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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Mercoledì 12 Luglio 2017

Maleodoranze a Calambrone - Tirrenia e Stagno: la risposta di ARPAT ai cittadini


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A seguito dell'incremento significativo di esposti per maleodoranze percepite dai cittadini nell'area di Calambrone-Tirrenia (Pisa) e Stagno (Collesalvetti, LI) l'Agenzia ha risposto ai cittadini spiegando le attività svolte e le competenze dei vari soggetti istituzionali coinvolti

Dall'estate del 2016 l'Ufficio relazioni con il pubblico di ARPAT ha registrato un incremento significativo di esposti da parte di cittadini residenti a Calambrone (Pisa) per maleodoranze che gli stessi ritengono provenire dall'area nord di Livorno, in particolare dall'area di Stagno nel Comune di Collesalvetti, nella quale ci sono molte attività industriali del settore petrolchimico.

L'Agenzia ha risposto alle segnalazioni pervenute dai singoli cittadini e, attraverso questa nota, vuol favorire la diffusione della risposta fornita all'esposto-petizione sottoscritto da 139 persone e ripreso anche dalla stampa locale il 3 giugno 2017. il tirreno

Premessa

I sopralluoghi effettuati, anche a seguito delle segnalazioni, hanno permesso di acquisire molte conoscenze dirette sulle sorgenti, sulla tipologia, sulla quantificazione e caratterizzazione delle emissioni e quindi sul loro potenziale odorigeno e sull'eventuale impatto sul territorio.

In particolare ARPAT effettua

  • controlli alle aziende sulla base delle autorizzazioni rilasciate dagli enti competenti (Regione - ex Provincia) in relazione alle prescrizioni in esse contenute e ai piani di monitoraggio e controllo facenti parte delle stesse;
  • interventi per controlli di natura diversa da quella sopra esposta (per segnalazione dei cittadini relativi ai vari aspetti ambientali, di iniziativa, su delega della Procura della Repubblica, etc).

Gli esiti dei controlli possono essere positivi (rispetto della normativa e delle prescrizioni contenute negli atti autorizzativi), oppure negativi (non rispetto). In questo secondo caso, sulla base di quanto previsto dalla normativa, vengono elevate sanzioni amministrative o vengono inviate Comunicazioni di Notizia di Reato alla Procura della Repubblica competente per territorio quando la legge e i regolamenti configurano la mancata osservanza normativa in tema ambientale come reato penalmente perseguibile (Codice Penale, Dlgs 152/06, etc).

Attività svolta dall'Agenzia

Si precisa che attualmente non esiste una normativa nazionale che stabilisca limiti alle emissioni odorigene e la Regione Toscana non ha deliberato in merito.

In campo tecnico, per i valori limite delle emissioni odorigene e per i metodi di valutazione degli impatti ai recettori, viene spesso fatto riferimento alla Delibera della Giunta Regione Lombardia n° IX/3018 del 15-02-2012 e/o alla Deliberazione della Giunta Provinciale di Trento n. 1087 del 24-06-2016.

Per la problematica delle emissioni odorigene in particolare, il Dipartimento ARPAT di Livorno, insieme ai Comuni di Livorno e Collesalvetti, ha programmato un Piano di Prevenzione Monitoraggio e Controllo delle emissioni odorigene dei Comuni di Livorno e Collesalvetti (Piano mirato) presentato in pubblica assemblea in data 28-10-2016.

Come è stato evidenziato nella presentazione del “Piano mirato”, le aziende coinvolte sono numerose ed insistono nell'area Nord della città di Livorno e al confine tra Livorno e il Comune di Collesalvetti (località Stagno - Villaggio Emilio).

mappa stagno-calambrone

Un potenziale contributo all'effetto odorigeno percepito potrebbe essere fornito dalla presenza delle navi a banchina nell'area portuale inteso come emissione di fumi della combustione dei motori endotermici (sia motori per la propulsione che per gruppi elettrogeni) e le eventuali perdite diffuse nelle operazioni di carico/scarico di prodotti petroliferi da e verso le aziende interessate (lavorazione e/o deposito di prodotti petroliferi).

