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Giovedì 16 Novembre 2017

Nuove adesioni alla Carta di partenariato del Santuario Pelagos


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I Comuni Pisa, Camaiore e Pietrasanta hanno sottoscritto la Carta di partenariato del Santuario Pelagos portando le adesioni a 27 su un totale di 34 comuni rivieraschi toscani

Con la sottoscrizione della Carta di Partenariato del Santuario Pelagos da parte di Pisa, Camaiore e Pietrasanta si sta completando la mappa dei Comuni rivieraschi toscani che, ricevendo la bandiera Pelagos, si impegnano a promuovere azioni di salvaguardia nei confronti dei mammiferi marini, favorendo la conoscenza e la valorizzazione del Santuario dei cetacei, ovvero di tutta quell’area marina dell’Alto Tirreno eletta a protezione dei cetacei, a seguito dell'Accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco entrato in vigore il 21 febbraio 2002.

Il Santuario marino Pelagos con i suoi è 87.500 chilometri quadrati di superficie è la più grande area protetta del Mediterraneo e costituisce, nel Mediterraneo, l’unica Area di tutela internazionale dedicata alla protezione dei mammiferi marini.

Silvia VeloPresente alla cerimonia di sottoscrizione il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente on. Silvia Velo che è intervenuta ricordando che con queste tre sottoscrizioni sono 27 su 34 i Comuni della Toscana che hanno aderito alla Carta di Partenariato del Santuario ed ha auspicato che presto si uniscano i comuni rimanenti perché la Carta rappresenta un impegno importante per tutelare i mammiferi marini ed il loro habitat dalle minacce di origine antropica: inquinamento chimico e biologico, rumore, collisioni con le imbarcazioni, catture accidentali, rifiuti plastici in mare.

Ad illustrare le specie di mammiferi marini censiti nel Santuario, le minacce a cui sono sottoposti e l’organizzazione che si è data la Rete toscana che fa capo all’Osservatorio toscano per la biodiversità (OTB), per il recupero di questi esemplari in caso di spiaggiamenti, sono intervenuti gli esperti durante la conferenza che si è tenuta prima della cerimonia di sottoscrizione della Carta.

Sergio VentrellaSergio Ventrella della Regione Toscana ha illustrato "Le attività della Regione Toscana e dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità nell’ambito del santuario Pelagos" mettendo in risalto il quadro normativo internazionale, nazionale e regionale e gli impegni dei Comuni con la sottoscrizione della Carta, tra cui si evidenziano:

  • l’impegno a ridurre al massimo le attività che hanno un impatto su questi esemplari, incluso la demotonautizzazione sportiva nelle acque di loro competenza;
  • la trasmissione all’OTB delle informazioni su spiaggiamenti di mammiferi marini o di altre specie marine che potrebbero avere luogo lungo il litorale per consentire alla Regione di esercitare le funzioni di raccolta, coordinamento e scambio di informazioni e di dati con le autorità statali finalizzate alla conservazione delle specie e degli habitat terrestri e marini.

Ventrella ha ricordato anche gli eventi di formazione ed educazione ambientale promossi dalla Regione a supporto dei soggetti della Rete e la recente istituzione, da parte del Ministero dell'Ambiente e del Ministero della Sanità, del Tavolo Nazionale degli Spiaggiamenti dei mammiferi marini con il concorso di Enti e Ricercatori pubblici di eccellenza, nel quale anche ARPAT ha un proprio rappresentante.

Cecilia Mancusi del Settore Mare di ARPAT è intervenuta su “La gestione delle emergenze durante le collisioni e gli spiaggiamenti dei cetacei e tartarughe marine sulle coste toscane ed il coordinamento degli interventi dell'Osservatorio Toscano per la Biodiversità”. In particolare ha illustrato la procedura di intervento con cui opera la Rete toscana per il recupero dei cetacei e tartarughe, sottolineando il ruolo rilevante svolto dalle Capitanerie di Porto, a cui generalmente giungono le segnalazioni attraverso il numero dell’emergenza in mare 1530.

