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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 119 - Lunedì 20 Giugno 2016

Comunicare la scienza: per una piattaforma nazionale


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Un convegno a Firenze promuove la necessità di ampliare mezzi e modi della comunicazione scientifica e propone il capoluogo toscano come sede per il Convegno nazionale del 2017, in collaborazione con la SISSA di Trieste

Lo scorso 10 maggio 2016 si è svolto a Firenze, città che vanta una tradizione consolidata di attività di divulgazione scientifica, il convegno “Comunicare la scienza. Firenze 2016: per una piattaforma nazionale”.
La scelta di Firenze come città ospite non è casuale, in quanto, come spiegato da Franco Bagnoli del Centro Interdipartimentale per lo Studio di Dinamiche Complesse (CSDC) dell'Ateneo, l'appuntamento nasce dall'idea di ospitare proprio a Firenze, a partire dal 2017, la dodicesima edizione del Convegno Nazionale sulla Comunicazione della Scienza, organizzato dalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste. Questo “trasferimento” richiede la costituzione di un nucleo di ricercatori che, in collaborazione con gli amici di Trieste e con le varie realtà già presenti sul territorio italiano, possa dar vita a un network nazionale per la comunicazione scientifica.

Immagine universoGli scopi del convegno nazionale
Come ricordato da Nico Pitrelli, condirettore del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA, gli obiettivi da raggiungere anche attraverso i lavori del convegno sono, in generale:

  • migliorare la relazione fra comunità scientifica e i diversi pubblici della scienza;
  • consolidare un approccio scientifico alla comunicazione;
  • favorire il networking fra studiosi e professionisti che voglio comunicare la scienza;
  • promuovere l’integrazione tra i diversi approcci e le diverse discipline che si occupanio di comunicare la scienza;
  • attivare e rafforzare i legami tra scienziati che si occupano di comunicazione;
  • favorire l’impegno istitutzionale nei confronti della comunicazione della scienza evidence-based (ad oggi versante meno riuscito);
  • promuovere il senso della comunicazione tra i dottorandi.

La divulgazione e la comunicazione della scienza all'Università di Firenzeimmagine da Incontri con la città
Anche la scelta di ospitare il convegno nell'Aula Magna del Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia non è stata casuale. Come si legge nella comunicazione in merito pubblicata sul sito dell’Università di Firenze, infatti, “l'Ateneo fiorentino punta a una più capillare diffusione dei risultati prodotti dalla ricerca scientifica.”
E proprio il convegno in oggetto ha rappresentato la prima tappa di questo cammino, per cominciare a dimostrare che, come affermato da Laura Solito, prorettore alla Comunicazione interna ed esterna e al Public Engagement, “la divulgazione scientifica è una priorità del piano strategico d'Ateneo presentato all'indomani dell'insediamento della nuova squadra di governo; riteniamo fondamentale far conoscere ai cittadini il lavoro che gli scienziati svolgono quotidianamente all'interno delle nostre università”.
Davanti alla crescente domanda di conoscenza della cittadinanza, rispondere rappresenta non solo un dovere etico e civico, ma anche esigenza di “accreditamento” degli enti pubblici presso tutti i soggetti interessati fra cui la società civile: è necessario rendere visibile il legame tra ciò che quotidianamente viene fatto a livello scientifico e la vita quotidiana dei cittadini. Ciò significa creare un valore sociale dell'attività scientifica.
La comunicazione della scienza si interseca dunque con la comunicazione istituzionale in un processo progressivo che ha già visto nascere iniziative come, ad esempio, gli Incontri con la città.

LA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA: CONSIDERAZIONI E CANALI DIVULGATIVI

Immagine crollo dopo terremotoI problemi della comunicazione scientifica durante le emergenze di protezione civile
I social media ed Internet hanno profondamente cambiato, facilitandola, la comunicazione, come ha spiegato Aldo Piombino, che partecipa attivamente alla organizzazione degli incontri organizzati dall’associazione Caffè-Scienza di Firenze e Prato.
Nel caso di emergenze di protezione civile, ad esempio, fino a un po’ di anni fa era praticamente impossibile ricevere notizie dai luoghi interessati dagli eventi, mentre oggi abbiamo informazioni in tempo reale. Il fatto è, però, che si è venuto a creare un mare di informazioni nel quale è difficile orientarsi. In questo modo, spesso accade che sfuggano quelle che davvero possono aiutare il cittadino, come nel caso della scarsa conoscenza dei Piani comunali di protezione civile. È evidente che manca una corretta percezione del rischio: ciò porta a un dualismo tra società e protezione civile, al quale contribuisce anche la convinzione sbagliata che la scienza posso prevedere tutti gli eventi. Come per tanti altri contesti, la sfida futura è quella di riuscirea a formare, attraverso la comunicazione, dei cittadini consapevoli.

