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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
Venerdì 13 Gennaio 2017

Il progetto speciale a Prato


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Prato è un'area di particolare sviluppo del progetto regionale per il potenziamento dei controlli ambientali e sanitari finalizzati a contrastare l'insorgere di un'economia illegale

La maggior parte dei controlli nell'ambito del Progetto speciale a Prato è stata effettuata dal gruppo interforze che coinvolge, oltre ad ARPAT, altri enti e forze dell'ordine del territorio: Comando Polizia municipale – nucleo polizia ambientale, Direzione territoriale del lavoro, INAIL, ASL - Prevenzione, sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.

Le tipologie di attività controllate sono state: tintorie, stamperie, gruccifici, ditte di recupero plastica, gestori di rifiuti tessili.

Le principali violazioni riscontrate sono legate alla mancanza di autorizzazioni e/o al mancato rispetto delle prescrizioni riportate nei diversi atti autorizzativi (AIA, AUA).

Gli effetti dei controlli sono stati la progressiva regolarizzazione delle ditte e delle procedure di esportazione/importazione dei rifiuti transfrontalieri.

Vediamo nel dettaglio le problematiche affrontate in ciascun settore

Gruccifici

I gruccifici sono una tipologia di insediamento sviluppata recentemente con il progressivo incremento delle attività di confezioni introdotte nel distretto tessile pratese da parte di comunità cinesi.

GruccificioLa maggior parte delle ditte controllate è risultata del tutto abusiva e sprovvista delle autorizzazioni ambientali e nello specifico quelle relative alle emissioni in atmosfera e alla gestione dei rifiuti. Una delle problematiche sanitarie e ambientali tipica di questo settore sono le emissioni di maleodoranze dovute ai solventi impiegati.

Nelle ditte di produzione di grucce, a seguito dei controlli, è iniziata una progressiva regolarizzazione con l'adozione di misure di contenimento delle emissioni in atmosfera:

  • revisione del ciclo produttivo con ricorso a tecnologie automatizzate,
  • convogliamento delle emissioni e istallazione di impianti di abbattimento,
  • manutenzioni programmate degli impianti di abbattimento,
  • programma di autocontrolli,
  • riduzione della quantità di solvente impiegato e ricorso a solventi a minore tossicità.

In particolare su quest'ultimo aspetto si è verificato il passaggio da un uso massivo di solventi per l'effetto antiscivolo all'utilizzo di resine acriliche a dispersione acquosa, con notevole riduzione degli esposti per maleodoranze.

Tintorie e rifinizioni

Negli ultimi cinque anni si è registrata una crescente acquisizione di tali aziende da parte dell’imprenditoria cinese che ha inserito nel ciclo di lavorazione anche l’attività di stampa del tessuto, che non risultava praticata precedentemente nell’area pratese.

rifinizione tessutiAnche in questo caso si sono registrati numerosi esposti per maleodoranze.

La gran parte delle aziende abusive controllate, alcune delle quali anche soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale, ha proceduto a richiedere l'autorizzazione con conseguente percorso di adeguamento degli impianti. Ciò ha comportato:

  • l'adozione di sistemi di abbattimento,
  • l'acquisizione di apparecchiature di buon livello tecnologico,
  • la sostituzione dei solventi con prodotti equivalenti ma di livello qualitativo superiore ed in particolare con quelli contenenti percentuali minime di idrocarburi alifatici, responsabili degli impatti odorigeni,
  • l'adozione del programma di autocontrollo e del sistema di gestione dei rifiuti.

Import-export di rifiuti tessili e indumenti usati

Rifiuti tessiliIl distretto pratese resta ad oggi anche un importante e nevralgico centro per l'import e l'export degli indumenti usati, oltre ad essere caratterizzato dalla produzione di enormi quantitativi di ritagli da confezioni, prodotti da ditte quasi esclusivamente cinesi; questi ritagli hanno creato problemi di sostenibilità per il sistema di raccolta dei rifiuti urbani ma anche di raccolta ed esportazione illegale verso la Cina.

