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Giovedì 05 Ottobre 2017

Posidonia oceanica: il Progetto Life SEPOSSO


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ARPAT impegnata con il Settore Mare

Con il suo Settore Mare, ARPAT, a partire da ottobre 2017, è impegnata nel progetto Life SEPOSSO (Supporting Environmental governance for the POSidonia oceanica Sustainable transplanting Operations), presentato nell’ambito del Sottoprogramma AMBIENTE e nel settore di azioni prioritarie riguardante la Governance e l’informazione in materia ambientale (volto a sostenere la comunicazione, la divulgazione di informazioni e la sensibilizzazione nell’ambito dei sottoprogrammi).

Il LIFE SEPOSSO ha l’obiettivo di implementare e diffondere sistemi e strumenti

  • a sostegno di efficaci processi di controllo per valutare l’ottemperanza dei reimpianti di Posidonia oceanica, realizzati come opera di compensazione,
  • a supporto della pianificazione di questa attività di reimpianto per i diversi portatori d’interesse, tecnici ed amministratori, coinvolti in tale tematica, in conformità con la legislazione ambientale dell’Unione.

Le praterie di P. oceanica costituiscono uno degli ecosistemi di maggior pregio ambientale dell’ambiente marino costiero mediterraneo (habitat e specie protetti ai sensi di: Direttiva Habitat 1992/43/CEE, Convenzione di Berna, Convenzione di Barcellona).

È noto che esse sono oggi in forte regressione in tutti i paesi dell’area mediterranea e tale problematica è maggiormente sentita in prossimità dei grandi centri urbanizzati. Tra le diverse cause di degrado di tipo antropico, le praterie di P. oceanica sono spesso interessate da opere e infrastrutture costiere come porti, istallazione di cavi e condotte, opere di difesa costiera, che per la loro realizzazione comportano la rimozione di porzioni di prateria con conseguente frazionamento e perdita dell’habitat.

In Italia, le prescrizioni di specifici decreti della Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale individuano il reimpianto come uno strumento di mitigazione e compensazione del danno indotto sulle praterie di P. oceanica da tali opere e infrastrutture costiere. Gli interventi di reimpianto, infatti, sono in grado da un lato di accelerare la colonizzazione lenta tipica della prateria, dall’altro di favorire il ripristino dell’ecosistema degradato.

Poiché il reimpianto non deve essere utilizzato come alibi per favorire uno sviluppo indiscriminato della fascia costiera a discapito dell’integrità dell’ambiente marino, e in particolare degli habitat prioritari, è necessario prevedere per tali attività un’adeguata e specifica pianificazione ed efficaci strumenti di controllo del buon esito degli interventi stessi. Infatti, l’efficienza di un reimpianto di P. oceanica è legato a molteplici fattori attinenti la fattibilità e la modalità di realizzazione di queste attività e il loro relativo controllo, in linea con quanto specificato nelle Direttive Europee sulla Valutazione d’Impatto Ambientale (2015/52/EC) e sulla Pianificazione dello Spazio Marittimo (2014/89/UE).

I prodotti attesi del progetto, che avrà una durata di 36 mesi, sono

  • un Sistema di gestione dati di supporto al controllo dei reimpianti e la redazione delle prescrizioni VIA;
  • Linee Guida e Manuali Tecnico-scientifici di supporto alle decisioni per la fattibilità e modalità degli interventi di reimpianto di P. oceanica e su best practices attinenti le procedure operative e le tecniche per un reimpianto;
  • corsi teorici inerenti il percorso decisionale per la fattibilità e modalità dei reimpianti e materiale per la divulgazione scientifica dei risultati.

I partner del progetto sono ISPRA (in qualità di Capofila), l’Università degli studi di Roma ”Torvergata”, l’Università di Palermo, IAMC-CNR di Castellammare del Golfo (Trapani), l’Autorità Portuale di Piombino, ARPAT, SETIN srl Servizi Tecnici Infrastrutture, VESENDA srl.

Testo a cura di Cecilia Mancusi - Settore Mare


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