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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 209 - Lunedì 12 Dicembre 2016

Il Rapporto di EEA sulle acque superficiali nei centri urbani


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Nel rapporto dell'Agenzia Europea per l'ambiente presentato per Italia il caso studio sul fiume lombardo Lambro

L'Europa è sempre più urbanizzata. Attualmente il 72,4% del totale della popolazione vive negli agglomerati urbani e si stima che la percentuale salirà all'80% entro il 2050.

La crescita dell'urbanizzazione porrà sempre maggiori sfide alla tenuta degli ecosistemi urbani, compresi i fiumi, torrenti e laghi che sono parte del paesaggio delle città europee.

Gli insediamenti urbani sono originariamente sorti lungo corsi o bacini d'acqua, indispensabili per soddisfare bisogni primari della popolazione, ma anche la logistica, i trasporti, le attività produttive, ecc. Lo sviluppo di tali insediamenti ha comportato un uso sempre più intensivo di fiumi e laghi che sono stati progressivamente inglobati nel paesaggio urbano e sottoposti a molteplici pressioni.

Negli ultimi decenni si è fatta strada una maggiore attenzione alla tutela della risorsa idrica che in Europa si è cercato di proteggere con diverse direttive, ma le nuove sfide imposte anche dai cambiamenti climatici rendono indispensabile affrontare altri aspetti come quello dell'integrazione di spazi verdi e blu nel tessuto urbano, utili per ridurre il surriscaldamento e l'inquinamento e mitigare gli impatti dell'effetto isola di calore urbana.

È opinione comune che le nuove criticità debbano essere ricomprese nella pianificazione urbana all'interno della quale prevedere e programmare il ripristino dell’ambiente acquatico urbano secondo le linee fissate dalla Direttiva quadro sulle acque, dalla Direttiva sugli habitat e dalla Direttiva sulle alluvioni.

In particolare occorre:

  • pianificare la messa in sicurezza delle aree fluviali e lacustri delle città;
  • adottare misure utili a mitigare le conseguenze dell’antropizzazione, che rende particolarmente sensibili quelle aree agli effetti dei cambiamenti climatici;
  • recuperare e ripristinare le aree naturali urbane che sono spesso presidi importanti per la biodiversità, per restituirle alla fruizione degli abitanti.

Il Rapporto presenta 17 casi studio che affrontano una vasta gamma di questioni e problemi rilevanti relativi ai fiumi e ai laghi urbani e illustrano le modalità con cui si sono sviluppate strategie e misure mirate. Partendo dagli stati di fatto, comuni a molti ambienti urbani europei, vengono documentati gli approcci utilizzati per affrontare i problemi e illustrate le soluzioni adottate.

Dal 1970, diversi fiumi europei, tra i quali il Tamigi, erano stato dichiarati biologicamente
morti
a causa dell'immissione di affluenti non trattati, presenza di prodotti chimici industriali e bassi livelli di ossigeno.

Ad oggi solo Amsterdam, Atene, Berlino, Budapest, Copenaghen, Helsinki, Lisbona, Londra, Madrid, Parigi, Stoccolma, Tallinn, Vienna e Vilnius, 14 su 28 capoluoghi della UE, possono essere considerati in linea con i requisiti stabiliti dal UWWTD.

Ancora non pienamente compatibili Bratislava, Bruxelles, Bucarest, Dublino, La La Valletta, Lubiana, Lussemburgo, Nicosia, Praga, Riga, Roma e Sofia, secondo la Commissione Europea.

Tra i casi studio presentati nel Rapporto quello del fiume Lambro, che insiste in una zona densamente popolata e fortemente industrializzata, compresa l'area metropolitana di Milano che ha una popolazione di più di 3 milioni di abitanti.

Il Lambro è stato dichiarato zona ad alto rischio ambientale già nel 1987. Vi confluivano direttamente la quasi totalità dei liquami dalla città di Milano e dei reflui industriali fino al 2002, anno in cui è entrato in funzione un impianto di trattamento delle acque.

Molte specie di pesci come i brulli (alburnas Alburnus), l'anguilla (Anguilla anguilla) e il persico reale (Perca fluviatilis) erano del tutto scomparsi. La situazione era ulteriormente peggiorata nel 2010 quando una grande quantità di petrolio era stata illegalmente scaricata nel fiume, causando danni senza precedenti soprattutto alla fauna ittica.

Nel 2012 è iniziato il programma di risanamento del Fiume finanziato dall'UE che dovrebbe concludersi nel 2017.

I miglioramenti della qualità dell'acqua negli ultimi decenni sono stati importanti, anche se ancora non tutti i problemi dei centri urbani hanno trovato soluzioni adeguate, ma ora l'attenzione deve essere posta anche sul miglioramento strutturale delle zone blu urbane e sulla loro integrazione con le aree verdi.

Si tratta di mettere in campo azioni che possano influire in modo significativo sulla qualità dell'ambiente e l'adattamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici, restituire bellezza e fruibilità alle città e migliorare la qualità della vita dei loro abitanti.


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