La procedura che viene attivata è diversa a seconda che si tratti di segnalazione di esemplare vivo o morto, di cetaceo o di tartaruga; in ogni caso vengono coinvolti i vari soggetti che afferiscono alla Rete, coordinata da ARPAT, con il supporto operativo di Università di Siena, ASL, IZSLT, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale.

Uno dei compiti di ARPAT è quello di trasmettere in tempo reale i dati alla banca dati nazionale sugli spiaggiamenti e di redigere un report per Regione toscana, alla fine di ogni anno, documentando tutta l’attività svolta ed i numeri di interventi realizzati.

dati MancusiPer quanto riguarda il resoconto degli spiaggiamenti per l’anno 2017 i dati (aggiornati al 22 settembre) registrati in Toscana sono di 33 cetacei spiaggiati, 49 recuperi di tartarughe marine di cui 37 morte e 12 vive ed ospedalizzate per le cure necessarie oppure liberate subito dopo il recupero e la verifica del buono stato di salute e vitalità. Di particolare interesse la recente liberazione della tartaruga RUGA alle Secche della Meloria dopo il periodo di cura presso l'acquario di Livorno; a fini scientifici la tartaruga è stata dotata di trasmettitore satellitare che ci sta consentendo di monitorare gli spostamenti dell'esemplare.

Letizia Marsili dell’Università di Siena, nel suo intervento su "Gli impatti antropici sulle popolazioni dei cetacei nel santuario Pelagos”, ha messo in risalto quali sono i principali rischi per i cetacei derivanti da sostanze inquinanti presenti nell’ambiente marino che, attraverso la catena alimentare, si concentrano ed accumulano proprio nei cetacei in quanto predatori all’apice della catena trofica marina.

istogramma MarsiliSi tratta soprattutto di sostanze di “vecchia” e “nuova” generazione, dal DDT alle sostanze contenute nelle plastiche.

Come previsto dalla Marine Strategy (Descrittore 8) i cetacei vengono presi in considerazione come biondicatori, “organismo sentinella”, ossia un organismo vivente, animale o vegetale, che, campionato in un determinato ambiente, ci fornisce indicazioni sul livello di contaminazione di quella determinata area.

Bisogna infatti tener presente che nel Mediterraneo vengono riversati i liquami di 150 grandi città e 14.000 industrie ed il 35% del traffico mondiale delle petroliere fa rotta attraverso questo mare. Gli studi che l’Università di Siena sta portando avanti mostrano ad esempio, come emerge dall’immagine, la diversa concentrazione di alcuni di questi inquinanti su esemplari di stenella striata nell’area del mar Ligure rispetto ad altre aree.

Un altro fronte di ricerca portato avanti dall’Università di Siena è quello dell'esposizione dei grandi mammiferi marini alla minaccia derivante dalle microplastiche, frammenti di plastica di dimensioni inferiori a 5 millimetri. Letizia Marsili ha spiegato come la balenottera comune, che si ciba principalmente di specie di eufasiacei planctonici, con ogni boccata filtra circa 70.000 litri di acqua e, quindi, può essere esposta al rischio di ingestione e digestione delle microplastiche.

La cerimonia di sottoscrizione si è svolta a Marina di Pisa, venerdì 22 settembre 2017, presso la sala convegni del Porto alla presenza degli alunni delle scuole elementari che hanno assistito alla proiezione del film “Il Re del mare” prodotto dalla Regione Toscana.

La sottoscrizione della Carta di Parternariato e la consegna della bandiera del Santuario Pelagos si è tenuta a bordo dell’imbarcazione della Capitaneria di Porto con Comandante CV (CP) Mario Valente, Capo Ufficio Aree Marine Protette del R.A.M delle CC.PP., in rappresentanza del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed i rappresentanti dei Comuni, Paolo Ghezzi, Vice Sindaco del Comune di Pisa, Alessandro Del Dotto Sindaco del Comune di Camaiore, Lora Anita Santini assessore del Comune di Pietrasanta.

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Sul canale Facebook ARPATnews dell'Agenzia è disponibile il video della sottoscrizione della Carta da parte dei rappresentanti dei Comuni.

Vedi anche galleria di foto dell'evento sul canale Flickr di ARPAT.


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