La scienza nei nuovi media: l’effetto framingimmagine effetto framing
Un tema che riveste particolare interesse nella comunicazione della scienza è il concetto di frame. Ce lo spiega Emiliano Ricci, del Dipartimento di Scienza politiche e sociali dell'Università di Firenze, che si sofferma, in particolare, sull'effetto framing nelle notizie scientifiche. Il termine inglese framing deriva da frame, letteralmente “cornice”, e l'effetto viene determinato dall'impatto che tale cornice ha sull'interpretazione soggettiva: si tratta in pratica della “forma” che ognuno dà alle informazioni ricevute. In questo processo, naturalmente, è determinante la modalità di presentazione della notizia che, pur mantenendo la sua oggettività, può assumere valenza positiva o negativa.
Oggetti della comunicazione della scienza sono, ad esempio, questioni particolarmente incidenti sulla società quali il cambiamento climatico, le staminali, le previsioni dei terremoti, la xilella: lo studio dell'effetto framing può aiutare a comprendere scelte e comportamenti di chi riceve le informazioni e, allo stesso tempo, evidenziare eventuali azioni manipolatorie dirette a ottenere effetti sulla percezione e sul comportamento.

Scienza e comunicazione visiva
La comunicazione scientifica, come descritto da Alberto Di Cintio, del Dipartimento di Architettura dell’Università̀ di Firenze, può passare attraverso vari canali i cui step essenziali sono, a grandi linee, rappresentati da

  • la creazione di una rete locale di tutti coloro che si occupano, appunto, di comunicazione scientifica,
  • uno screening di tutte le esperienze portate avanti dagli atenei,
  • una riflessione sulla possibilità che nella comunicazione scientifica si possa ricomprendere anche l’area umanistica.

immagine invasioni digitali

Internet e i social media, con le grandi possibilità, anche di divulgazione “visiva” che sono loro innate, possono giocare un ruolo importante in un processo di innovazione della fruizione dei contenuti culturali: si pensi al progetto “Invasioni digitali”, il cui obiettivo è, prorio grazie all’utilizzo di tali mezzi, la promozione e diffusione della cultura.

Esperienze dell'Università di Ferrara nell'ambito della comunicazione scientificalogo università di ferrara
Anche l'Università di Ferrara ha portato avanti attività “classiche” di divulgazione scientifica, come ad esempio “I Venerdì dell'universo”, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra e il Gruppo Astrofili "Columbia" di Ferrara, e “La notte dei ricercatori”, l'iniziativa promossa fin dal 2005 dalla Commissione Europea, che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei con l'obiettivo di creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica.
Come ci spiega Marco Bresadola, dell'Università di Ferrara, dal 2012 è stato istituito il Sistema Museale di Ateneo (SMA) e, dallo scorso anno accademico, è attivo il Master in “Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza”, rivolto sia a chi già lavora in campo scientifico che a chi vuole intraprendere una professione. L'intento è quello di integrare l'attività di formazione con quella di ricerca in ambiti specifici (es. comunicazione sulla salute, comunicazione del rischio…).

Comunicare il pensiero computazionale
Pierluigi Crescenzi, del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Firenze, ha infine presentato un modo per produrre idee e risolvere problemi, costituito “dalla combinazione di metodi caratteristici e di strumenti intellettuali”, applicati anche nelle reti di comunicazione e in tanto altro: il pensiero computazionale.

Durante il Convegno sono state presentate numerose e particolarmente interessanti esperienze e iniziative sul tema della comunicazione della scienza, che saranno descritte in un successivo numero di ARPATNews.


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