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Lunedì 20 Marzo 2017

L'intervento di ARPAT per i granuli dispersi alle Spiagge Bianche a Rosignano Solvay


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A seguito di una segnalazione di un cittadino, gli operatori del Dipartimento di Livorno hanno effettuato un sopralluogo lungo la spiaggia e alla foce del Fosso Bianco con un campionamento di granuli presenti sulla sabbia

L'intervento di ARPAT per i granuli dispersi alle Spiagge Bianche a Rosignano Solvay

granuli di polietilene ritrovati sulla spiaggia alla foce del Fosso Bianco

Come ha riportato la stampa locale, il caso dei granuli ritrovati alle Spiagge Bianche in località Lillatro, nel Comune di Rosignano Marittimo, è all'attenzione di ARPAT fin da martedì 14 marzo 2017 quando, a seguito di una segnalazione di un cittadino, gli operatori del Dipartimento di Livorno hanno effettuato un primo sopralluogo lungo la spiaggia e alla foce del Fosso Bianco con un campionamento di granuli presenti sulla sabbia.

granuli spiaggiatiLa mattina del 14 marzo i tecnici del Dipartimento di Livorno si trovavano già all'interno del polo produttivo Solvay per un'attività programmata di controllo dello scarico finale a mare dell'azienda Solvay ed hanno potuto constatare la presenza di granuli sulla sabbia alla destra della foce del Fosso Bianco dove recapitano gli scarichi industriali di tutti gli impianti produttivi presenti all'interno del polo produttivo Solvay, oltre al depuratore comunale.

Per quanto riguarda l'attività analitica effettuata da ARPAT sul campione di granuli, sono state eseguite, in collaborazione con l'Università di Pisa Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale, analisi per la caratterizzazione dei polimeri che hanno confermato che trattasi di pellets di polietilene del tipo HDPE o LLDPE di produzione non recente, in quanto molto degradato sulla superficie ed anche in minore entità all'interno.

Questo tipologia di polimero, costituente di manufatti anche di uso comune tra cui tappi per bottiglie di acqua e contenitori per alimenti, può usualmente contenere soltanto piccole percentuali (0,2-0,3 %) di sostanze antiossidanti di scarsa rilevanza ambientale.

tubo scarico a mare ineosAll'interno del polo produttivo è presente la soc. Ineos Manufacturing Italia SpA, autorizzata con Autorizzazione Integrata Ambientale (decreto autorizzativo DVA DEC-2010-0000896 del 30/11/2010 rilasciato dal MATTM) che produce polietilene ad alta densità, principalmente sotto forma di pellet, la cui natura è verosimilmente riconducibile ai granuli rilevati sulla spiaggia.

Lo scarico idrico finale dell'impianto è stato recentemente adeguato a quanto previsto da una prescrizione dell'AIA con l'attivazione di un “tubo a mare” che confluisce nel Fosso Bianco a valle degli altri scarichi degli impianti del polo produttivo Solvay.

Mercoledi 15 marzo 2017, i tecnici del Dipartimento di Livorno hanno effettuato un sopralluogo presso la ditta Ineos per valutare lo stato dei luoghi all'interno dell'insediamento, per verificare la funzionalità dell'impianto di trattamento degli effluenti liquidi e reperire informazioni dall'Azienda a seguito della comunicazione inviata ad ARPAT in data 14/03/2017 in cui segnalava la “presenza granuli di polietilene in corrispondenza dello scarico a mare in località Lillatro.”

In tale comunicazione la ditta Ineos informava l'Agenzia, il Comune e la Guardia Costiera di essere venuta a conoscenza di segnalazioni concernenti la presenza di granuli di polietilene nelle immediate vicinanze dello scarico a mare, per alcune decine di metri di spiaggia a nord e sud rispetto alla foce di scarico, ma di non aver notato alcun problema nei sistemi continui che monitorano gli scarichi idrici dell'azienda.

La ditta dichiarava di aver effettuato tutti i controlli possibili non rilevando alcuna anomalia in quel giorno (14 marzo) né in quelli precedenti; in particolare l'azienda non ha riscontrato la presenza di granuli nelle vasche che alimentano lo scarico e nel percorso che porta i reflui nello scarico a mare.

Durante il sopralluogo ARPAT sono state svolte le seguenti attività:

  1. ispezione alla foce del Fosso Bianco ove è ubicato il tubo di scarico della Ineos;
  2. ispezione punti di scarico ufficiali finali e parziali della Società;
  3. verifica documentale in merito al fenomeno segnalato;
  4.  esecuzione di rilievi fotografici.

vasche depuratore IneosAl momento dell'ispezione effettuata dai tecnici ARPAT al Fosso Bianco, in prossimità dello scarico finale della Società, la presenza dei granuli era in minima parte ancora visibile ma non si sono rilevati, al momento del sopralluogo, in zone di pertinenza aziendali, materiali riconducibili al fenomeno segnalato.

L'Azienda ha dichiarato ad ARPAT che nella mattina del 14 marzo erano approssimativamente presenti sulla spiaggia circa 300 kg di materiale, misto alle sabbie, e che in maniera cautelativa la Società ha proceduto alla raccolta di tali materiali che saranno gestiti come rifiuto.

Su richiesta del Comune di Rosignano Marittimo, la Società ha dichiarato che il giorno seguente 16 marzo avrebbe eseguito un'ulteriore pulizia della spiaggia, con raccolta dei materiali eventualmente ancora presenti.

Durante il sopralluogo i tecnici ARPAT hanno richiesto all'Azienda di produrre entro 10 giorni una serie di documenti tra cui i dati analitici sui campioni eseguiti.

In data 16 marzo 2017 i tecnici ARPAT hanno effettuato un ulteriore sopralluogo nella zona limitrofa alle spiagge bianche in Loc. Vada allo scopo di verificare ulteriormente l'eventuale presenza dei granuli presso il fiume Fine, in diversi punti (ponte sulla vecchia Aurelia, zona Polveroni, zona di via Marmentano in loc. Fontanelle, ecc) ma non è stato trovano alcun tipo di materiale riconducibile al fenomeno.

fiume Fine


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