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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 163 - Giovedì 15 Settembre 2016

Comunicare l'ambiente al tempo dei social media


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Intervista a Letizia Palmisano, giornalista ambientale e "Green" Social Media Manager

Continuiamo la serie di interviste ad esponenti di associazioni ambientaliste, giornalisti, professionisti della comunicazione, esperti delle tematiche della trasparenza, per approfondire temi quali: comunicazione, informazione ambientale e processi partecipativi, con particolare riguardo alle loro aspettative nei confronti delle agenzie ambientali su questi ambiti.

Abbiamo quindi interpellato Letizia Palmisano, giornalista specializzata nella crossmedialità della comunicazione, in particolar modo attraverso gli strumenti del Web 2.0, quali i social network. Svolge, inoltre, attività di formazione e docenza in tali campi in corsi e master, anche universitari. Le attività nel campo della comunicazione 2.0 principalmente svolte hanno ad oggetto la consulenza ad aziende, associazioni, fiere, eventi, politici e personalità pubbliche. Come giornalista si occupa dei temi legati alla green economy e alla sostenibilità ambientale. Fa parte del comitato promotore del Green Drop Award ed è membro del direttivo della FIMA.

Nell'e-book "I Social Network per gli eventi", che ha scritto insieme a Veronica Caciagli, spiega come comunicare un evento tramite i social. Vuole indicarci qualche aspetto di particolare interesse che può essere utile anche per un'agenzia ambientale?

Le agenzie ambientali hanno in continuazione a che fare con eventi. Io stessa, come giornalista ambientale, mi relaziono con loro. Che siano conferenze stampa o presentazioni di report, gli appuntamenti durante l’anno non mancano di certo. Saper sfruttare gli strumenti messi a disposizione dal Web permette di raggiungere un pubblico più ampio e di dialogare sia con i partecipanti in sala che con chi ha interesse a seguire l’argomento a distanza. Non mi riferisco solo agli addetti ai lavori. Attraverso i canali social si può entrare in contatto con migliaia di persone (potenzialmente interessate), a partire dai cittadini che, intercettando un tweet o un post ricondiviso, possono scoprire questioni importanti legate alle proprie regioni e magari venire così a conoscenza del lavoro delle agenzie ambientali.

Le agenzie ambientali hanno fra i loro compiti istituzionali quello di assicurare l'informazione ambientale. Ha avuto modo di avere contatti con qualche ARPA da questo punto di vista e che impressione ne ha avuto?

Ho avuto molti contatti, soprattutto indiretti (come la ricezione dei comunicati stampa). A volte direttamente anche come cittadina per chiedere alcune informazioni, come ad esempio lo stato di inquinamento delle acque nei periodi estivi. Quando a Roma si tenne la prima edizione di una manifestazione “green” alla fiera di Roma, vi furono rappresentate tutte le Arpa d’Italia. Avere l'opportunità di conoscere tutti insieme così tanti esperti fu un'esperienza formativa davvero piacevole e notevole, che purtroppo però non si ripetè nelle edizioni successive (fiera chiusa dopo qualche anno). Ricordo di aver anche riportato a casa diversi materiali che studiai e ristudiai per anni (alcuni approfondimenti vertevano proprio sulla comunicazione ambientale).

Cosa si aspetterebbe, come cittadina, in tema di informazione ambientale da parte delle ARPA?

Trovare scritto tutti i giorni con le medesime parole le frasi es. "Qualità dell'aria nella Regione, valori del xxxxx. Nessun superamento del limite per le polveri sottili. Riepilogo" va bene su un sito internet per la parte del bollettino. Per i social non ha appeal. È importante avere un linguaggio istituzionale ma rendendolo più smart sui social. Ne ho giusto parlato in questo articolo appena pubblicato sul mio blog in cui introduco il libro, i social non devono essere (per linguaggio e contenuti) una fotocopia dei siti internet. Le Arpa hanno informazioni sulla qualità della vita importantissime per ogni cittadino. Ma in molti non lo sanno o non sanno cosa significhino quei valori. Ecco bisogna parlare a questa fetta d'Italia, trovando immagini e linguaggi che catturino la loro attenzione, traghettandoli così verso l'interesse delle tematiche affrontate.

Le agenzie ambientali sono enti tecnici, i temi da loro trattati hanno una complessità non facile da rendere comprensibile per tutti. Quali suggerimenti può dare ai comunicatori delle agenzie ambientali?

Bisognerebbe fare un’analisi caso per caso. Ma un suggerimento sicuramente lo posso dare: lavorare sulla scelta delle immagini sui social. Continuiamo l'esempio sulla qualità dell'aria. Ve lo ricordate il progetto (che non c'è più sul Web) de La mia aria? Una mappa della città con i colori dal verde al rosso intenso indicava subito la qualità dell'aria. Oltre a ciò, magari, pubblicare ogni tanto immagini di monumenti anneriti dallo smog può rendere l’idea di quello che accada respirando. O, in caso di concentrazioni nella norma e “bollino verde” per tutti, dare la notizia dei rilevamenti del giorno con una foto di una passeggiata per le vie del centro della città (magari pedonalizzate...).

Lei, nel suo blog, dichiara di essere impegnata per la sostenibilità ambientale. Quale può essere il ruolo delle agenzie ambientali in questo campo?

Per i giornalisti vi è l'obbligo di acquisire crediti formativi ogni anno. Questa è sicuramente una risorsa per le Arpa che, attraverso i seminari, possono migliorare le conoscenze ambientale di molti professionisti della comunicazione. Eventi che, però, lascerei aperti anche a un numero di non iscritti. Non bisogna essere giornalisti per comunicare al giorno d'oggi. Blogger e i cosiddetti (usiamo una parola che va di moda...) influencer della rete potrebbero essere interessati a partecipare, specie ove gli incontri accadano in fiere di settore (come in quella famosa fiera a Roma di tanti anni fa).


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