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Mercoledì 08 Novembre 2017

Fiume Arno: come è andato il monitoraggio estivo


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Grazie all'invaso di Bilancino l'Arno non ha subito secche significative ed ha garantito una costante disponibilità di acqua all'acquedotto

Fiume Arno: come è andato il monitoraggio estivo

Arno a Buonriposo e a Calcinaia

Durante l'estate 2017, una delle più siccitose del decennio, ARPAT ha effettuato il monitoraggio in continuo sul fiume Arno. Tale attività, in essere dal 2006, è svolta tramite 4 sonde lungo l'asta del fiume, da Buonriposo a Calcinaia passando da Rosano e Fucecchio.

I risultati del monitoraggio evidenziano che, grazie all'invaso di Bilancino, l'Arno non ha subito secche significative durante la stagione estiva ed ha garantito una costante disponibilità di acqua all'acquedotto.

L'assenza di una piovosità autunnale avrà conseguenze importanti in futuro; il cambiamento climatico, ormai innegabile, dovrebbe portarci verso una rivalutazione dell'importanza dell'acqua quale bene primario, ma non infinito, e di un suo utilizzo più razionato per poter essere sostenibile.Mappa delle sonde Arno

Come funziona il monitoraggio estivo dello stato delle acque del fiume Arno
Le sonde poste lungo il fiume misurano temperatura, ossigeno disciolto, pH, conducibilità e potenziale redox.

I valori di temperatura e ossigeno sono rapportati a due soglie statistiche che rappresentano i livelli di attenzione e di allarme, superati i quali le amministrazioni deputate alla salvaguardia del fiume dovrebbero mettere in atto azioni di mitigazione. I valori di attenzione e allarme derivano da statistiche effettuate su base decennale, sono il 75° e 95° percentile, sia per ossigeno che temperatura, calcolati nel periodo 2007- 2016. (nel grafico sotto temperatura e ossigeno confrontati con soglia allarme e attenzione)Temperatura e ossigeno confrontati con soglia allarme e attenzione

I parametri temperatura e ossigeno sono indici immediati di stress ambientale per i corsi d’acqua che variano a seconda della tipologia del fiume, delle caratteristiche fluviali quali l'idromorfologia, la pendenza, gli apporti inquinanti ed altro, che variano passando da monte a valle; per questa ragione sono calcolati valori di riferimento per ossigeno disciolto e temperatura differenti per i quattro tratti in cui è tipizzato il fiume: Arno Casentinese, Arno Aretino, Arno Valdarno superiore e inferiore, Arno Pisano ed infine Arno foce considerato acque di transizione.

Questo monitoraggio, specifico del periodo estivo, si aggiunge a quello routinario ambientale effettuato per l'intero arco dell'anno, con la ricerca di un maggior numero di parametri sia chimici che biologici.

Particolare attenzione nel periodo estivo viene data al valore minimo misurato di ossigeno e al repentino innalzarsi della concentrazione nelle ore più calde della giornata, sia di ossigeno disciolto che di percentuale di saturazione, in quanto sono indici di fenomeni eutrofici e di proliferazione algale eccessiva in atto, che se perdurano possono dare atto ad anossie improvvise nelle ore notturne o inizio mattina.

La distribuzione tipica "a campana" della concentrazione media oraria di ossigeno (vedi immagine sotto) rappresenta la risposta delle comunità algali alle condizioni atmosferiche e alla disponibilità di acqua.

Concentrazione media oraria di ossigeno

Durante l'attività di monitoraggio in continuo (dato rilevato ogni 15 minuti) i valori di temperatura e ossigeno sono confrontati con le soglie di allarme e attenzione tipiche di ogni tratto (sono valori più alti nel tratto a monte e più bassi nel tratto a valle, sia per motivi ecologici sia di impatto antropico progressivamente in aumento).

L’emergenza idrica 2017
Ad inizio estate 2017 la Regione Toscana ha decretato lo stato di Emergenza idrica, successivamente prorogato fino al 31 dicembre 2017, viste le condizioni di assenza di piogge significative per tutta l'estate e purtroppo il perdurare della mancanza di piogge anche ad inizio autunno.

Alla fine di settembre è stato chiesto ad ARPAT di continuare il monitoraggio in continuo sull'Arno anche per il mese di ottobre. Ciò ha permesso

  • di tenere sott’occhio come l'abbassarsi delle temperature e la riduzione delle ore di inolazione abbiano dato un, seppur lieve, sollievo alle condizioni del fiume,
  • di mettere in evidenza come anche in condizioni di ossigenazione migliore (più freddo più ossigeno) il tratto da Fucecchio verso la foce sia comunque in sofferenza.

D'altro canto questo lo si deduce anche dal monitoraggio ambientale che ARPAT esegue con 8 stazioni sull'asta dell'Arno che restituiscono ormai da anni uno stato ecologico buono in prossimità delle sorgenti e poi una qualità che varia da sufficiente a scarso fino a diventare cattiva alla foce.

Arno a RosanoÈ importante ricordare che la difficile Emergenza idrica dell'estate 2017 è stata gestita in modo che la maggior parte della popolazione non si "accorgesse" delle difficoltà, almeno nel territorio della piana Firenze-Prato-Pistoia, grazie all'apporto e all'oculata gestione dei rilasci dall'invaso di Bilancino, il cui livello in diminuzione per tutta l'estate non ha risentito, se non marginalmente, delle poche piogge cadute a fine settembre.

I rilasci da Bilancino garantiscono una portata media a Rosano (vedi immagine sopra), durante l'estate, di 5mc/sec in prossimità della captazione dell'Acquedotto.

Per approfondimenti:


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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