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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Venerdì 21 Aprile 2017

Il Sito di bonifica di Interesse Nazionale di Livorno


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In occasione della visita della Commissione parlamentare d'inchiesta ARPAT ha illustrato lo stato dell'arte dei 3 procedimenti di bonifica del SIN di Livorno. Focus sul procedimento relativo al sito della Raffineria ENI di Livorno situata nella zona industriale della città, in località Stagno, nell’area di confine tra i Comuni di Livorno e Collesalvetti

Dal 13 al 17 febbraio 2017 la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate ha svolto in Toscana una missione dedicata alla verifica dello stato di attuazione e delle criticità emerse nei procedimenti di bonifica delle aree ricomprese all'interno dei Siti di Interesse Nazionale (SIN).

Il Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Livorno è stato istituito con la L. 426/98 e perimetrato con il D.M. Ambiente 24 febbraio 2003. L'area del SIN, ubicata nella parte Nord del Comune di Livorno, interessava due Comuni, Livorno e Collesalvetti per una superficie complessiva di circa 20,247 km2 , suddivisi 14,331 km2 marini e di acque interne e 5,916 km2 continentali.

Il perimetro del SIN di Livorno è stato ridefinito dal D.M. Ambiente e Tutela del Territorio 22 maggio 2014 n.147 e limitato alle seguenti aree a terra ed a mare:

  • area della centrale termoelettrica ENEL
  • area della Raffineria di petrolio ENI
  • aree marino-costiere ubicate all'esterno delle dighe foranee.

SIN SIR LivornoUna delegazione di ARPAT, composta dal Coordinatore Area vasta Costa Gaetano Licitra, dalla Responsabile del Dipartimento di Livorno Lucia Rocchi, da Federico Mentessi del Dipartimento di Livorno e da Stefano Santi dell'Area Vasta Costa, ha accompagnato la Commissione parlamentare (insieme a rappresentanti delle Amministrazioni comunali e Carabinieri NOE) a fare un sopralluogo nelle singole aree del SIN di Livorno ed ha illustrato lo stato dell'arte dei 3 procedimenti di bonifica.

Descriviamo adesso il procedimento relativo al sito della Raffineria ENI di Livorno situata nella zona industriale della città, in località Stagno, nell’area di confine tra i comuni di Livorno e Collesalvetti. All’interno di questo SIN e del suo perimetro è compresa anche la Centrale termoelettrica (ex Enipower), lo Stabilimento di Produzione Lubrificanti (STAP) e le aree dismesse denominate Stabilimento ex Italoil, Ex Deposito Interno AgipPetroli e Stabilimento GPL.

L’area complessiva dell’insediamento produttivo è pari a circa 182 ha.

Nel territorio circostante al sito industriale è presente un fitto reticolo idrografico superficiale che circonda lo stabilimento: Torrente Ugione a sud, Fosso Capannone, Fosso Enriquez ad ovest e sud-ovest, Fosso Torretta Inferiore, Fosso Acqua Salsa (Antifosso Acque Chiare), Scolmatore d’Arno a nord e Fosso Cateratto ad est.

L'iter tecnico procedurale della bonifica è molto articolato, sinteticamente si riassumono i principali passaggi:

  • 2004 presentazione da parte di ENI del Piano di caratterizzazione del sito;
  • 2004-2009 esecuzione del Piano di caratterizzazione e delle indagini integrative;
  • 2009-2012- 2016 presentazione Analisi di Rischio (AdR) del sito, sia per i terreni che per le acque, e sue revisioni in funzione delle prescrizioni delle Conferenza di Servizi; l'AdR non risulta ancora approvata;
  • 2016 presentazione del modello idrogeologico numerico del sito e Progetto di messa in sicurezza operativa della falda superficiale. Questi documenti sono in fase di valutazione e saranno oggetto della prossima Conferenza di Servizi presso il Ministero Ambiente e del Territorio (MATTM).

Le principali contaminazioni dei suoli e della falda riscontrate hanno interessato i seguenti contaminanti.

La contaminazione dei suoli è dovuta ai parametri idrocarburi leggeri C<12, idrocarburi pesanti C>12, MTBE, idrocarburi aromatici, IPA, Metalli (As, Cr tot, Cd, Cu, Hg, Ni, Pb, Zn), Piombo Alchili; i superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) più rilevanti sono stati determinati per gli idrocarburi leggeri C<12, gli idrocarburi pesanti C>12 e gli idrocarburi aromatici.

La contaminazione della falda superficiale è dovuta ai parametri idrocarburi totali, MTBE, idrocarburi aromatici, composti organoclorurati, As, Ni, Hg, Fluoruri; i superamenti delle CSC più rilevanti sono stati determinati per gli idrocarburi totali, gli idrocarburi aromatici e MTBE.

Interventi di Messa in Sicurezza attivati da ENI

Sul sito sono stati attivati interventi di messa in sicurezza delle falda superficiale.

La configurazione della messa in sicurezza delle acque della falda superficiale è costituita da 42 sistemi di pompaggio delle acque della falda superficiale e, in minor misura, di acque di falda miste al prodotto surnatante.

Complessivamente, ci sono 39 sistemi di pompaggio in prossimità del confine dello stabilimento e all’interno delle aree impiantistiche; 2 sono attivi in corrispondenza della Darsena Petroli e 1 è presente in corrispondenza della Nuova Darsena Ugione.

I criteri che hanno portato ENI ad attivare i sistemi di messa in sicurezza possono essere così schematizzati:

  • presenza di prodotto surnatante;
  • contaminazione puntuale (concentrazioni dei contaminanti > 10 volte la CSC);
  • non conformità ai limiti di legge in prossimità dei confini di Raffineria ed in aree esterne (Darsene);
  • prescrizioni/osservazioni formulate dalle pubbliche amministrazioni.

A partire dall’attivazione dei primi sistemi di messa in sicurezza, avvenuta nel mese di marzo 2006, e fino ad almeno tutto il mese di luglio 2009, i liquidi emunti dai piezometri e stoccati nei serbatoi di accumulo, sono stati inviati a trattamento presso impianti esterni, previa aspirazione tramite autobotti.

Nel periodo agosto 2009 - dicembre 2010 tutti i sistemi installati sono stati progressivamente collegati alla rete fognaria dello stabilimento, per permettere il convogliamento dei liquidi emunti all’impianto di trattamento reflui di Raffineria.

Ad oggi, tutte le acque emunte dai sistemi di messa in sicurezza sono inviate all’impianto di trattamento reflui di Raffineria, come autorizzato nell’AIA rilasciata ad ENI.

portate emunte pozzi eni

Attività di ARPAT

Le attività del Dipartimento di Livorno inerenti il sito ENI sono riassumibili in:

  • supporto tecnico al Ministero dell'ambiente nella valutazione dei documenti tecnici prodotti da ENI nel corso degli anni (Piano di Caratterizzazione, indagini integrative, report dei monitoraggi, modello idrogeologico numerico del sito, Analisi di Rischio sito-specifica e Progetto di messa in sicurezza operativa delle acque sotterranee);
  • controllo e validazione dell'attività di caratterizzazione del sito (indagini ambientali riguardanti le matrici suoli, acque sotterranee e soil gas);
  • controllo e validazione delle attività di monitoraggio delle acque sotterranee e dei soil gas;
  • verifica del corretto funzionamento degli interventi di messa in sicurezza della falda superficiale;
  • controllo della gestione degli eventi accidentali (sversamenti da serbatoi, sversamenti da tubazioni di processo e/o da oleodotti).

Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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