Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie ARPATnews 2017 197-17

Dove Siamo

 
ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Mercoledì 06 Dicembre 2017

I City Rate 2017: le dimensioni ambientali analizzate


RSS

Significativi i divari tra le città della Toscana che confermano il permanere di punti di forza e di debolezza delle diverse realtà territoriali

Realizzato con la collaborazione scientifica di ISTAT, Unioncamere, ANCI, Utilitalia e Openpolis, il quinto rapporto ICity Rate 2017 fornisce la classifica annuale delle città intelligenti italiane.

Per stilare la classifica delle 106 città analizzate sono state valutate 15 dimensioni per le quali si sono considerati 113 indicatori: povertà, istruzione, acqua e aria, energia, crescita economica, occupazione, cultura e turismo, ricerca e innovazione, trasformazione digitale, mobilità sostenibile, rifiuti, verde urbano, suolo e territorio, legalità e sicurezza, governance e partecipazione.

Ci soffermiamo qui sulle dimensioni ambientali prese in considerazione, analizzando per ciascuna di esse anche il posizionamento delle città capoluogo della Toscana:

Acqua e aria
Per l’efficienza idrica l’obiettivo è la riduzione della perdita delle reti di distribuzione entro la soglia fisiologica del 10 – 20% entro il 2030 e la conformità delle acque reflue depurate rispetto alle norme di emissione.

Per la qualità dell’aria l’obiettivo è il rispetto dei limiti massimi stabiliti dall’OMS per il PM10, il PM2,5 e l’NO2.

Posizionamento città capoluogo toscane
Posizione Città Punteggio
6 Livorno 829,4
8 Grosseto 819,3
11 Siena 811,2
38 Arezzo 723,5
60 Pisa 666,8
61 Prato 666,5
66 Massa 654,8
69 Lucca 645,7
76 Pistoia 621,3
8 Firenze 582

I valori relativi a efficienza idrica e alla qualità dell’aria classificano le città metropolitane tra le peggiori d’Italia. Altissime le percentuali di dispersione idrica per le città di Cagliari (58,6%), Messina (53,1%), Bari (49,6%) Catania (48,1%) e Firenze (45,7%).

Per i superamenti del limite di PM10 le peggiori sono Milano e Torino e Venezia, città nelle quali i giorni di superamento del limite sono oltre 30 volte di più di quelli consentiti. Per il particolato PM2,5 Milano seguita da Venezia, Torino e Roma. Per il NO2 ancora Milano, Torino e Roma. Alti anche i valori di Genova.

Per questi obiettivi non è la collocazione geografica a fare le differenza e i grandi centri urbani lasciano il primato a città medio-piccole. Trapani e Brindisi sono le prime due città del sud che troviamo nel rating della dimensione dell’efficienza idrica e della qualità dell’aria. Tra le prime 20 anche Vibo Valentia, Oristano, Reggio Calabria e Enna.

Energia pulita
L’Italia dell’efficienza energetica presenta valori medi, ancora molto lontani da quelli fissati al 2030. Alcune punte di eccellenza nel Nord, scarsa qualità, sostenibilità e efficienza nel Sud e nelle Isole.

Posizionamento città capoluogo toscane
Posizione Città Punteggio
4 Firenze 831,6
11 Prato 768,6
12 Livorno 758,7
24 Pisa 715,7
36 Massa 678,1
47 Arezzo 637,8
66 Lucca 593,4
75 Siena 570,3
82 Grosseto 543,1
87 Pistoia 515,3

Al primo posto Bologna, con una riduzione dei consumi dell’1,3% rispetto al 2014 e impegni concreti da parte dell’Amministrazione nel campo delle energie rinnovabili, strumenti di governance efficienti nell’ambito delle policy energetiche. Seguono Verona, per la riduzione dei consumi del 2,1% nel 2015 rispetto al 2014, e Vicenza per gli alti livelli di qualità del servizio elettrico.

Al quarto posto Firenze dove, a partire dalla sottoscrizione del Patto dei Sindaci del 2010 , si è adottata una politica di attrazione di finanziamenti per realizzare progetti mirati. Tra questi il progetto Replicate per la riduzione delle emissioni di CO2 finanziato con 10 milioni di euro, di cui circa 7 finanziati dall’Europa e 3 da partner privati, per mettere a punto soluzioni per la mobilità sostenibile, il risparmio energetico, le strutture intelligenti.

In fondo al rating la città di Taranto, dove il consumo elettrico è salito del 34,4% nell’ultimo anno, e altre città di Puglia, Campania, Sicilia, Calabria.

