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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 175 - Giovedì 06 Ottobre 2016

Tutela della qualità dell'aria: nuova norma in Toscana


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Una recente Delibera di Giunta regionale della Toscana aggiorna le linee guida per la predisposizione dei Piani di Azione Comunale e le modalità di attivazione degli interventi contingibili ed urgenti

La Legge regionale 27/2016, modificando la LR 9/2010, ha assegnato alla Giunta regionale il compito di determinare specifici indici di criticità e le relative modalità di calcolo al fine di individuare le situazioni di rischio di superamento dei valori limite e le soglie di allarme dei singoli inquinanti.

Per dare attuazione alla norma, nei mesi scorsi ARPAT ha preso parte, insieme a Regione Toscana e LaMMA, al tavolo regionale di discussione, i cui esiti sono stati “recepiti” dalla recente Delibera di Giunta Regionale 814/2016 con cui da una parte vengono aggiornate le linee guida regionali per la messa a punto, da parte dei Comuni, dei Piani di Azione Comunale per il risanamento della qualità dell'aria e dall’altra viene definito il sistema di calcolo in base al quale vengono individuate le situazioni critiche caratterizzate da concentrazioni di PM10 superiori alla soglia di 50 µg/m3, oltre la quale è ipotizzabile l'intervento di natura contingibile e urgente a cura dei Sindaci dei Comuni individuati con DGR 1182/2015.

Per quanto riguarda le linee guida (allegato A), la Delibera propone ai Comuni una serie di interventi, concentrati in particolare nei settori della mobilità, del condizionamento degli edifici e del risparmio energetico e dell’educazione ambientale-informazione al pubblico. I Comuni potranno quindi scegliere tra gli interventi proposti quelli che ritengono essere maggiormente efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico nel proprio territorio, con la facoltà, naturalmente, di individuare altri specifici interventi utili.

Relativamente alle modalità di attivazione degli interventi contingibili (allegato B), la Delibera, tenendo anche conto di quanto previsto dal protocollo di intesa sottoscritto tra MATTM, Conferenza delle regioni e delle province autonome e ANCI il 30/12/2015, propone un sistema di individuazione delle situazioni di rischio di superamento dei valori limite giornalieri di PM10 che prescinde dal numero annuale di superamenti, ma che impone di tenere conto quotidianamente - tra il 1° novembre ed il 31 marzo:

  • del numero di giorni di superamento, nell'ambito dei precedenti 7 giorni;
  • del numero di giorni successivi in cui sono previste condizioni meteo sfavorevoli, nell'ambito dei successivi 3.

La Delibera indica che: “La prevista capacità dell’atmosfera di favorire l’accumulo degli inquinanti nei bassi strati sarà indicata tramite un “semaforo” con il seguente significato dei colori:

  • rosso: condizioni previste favorevoli all’accumulo di inquinanti;
  • verde: condizioni previste favorevoli alla dispersione degli inquinanti;
  • arancio: condizioni previste indifferenti all’accumulo di inquinanti. “

È stato introdotto un indice di criticità per la qualità dell’aria (ICQA) che potrà assumere due valori nel periodo indicato:

  • "valore 1 come valore di base, indipendentemente dal numero di superamenti registrati e dalle condizioni meteorologiche previste, sempre attivo nel periodo critico dal 1 novembre al 31 marzo per le aree di superamento indicate nella DGR 1182/2015 e smi.
  • valore 2 qualora la somma del numero dei superamenti del valore limite giornaliero di 50 μg/m3 di PM10 nei 7 giorni precedenti e delle giornate con condizioni previste favorevoli all’accumulo di inquinanti (semafori rossi) nei 3 giorni successivi sia pari a 7 (ad esempio: se nei precedenti 7 giorni vi sono stati 4 superamenti del limite del PM10 e sono previsti 3 giorni con condizioni favorevoli all’accumulo “semafori rossi”).”

Gli interventi dei comuni previsti nei PAC dovranno essere suddivisi in moduli di azione crescente in funzione del valore dell’indice.

Il sistema proposto dovrebbe:

  • evitare che a fine anno il "contatore" del numero di giorni di superamento venga come in passato azzerato, facendo cadere la necessità di interventi anche se in presenza di un periodo prolungato di concentrazioni elevate "a cavallo" delle due annualità;
  • contenere il numero interventi contingibili, concentrando l'attenzione sulle situazioni "conclamate" (almeno 4 o 5 giorni di superamento della soglia nei 7 giorni precedenti) delle quali sia inoltre presumibile la prosecuzione nei giorni successivi;
  • evitare che vengano assunti provvedimenti contingibili quando è chiaro che nei giorni successivi le condizioni meteo potrebbero essere in grado di determinare una significativa diminuzione delle concentrazioni.

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