Per quanto riguarda invece il controllo del rispetto di altre normative non prettamente ambientali da parte delle navi in porto (ad es. il tipo di combustibile/carburante usato in relazione al tenore di zolfo e ai tempi di permanenza a banchina), questo è di competenza della Capitaneria di Porto.

Attraverso lo strumento del "Piano mirato”, è possibile fin da ora, relativamente ad alcune aziende, ma lo sarà maggiormente al suo completamento, determinare il contributo delle singole sorgenti sull'impatto olfattivo totale sul territorio e stabilire le priorità degli interventi di mitigazione delle emissioni odorigene delle aziende interessate.

Infatti alcune aziende coinvolte hanno effettuato già le proprie indagini olfattometriche e stabilito alcune azioni di mitigazione che in parte sono già state realizzate e in parte dovranno essere implementate secondo un cronoprogramma proposto agli enti e istituzioni competenti.

aree piano miratoLo stato di attuazione del “Piano mirato” e la prospettiva nel breve e medio termine delle azioni e dei risultati di mitigazione di tutte le aziende coinvolte nel piano stesso saranno presentati in iniziative pubbliche concordate con le amministrazioni comunali di Livorno e Collesalvetti.

Per quanto riguarda la raffineria ENI, identificata dai cittadini-esponenti di Calambrone come “polo petrolchimico di Stagno”, si ricordano le notizie già pubblicate sul sito dell'Agenzia sull'attività di controllo svolte anche per la problematica delle maleodoranze (Arpatnews 011-15,  037-15, 155-15, 056-16, 112-16).

In particolare, sulla base dei primi studi effettuati da ENI nel corso del 2015, l'azienda ha modificato delle sezioni del proprio impianto TAE “Trattamento Acque Effluenti” ritenuto fonte di emissione odorigena (vedasi il sistema di insufflazione aria nella vasca di ossidazione e quello di nebulizzazione vasche di arrivo e finali dell'impianto).

ARPAT, a seguito dei numerosi interventi realizzati riguardo all'efficacia degli stessi in relazione alle emissioni odorigene, non ha ritenuto ancora esaustivi gli interventi effettuati o proposti. A tale proposito, facendo riferimento allo studio presentato dalla società ENI nel dicembre 2016, attraverso il quale sono state individuate le sorgenti a maggiore potenziale olfattivo, l'Agenzia, con le proprie strutture (il Dipartimento di Livorno, il Settore Rischio industriale e il Settore Modellistica previsionale), ha fornito ulteriori indicazioni in merito alla mitigazione degli odori derivanti dalle vasche di arrivo effluenti e da alcune vasche di trattamento (flocculazione e flottazione) e indicazioni per la conduzione dello stesso processo di depurazione.

ENI ha inoltre espresso la volontà di procedere all'abbattimento delle emissioni odorigene derivanti dai serbatoi individuati come principali sorgenti di odori (oli combustibili e RVC), condivisa da ARPAT.

Monitoraggio della Qualità dell'Aria

Un'altra questione sollevata dai cittadini della zona di Calambrone riguarda la richiesta di una centralina di qualità dell'aria da installare a Calambrone; ricordiamo che il monitoraggio della qualità dell'aria è effettuato da ARPAT attraverso la rete regionale di rilevamento definita dalla Regione Toscana in base a precisi criteri normativi. Il numero e il posizionamento delle stazioni di monitoraggio nelle singole zone dipende dalla popolazione residente e dallo storico delle misure effettuate nella zona, nonché dai criteri di classificazione previsti dal D.Lgs 155/2010 con riferimento al tipo di area (urbana, periferica, rurale) e all'emissione dominante (traffico, fondo, industria).