Al contrario, la gestione della filiera della raccolta degli indumenti usati, che movimenta container per gran parte del mondo (India, nord Europa, Stati Uniti, Canada, nord africa), è riconducibile prevalentemente a numerose aziende italiane, nelle quali sono state accertate frequenti irregolarità come, ad esempio:

  • mancanza di cernita,
  • omissione della necessaria ed obbligatoria igienizzazione,
  • mancanza di autorizzazioni,
  • elusione degli obblighi di tracciabilità della gestione e del trasporto dei rifiuti.

In questo ambito le attività ARPAT hanno portato a numerosi sequestri dei mezzi e dei locali utilizzati per le attività illecite.

Rottami metallici

Nel comparto della gestione dei rottami metallici, l'attività è stata effettuata in gran parte in collaborazione con il Corpo forestale dello Stato. Diversi di questi impianti accettano conferimenti di rottami svolti abusivamente da soggetti che, con coperture di attività varie, svolgono in realta una vera e propria raccolta a trattamento di rifiuti senza nessuna delle adeguate registrazioni e garanzie che la norma richiede in questi casi.

Vari sono stati i provvedimenti richiesti, motivati principalmente da:

  • violazione delle prescrizioni dell’autorizzazione,
  • ricevimento di rifiuti da soggetti non iscritti all'albo dei gestori ambientali,
  • mancata sorveglianza radiometrica,
  • irregolare tenuta di registri di carico e scarico dei rifiuti,
  • irregolare compilazione dei formulari di identificazione rifiuti,
  • assenza di autorizzazione alla gestione dei Rifiuti da apparacchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Tutto questo crea i presupposti per consistenti pericoli per l'ambiente, da un lato favorendo l'abbandono degli scarti di queste selezioni di rifiuti svolte fuori da ogni controllo, dall'altro per il rischio che nel rottame metallico permangano materiali pericolosi nella fasi di successiva trasformazione.

Anche in questo caso sono stati disposti sequestri dei depositi e dei mezzi utilizzati per le attività illecite.

Volume di attività svolta

In conseguenza anche dei risultati incoraggianti, in questi tre anni l'attività complessiva svolta nell'ambito del Progetto speciale tessile è risultata in crescita.

Progetto speciale obiettivo tessile: controlli effettuati
  2014 2015 2016
Controlli previsti 30 28 29
Controlli effettuati 35 31 34 al 07/10/2016
Controlli previsti per Prato 26 26 -
Controlli effettuati a Prato 29 26 32

Benché, com'è chiaro, la portata delle attività va oltre la stretta applicazione delle misure interdittive di polizia giudiziaria, una valutazione indicativa del volume di attività svolta si può ricavare dal resoconto delle attività di polizia giudiziaria completate.

Progetto speciale obiettivo tessile: attività di polizia giudiziaria
  2014 2015 2016 parziale
Sequestri 13 6 7
Notizie di reato - rifiuti 13 5 2
Sanzioni amministrative - rifiuti 13 1 9
Notizie di reato - scarichi 3 4 7
Notizie di reato - emissioni 7 2 7
Sanzioni amministrative - scarichi/emissioni 1 4 -

 

L'attività del Progetto speciale ha garantito anche importanti risultati a livello economico, in virtù delle sole sanzioni amministrative e del pagamento delle sanzioni penali per la nuova procedura di estinzione dei reati ambientali mediante prescrizioni.

Ad esempio, relativamente alle attività effettuate nel settore tessile dal Dipartimento ARPAT di Prato, è stato possibile stimare le cifre riportate in tabella.

Progetto speciale obiettivo tessile: sanzioni
  2015 2016
Sanzioni amministrative elevate da AC da € 10.500,00 a € 105.000,00 -
Pagamento in forma ridotta (prescrizioni) € 7.532,00 € 14.282,00
Sanzioni amministrative sui rifiuti elevate in collaborazione con Polizia municipale € 32.520,00 € 25.473,00
Altre sanzioni amministrative € 1.520,00 -

 

Gli importanti obiettivi raggiunti col Progetto inducono a confermare anche per il futuro l'impegno in questo tipo di attività che sarebbe necessario non interrompere, rendedola sempre più integrata nella operatività ordinaria dell'Agenzia.

Ricordiamo, tuttavia, che la realizzazione di tale attività è stata possibile grazie all'assunzione a tempo determinato, per tre anni, di 5 tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro che hanno collaborato con le diverse figure professionali già stabilmente impiegate in ARPAT, 2 dei quali dedicati al settore tessile pratese.


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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