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Giovedì 30 Novembre 2017

Mobilitaria: politiche di mobilità e qualità dell’aria nelle città italiane


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Presentato a Ecomondo uno studio di Kyoto Club e CNR-IIA. Lanciate 12 proposte per migliorare la qualità nell’aria nelle città e implementare politiche di mobilità sostenibile

Mobilitaria: politiche di mobilità e qualità dell’aria nelle città italiane

Dati sulla mobilità a Milano (anche negli altri grafici)

Nell’ambito della rassegna Ecomondo, Kyoto Club e CNR-IIA (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto sull’inquinamento Atmosferico) hanno presentato i primi risultati dello studio “MOBILITARIA, analisi sulla qualità dell’aria e sulle politiche di mobilità sostenibile nelle 14 Città Metropolitane Italiane”.

Lo studio MOBILITARIA analizza la qualità dell’aria nelle città italiane confrontandone gli andamenti con la situazione della mobilità in ambito urbano nel periodo 2006-2016.

Scopo del documento è quello di ottenere un quadro completo, una fotografia, dello stato attuale della qualità dell’aria e della mobilità urbana in Italia, analizzando al contempo gli andamenti dei principali fattori degli stessi. Inoltre, correlati a questi due ambiti, vengono analizzate le scelte compiute dalle amministrazioni nell’arco dei dieci anni in questione, sottolineando la elevata o meno incisività delle stesse.

Ad Ecomondo sono stati presentati i primi risultati che riguardano un’analisi a livello nazionale dei principali trend per i due ambiti, qualità dell’aria e mobilità, a cui seguirà lo studio conclusivo che sarà presentato nella primavera del 2018 e avrà degli approfondimenti su alcune città chiave.

Riguardo l’inquinamento atmosferico, sebbene si riscontri un miglioramento diffuso della qualità dell’aria rispetto ai valori limite, molte città ancora sono caratterizzate da livelli di concentrazione superiori ai limiti fissati per il PM10 e NO2. [Per la Toscana vedi dati ARPAT 2007-2016 per le medie annuali del PM10, per le medie annuali del NO2, per le medie annuali del PM2,5 ed il numero di superamenti del limite giornaliero per il PM10]

Il decremento delle concentrazioni per l’NO2 si verifica in quasi in tutte le città, per il PM10 in modo netto solo per alcune (Torino, Milano, Venezia, Napoli e Roma) mentre il PM2,5, in base ai dati disponibili, solo a Torino e Milano.

Per quanto concerne il numero dei superamenti dei valori limite, gli autori dello studio osservano che l’NO2 nei diversi anni presenta superamenti per le città di Roma, Torino, Firenze, Milano, Genova, Napoli e Catania, mentre il PM10 ha un numero di superamenti, tranne in pochi casi, sempre di molto superiore al limite per tutte città nelle diverse annualità.

Dall’analisi compiuta, emerge che nel corso del decennio analizzato si è raggiunto un picco di spostamenti in auto che negli ultimi anni è tornato a decrescere: il tasso di motorizzazione autoveicoli ha subìto una decrescita (a Milano nel 2016 si registra un tasso di motorizzazione del -10%), mentre il tasso di motorizzazione di motocicli sale.

Il rapporto mette in evidenza che l’impegno concreto con azioni miranti ad incentivare la mobilità sostenibile sicuramente si riscontra maggiormente nelle Città del Nord e Centro, mentre al Sud iniziano ad essere prese solo di recente in considerazioni attività e politiche volte alla riduzione del traffico (con conseguente migliore qualità dell’aria), ma non è ancora sufficiente a tutte le latitudini del paese.

Per il trasporto pubblico si registra, soprattutto al sud, un calo dell’offerta ed un conseguente calo dell’uso del trasporto pubblico. Bologna e Bari risultano tra le città dove cresce l’uso del TPL in questo decennio.

Ma i dati si tingono anche di verde: un’importante crescita si riscontra nell’aumento di piste ciclabili, di zone pedonali e di zone 30, di Zone a Traffico Limitato presidiate da varchi telematici di controllo. Questo, infatti, il dato più rilevante secondo gli autori dello studio: il pedone ed il ciclista iniziano ad essere presi in considerazione dalle scelte amministrative, al quale si collega l’obiettivo di rendere la qualità dell’aria migliore.

C’è un rilancio dell’uso della bicicletta, maggiormente nelle città di medie dimensioni, dove si è svolto, nel corso degli anni, un ampliamento delle piste ciclabili: ad esempio a Bologna, con 126km di piste, o a Mestre con 117 km di nuove piste ciclabili. Al sud, invece, dovrebbe essere maggiore l’impegno in tema di ciclabili, dati i numeri non ancora sufficienti con poche chilometri di piste in diverse città.

Di recente è arrivato anche il car sharing: un elevato aumento si riscontra dal 2013, nell’utilizzo del Car Sharing in almeno 4 città metropolitane, approdato negli ultimi anni con aziende private che offrono il servizio a flusso libero, che va ad incrementare l’utilizzo/utenti e il numero di auto in flotta anno dopo anno. Un fenomeno nuovo e da monitorare.

Dallo studio emerge con chiarezza che Milano (vedi l'infografica con tutti i dati) è la città che in questo decennio ha fatto politiche decise per la mobilità sostenibile e tutti gli indicatori lo dimostrano in senso positivo: area C, crescita delle reti metropolitane, crescita delle piste ciclabili, delle aree pedonali, della sharing mobility, calo dell’indice di motorizzazione, tenuta degli utenti del trasporto pubblico.

Ma nonostante queste politiche positive i dati sulla qualità dell’aria riscontrano diversi superamenti e quindi anche qui bisogna fare di più per la mobilità sostenibile, così come in tutte le 14 città metropolitane.

Infine Kyoto Club e CNR-IIA lanciano 12 proposte (vedi proposte complete) per migliorare la qualità dell’aria nelle città e implementare politiche di mobilità sostenibile:

  1. organizzare una raccolta sistematica dei provvedimenti di mobilità - a partire dalle 14 Città metropolitane - e dei dati sulla qualità dell’aria, intrecciando e ragionando sulle correlazioni;
  2. approvazione delle norme per il nuovo Codice della Strada con gli strumenti innovativi per il governo e la gestione della mobilità urbana;
  3. approvazione dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, obbligatori per tutte le Città Metropolitane, i comuni singoli o aggregati superiori a 100.000 abitanti;
  4. aggiornamento ed approvazione del Piano Generale dei trasporti e della Logistica, previsto dal Codice Appalti;
  5. ricerca ed investimenti sulla qualità dell’aria da potenziare;
  6. crescita della mobilità ciclabile e pedonale, incremento delle Zone a Traffico Limitato;
  7. potenziamento ed innovazione per i servizi di Trasporto Collettivo;
  8. incremento dei Servizi Ferroviari di area vasta nelle città metropolitane, integrazione multimodale nei nodi, fermate e stazioni dell’SFM;
  9. promozione dei veicoli elettrici, sia nel campo delle auto private, dei veicoli condivisi, del trasporto collettivo di superficie, dei motoveicoli;
  10. Crescita della sharing mobility, come carsharing, bike sharing, carpooling, scooter sharing, condivisione di quartiere;
  11. predisposizione di servizi di logistica urbana sostenibile delle merci efficienti a basso impatto, d’intesa con gli operatori;
  12. innovazioni tecnologiche per Sistemi di Trasporto Intelligente.

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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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