L'area di Calambrone (PI) e tutta la provincia di Pisa fanno parte della Zona Valdarno Pisano e piana Lucchese, rappresentato da 3 stazioni urbane di fondo, 2 urbane traffico, 1 rurale fondo, 1 sub-urbana fondo; i parametri ed i valori degli inquinanti misurati dalla rete di rilevamento regionale (gestita da ARPAT) sono consultabili sul bollettino giornaliero della qualità dell'aria.

Con Deliberazione 1125/2016 del 15/11/2016, la Regione Toscana ha previsto che venga installata a Stagno una stazione di monitoraggio della qualità dell'aria da parte di ENI con gestione dei dati da parte di ARPAT. La stazione è attualmente in fase di realizzazione.

In aggiunta alle stazioni di monitoraggio fisse della rete regionale il Comune può richiedere ad ARPAT, in virtù di situazioni particolari in determinate aree nel proprio territorio e con oneri dell'attività a carico dell'amministrazione comunale, di effettuare campagne di misura indicative mediante centraline mobili (autolaboratori); alla data attuale, per quanto di nostra conoscenza, il Comune di Pisa ha richiesto ad ARPAT il monitoraggio della qualità dell'aria nel proprio territorio in diverse aree comunali che non comprendono la zona SUD (Calambrone – Tirrenia).

Le centraline o i mezzi mobili per il monitoraggio della qualità dell'aria permettono la determinazione di alcuni inquinanti previsti per legge come Polveri fini (PM10, PM2,5), Ossidi di azoto (NO e NO2), Monossido di Carbonio (CO) e Biossido di zolfo (SO2), solfuro d'idrogeno (H2S), Benzene e derivati (BTEX), Ozono. È inoltre possibile misurare in laboratorio sulle polveri PM10 gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA- B(a)P) ed i metalli pesanti.

Le segnalazioni dei cittadini

Ricordiamo brevemente che i cittadini possono presentare esposti o segnalare problematiche ambientali con le varie modalità, indicate nella sezione del sito URP - Informazioni al pubblico.

A seguito di una segnalazione di maleodoranza da parte dei cittadini, il Dipartimento di Livorno si attiva innanzi tutto per determinare la fonte delle emissioni maleodoranti, sia con metodi di analisi in ufficio sia con sopralluoghi mirati sul territorio.

Spesso, a causa della breve durata dei fenomeni e del lasso di tempo che intercorre tra la segnalazione e il sopralluogo, non sempre vengono percepiti dagli operatori i fenomeni maleodoranti denunciati.

Appare quindi evidente l'importanza dell'analisi in ufficio del fenomeno segnalato, propedeutico all'intervento sul territorio per determinare la o le fonti emissive. La certa attribuzione alla/e fonte/i emissiva/e del fenomeno maleodoranza è necessaria per stabilirne le responsabilità e poter procedere alla mitigazione/eliminazione del fenomeno stesso. Data la complessità e la molteplicità delle sorgenti coinvolte nel territorio a nord di Livorno l'individuazione di una fonte puntuale non è semplice. Per questo cerchiamo di aiutarci con le ricostruzioni, che necessitano di dati meteo affidabili, al fine di ottenere simulazioni plausibili e congruenti e di segnalazioni puntuali e precise; solo in questi casi è stato infatti possibile determinare la fonte emissiva.

La conoscenza degli impianti collocati sul territorio ed i controlli effettuati alle aziende a seguito delle segnalazioni ma soprattutto per la verifica delle autorizzazioni rilasciate dagli enti competenti, hanno permesso ad ARPAT di acquisire molte conoscenze e confermare il contributo diretto di alcune sorgenti all’inquinamento olfattivo sul territorio.

