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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Venerdì 06 Ottobre 2017

Cattivi odori a Gello, Pontedera


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Il punto della situazione

Fino al 2016, e soprattutto nella stagione estiva, l’URP di ARPAT ha ricevuto innumerevoli esposti provenienti dalle zone di Pontedera, Cascina, Calcinaia, ecc. per maleodoranze.

Nel corso del 2017 sono pervenute solo tre segnalazioni di odori molesti, di cui una nel periodo estivo. Nelle due precedenti l’origine delle maleodoranze era dovuta ancora alla presenza di compost fuori specifica (frazione organica stabilizzata) a Gello.

Nel passato tali disagi venivano amplificati nella stagione estiva, date le condizioni meteo climatiche che favoriscono l’insorgere di fenomeni odorigeni e l’abitudine a stare maggiormente in ambiente esterno. Le principali sorgenti dei cattivi odori individuate da ARPAT erano:

  • problematiche strutturali dell’impianto di compostaggio della Geofor SpA. Un impianto di compostaggio normalmente produce un ammendante compostato in percentuali variabili tra il 20 - 25% della frazione iniziale ed uno scarto, generalmente non odorigeno, corrispondente a circa il 20%, sempre della stessa frazione iniziale. La filiera di recupero della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU), effettuata presso lo stabilimento di Gello di Pontedera, gestito da Geofor, produceva piccole quantità di ammendante compostato, elevate quantità di scarto odorigeno, che veniva conferito in discarica, oltre ai miasmi originati - nelle varie fasi del processo - dall’ammendante prodotto e dallo scarto, che si riversavano sui centri abitati vicini, a seconda della direzione del vento. Questa situazione di disagio si è protratta sino alla fine del 2016;
  • stoccaggio degli RSU presso lo stesso impianto di Geofor SpA, poiché i rifiuti indifferenziati provenienti dalla raccolta urbana sono scaricati - in attesa di essere destinati alla discarica di Legoli - in zona circoscritta provvista unicamente di una rete di protezione dai gabbiani;
  • fronte della discarica gestita dalla Ecofor Service SpA, con particolare criticità rappresentata dal conferimento in discarica dello scarto descritto in precedenza.

Gli esiti dei controlli ARPAT furono comunicati ad agosto 2013 alla Provincia di Pisa, ai Comuni principalmente coinvolti ed all’ASL territorialmente competente.

Descriviamo qui lo stato dell’arte degli interventi messi in atto per la riduzione delle maleodoranze sopra descritte.

Nel febbraio 2016 la Geofor SpA ha presentato domanda di AIA per il nuovo impianto di trattamento dei rifiuti organici da raccolta differenziata (FORSU) ed il 2 agosto 2016 la Regione Toscana, al termine della fase istruttoria, ha rilasciato l’AIA con prescrizioni.

In base all’inquadramento IED (ex IPPC), sono stati considerati i seguenti documenti, sia specifici nonché trasversali:

  1. Reference Document on Best Available Techniques on Emissions from Storage (July 2006)
  2. Reference Document on Best Available Techniques for the Waste Treatments Industries (August 2006)
  3. Linee Guida relative ad impianti esistenti per le attività rientranti nelle categorie IPPC 5 Gestione dei rifiuti (Impianti di trattamento meccanico biologico)

In sintesi tale impianto, le cui fasi di realizzazione e messa in esercizio dureranno circa 2 anni, è composto da 2 sezioni di digestione anaerobica ed aerobica poste in serie. Tali sezioni saranno realizzate in capannoni chiusi le cui emissioni saranno convogliate a 2 biofiltri dedicati. Per precauzione è stata prescritta dalla Conferenza dei Servizi, su indicazione di ARPAT, l’installazione di 2 colonne di abbattimento a doppio stadio, funzionanti ad acqua e convertibili a trattamento acido-base/ossidante, nel caso ciò si rendesse necessario come conseguenza dei monitoraggi di ARPAT.

Dalla fine del 2016, sino alla messa in esercizio del nuovo impianto, la FORSU viene inviata ad un impianto situato in Lombardia, previo stoccaggio della stessa in un capannone chiuso, dotato di aspirazione ed invio dell’effluente gassoso ad idoneo impianto di abbattimento. Attualmente non viene effettuata attività di compostaggio.

Per quanto riguarda la stazione di stoccaggio degli RSU provenienti da raccolta urbana, per il successivo trasferimento alla discarica di Legoli, in sede di rinnovo dell’autorizzazione ARPAT nel giugno 2016 ha richiesto che le fasi di movimentazione e stoccaggio degli RSU avvenissero all'interno di una struttura chiusa dotata di un impianto di aspirazione/trattamento aria (es. biofiltro, scrubber a doppio-stadio), per evitare la propagazione degli odori. Al riguardo Geofor ha deciso di collocarla nel capannone attuale di trasferimento della FORSU, ossia in testa all’attuale impianto di compostaggio.

fasi di movimentazione RSINPDall’estate del 2016 Ecofor Service ha dunque modificato le modalità di coltivazione della discarica, abbandonando la coltivazione che prevedeva la compattazione dei rifiuti con trasporto orizzontale, lungo un fronte di 100-200 metri ed usando il pulper di cartiera come materiale ricoprente dello stesso.

Attualmente la ditta realizza degli abbancamenti progressivi di volumetria limitata (circa 20 x 30-40 metri, profondi 7-10 metri), il cui riempimento dura mediamente dalle 2 alle 4 settimane.

materiale ricoprente presso discarica Ecofor Service - PontederaI camion scaricano i rifiuti sul fronte in prossimità dell’abbancamento in esercizio e la gestione prevede il mescolamento immediato, tramite escavatore, dei rifiuti fangosi con i rifiuti secchi poi, a fine giornata, nell’area di abbancamento vengono compattati mediante idoneo mezzo.

Come materiale ricoprente non viene più usato il pulper di cartiera, ma un aggregato inerte da recupero, proveniente dalla Ditta Area di Navacchio, Cascina (PI).

A seguito delle nuove modalità operative di gestione della discarica, si è verificato quindi un notevole contenimento dei cattivi odori derivanti dal fronte della discarica, insieme ad un minor consumo di gasolio impiegato per la movimentazione dei mezzi.

Testo a cura di Andrea Villani


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