interno delle attività della rete di monitoraggio dell’orso bruno marsicano in Abruzzo e Molise;
  • la app per smartphone Bugmap che permette a cittadini e ricercatori di studiare e monitorare la presenza della cimice asiatica in Trentino;
  • il progetto internazionale La Scuola delle Formiche che studia la distribuzione delle varie specie di formiche che vivono in ambienti urbani;
  • il ruolo degli inanellatori volontari (ornitologi dilettanti, scienziati, studenti) per descrivere le rotte e comprendere le modalità di migrazione degli uccelli;
  • il progetto CITHYD (Citizen Hydrology), un sistema per il monitoraggio di fiumi e corsi d'acqua che coinvolge i cittadini nella raccolta di misure di livelli idrometrici, sul maggior numero possibile di corsi d’acqua, compresi quelli di piccole dimensioni, poco monitorati e spesso causa di danni ed esondazioni;
  • il progetto di ricerca Earthquake Network, che implementa una rete globale di rilevazione terremoti in tempo reale basata su smartphone (sfruttando l’accelerometro presente) e che coinvolge più di 750.000 persone in tutto il mondo, permettendo di rilevare più di 780 terremoti ed allertare allo stesso tempo chi si trova vicino all’epicentro.

Nel corso della Conferenza si è anche discusso dell’impatto che le forme di ricerca collaborativa hanno nell’avvicinare le persone alla scienza, migliorare la comprensione del pubblico e sensibilizzare su molte questioni sociali e ambientali. La citizen science può essere un mezzo per colmare il divario tra scienza e società e quindi un'opportunità anche per gli scienziati di riconsiderare il loro ruolo nella società.

È stata inoltre sollevata la questione dei nuovi diritti di cittadinanza scientifica, legati alla condivisione online di informazioni scientifiche da parte di tutti. Un altro argomento emergente è quello della necessità di standardizzare e rendere interoperabili i diversi sistemi di citizen science ed i relativi dati prodotti.

L’evento si è concluso con una tavola rotonda su citizen Science e comunicazione, che ha messo in evidenza il rapporto che il mondo della comunicazione ha fino ad oggi instaurato con la citizen science e come esso possa contribuire a farla conoscere e ad ampliarne la diffusione anche in Italia, come già avviene a livello internazionale.

Nel corso della tavola rotonda si è anche affrontato il problema della difficoltà, in Italia, di avvicinare la comunità scientifica con quella civile. In questo senso, la comunicazione in ambito scientifico gioca un ruolo importante, in quanto può rafforzare la capacità divulgativa nella comunità scientifica: in qualsiasi tipo di ricerca, infatti, è fondamentale riuscire a trasmettere e divulgare in modo corretto ed efficace i risultati. Dal canto loro, i cittadini devono avvicinarsi al metodo scientifico, per conoscerlo e saper distinguere le ‘bufale’ che circolano in rete e sui media.


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