Questa conoscenza viene di fatto trasferita agli Enti competenti, aventi l'amministrazione attiva sull'attività produttiva, come uffici Comunali, la Regione Toscana – Settore Ambiente e, nel caso delle aziende che ricadono nel regime autorizzativo di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) statale, anche all'ISPRA e al Ministero Ambiente (MATTM), unitamente alla richiesta di azioni di miglioramento; tali richieste non possono però assumere carattere prescrittivo ipso facto, ma solo se recepite dagli enti come proprie prescrizioni.

I procedimenti autorizzativi

Per opportuna chiarezza e nell'ottica della trasparenza, riteniamo utile riepilogare le competenze dei vari enti istituzionali coinvolti nei procedimenti autorizzativi e di controllo degli impianti sottoposti a procedura di AIA di competenza statale ricadenti nell'area di Stagno.

Il rilascio/rinnovo delle Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) nazionali è di competenza del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) che procede con i propri uffici, con la Commissione AIA-IPPC (che esercita la discrezionalità tecnica attribuita all'Autorità competente), nonché, in qualità di ente vigilato, con l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) cui la norma attribuisce una specifica competenza istruttoria in materia di proposizione del piano di monitoraggio e controllo.

Nel caso specifico l'impianto più rilevante soggetto a AIA ministeriale è lo stabilimento produttivo della Raffineria di Livorno.

Alle riunioni della Commissione AIA per il rilascio, rinnovo e riesame dell'autorizzazione partecipano, oltre al MATTM e ad ISPRA,:

  • Regione Toscana; ARPAT partecipa, con il proprio Settore specialistico Rischio Industriale, a supporto della stessa;
  • I comuni di Livorno e Collesalvetti con diritto di esprimere il proprio parere interpretando le esigenze dei propri cittadini. Nel ricordare che col supporto della ASL Toscana Nord Ovest, il Sindaco è l'Autorità preposta alla salvaguardia della salute sul proprio territorio, con tutto ciò che ne consegue (protezione civile, emergenze, controlli ambientali, etc.), lo stesso interagisce con il SSR (Sistema Sanitario Regionale) territoriale con la conferenza dei Sindaci; insieme al Consiglio Comunale approva il Piano Strutturale del Comune e i regolamenti edilizi (in quale area è possibili edificare e con quale destinazione urbanistica: civile abitazione, attività produttive, etc.). Il Sindaco inoltre collabora con la Regione e gli Enti preposti, anche mediante atti propri in merito a viabilità ed altro, al perseguimento degli obiettivi per una buona qualità dell'aria.

Negli impianti di competenza ministeriale, il controllo è di competenza di ISPRA, organo tecnico del MATTM; con l'obiettivo di una collaborazione integrata, ARPAT partecipa ai controlli sulla base di una convenzione con ISPRA, curando in particolare i campionamenti e le analisi delle matrici ambientali.

Per aumentare ulteriormente la trasparenza del procedimento amministrativo, il Ministero dell'Ambiente cura la pubblicazione on-line dei principali atti relativi alla procedura per il rilascio di AIA e rende disponibili gli esiti dei controlli sulle AIA di competenza statale, i documenti e la normativa di riferimento, informazioni sullo stato di applicazione della disciplina IPPC a livello regionale.

Sul sito del MATTM  si possono trovare informazioni di particolare importanza ai fini della partecipazione del pubblico, che durante il procedimento può presentare eventuali osservazioni sulle istanze (ai sensi dell'articolo 29 quater, comma 4 del D.Lgs. 152/06) in forma scritta o con e-mail certificata al competente ufficio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

A conclusione, ci preme sottolineare come la risoluzione progressiva della problematica degli odori, per la sua particolare complessità, richieda il coinvolgimento attivo di tutti i soggetti che operano e vivono sul territorio.

Per questo le segnalazioni dei cittadini sono tenute in particolare considerazione dall'Agenzia, anche perché danno comunque forza alle richieste di provvedimenti avanzate da ARPAT evidenziando, nei confronti degli Enti a cui compete il procedimento autorizzativo, il disagio diffuso proveniente dalle attività produttive.


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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