Mobilità sostenibile
Nel rating 2017, oltre al parco veicolare e la riduzione degli incidenti nelle aree urbane, sono stati introdotti altri fattori legati alla pianificazione, all’infomobilità, al trasporto pubblico, alla ciclabilità e allo sharing, per valorizzare soprattutto l’introduzione di modelli alternativi e sostenibili di mobilità.

Posizionamento città capoluogo toscane
Posizione Città Punteggio
4 Firenze 393,2
16 Siena 316,5
20 Pisa 305,1
28 Prato 282,2
41 Arezzo 243,7
53 Pistoia 220,5
55 Livorno 218,1
58 Lucca 216,9
63 Massa 206,7
94 Grosseto 140,4

Ai primi 4 posti della classifica delle città per il 2017 Milano, grazie al bikesharing, al miglior trasporto pubblico e al mix di offerta; Torino, che ha ridotto del 41% rispetto al 2011 gli incidenti stradali; Venezia, che eccelle nel trasposto collettivo e nella governance del sistema di mobilità; Firenze, capitale della mobilità elettrica con il numero maggiore di colonnine di ricarica, numero di vicoli taxi e car sharing elettrico.

Ai primi posti anche le città dell’asse padano che formano un insieme unitario e compatto di città con alti valori.

In fondo alla classifica buona parte dei capoluoghi delle isole maggiori e della Calabria.

Posizionamento città capoluogo toscane
Posizione Città Punteggio
29 Lucca 576,7
39 Firenze 540,3
60 Arezzo 495,2
62 Pistoia 492
63 Prato 487,9
71 Livorno 434,8
87 Grosseto 333
95 Siena 294,9
99 Massa 279,1
101 Pisa 260,5

Rifiuti
Al primo posto Trento, che ha raggiunto il 77% di raccolta differenziata e una produzione di rifiuti pro-capite di 424kg, inferiore alla media UE; poi Treviso, Novara, Belluno, Macerata sempre per l’adozione di buone pratiche, per percentuale di raccolta differenziata e quantità pro capite di rifiuti prodotti.

Ancora lontane, persino da quello che era l’obiettivo di raccolta differenziata nel 2006 (35%), 33 città sulle 106. Le più lontane Siracusa, Vibo Valentia, Enna ancora ferme intorno al 5%.

Verde urbano
Ai primi posti la laguna di Venezia, la rete dei siti di natura 2000 di Messina e i sassi di Matera.

In alcune città come Matera, Trento, Sondrio, Potenza la dotazione per cittadino di verde supera i 300mq, anche perché rientrano nel perimetro urbano rilevanti superfici di verde storico e aree boschive.

Posizionamento città capoluogo toscane
Posizione Città Punteggio
4 Pisa 473,6
19 Prato 330,4
23 Arezzo 310,8
27 Massa 294,6
28 Firenze 291,2
30 Grosseto 287,6
45 Livorno 226,1
48 Pistoia 219,8
57 Lucca 186,4
85 Siena 114,6

Altre città sono invece città con un basso capitale naturale disponibile, come Taranto, Crotone e Caltanissetta dove i metri quadri di verde disponibili sono meno di 3.

Altre ancora hanno basse disponibilità pro-capite di verde fruibile, ma il dato non è necessariamente connesso alla scarsità di verde, come avviene a Roma nei cui confini cittadini ricade un’estesa superficie agricola.

Solo 2 città, Vercelli e Forlì, hanno adottato tutti gli strumenti per la gestione del verde: il Censimento, il Regolamento e il Piano di monitoraggio di cedimento delle alberature e bilancio arboreo. Alcune li hanno adottati in parte, 10 nessuno dei tre, come Ragusa, Catanzaro, Vibo Valentia, Latina, Trapani.

Posizionamento città capoluogo toscane
Posizione Città Punteggio
2 Grosseto 902,1
10 Pisa 808,6
13 Arezzo 785,8
26 Lucca 735,3
35 Siena 715
39 Massa 708
69 Firenze 608,5
77 Prato 594,1
79 Pistoia 582,9
86 Livorno 543,5

Suolo e territorio
Al primo posto Ragusa che passa da 681mq di suolo consumato per abitante nel 2012 a 657 nel 2015, poi l’Aquila e Grosseto dove si è registrata una significativa riduzione pro-capite nel triennio 2012-2015 rispettivamente a 4,7 mq e 5,7 per abitante.

Tra le città del Nord Parma è la migliore, grazie a un consumo di suolo che si è ridotto di 8mq pro-capite negli ultimi tre anni e ad un’incidenza di suolo consumato di circa il 23% della superficie comunale.

Situazione più negativa per alcune città come Napoli, Palermo, Messina, Benevento e Salerno.


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




— archiviato sotto:
Azioni sul documento
Strumenti personali