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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 023 - Lunedì 08 febbraio 2016

Qualità dell'aria nel Rapporto 2015 Qualità dell'ambiente urbano


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I dati su inquinamento atmosferico, diffusione dei pollini ed esposizione al radon sulla base dell'XI Rapporto su Qualità dell'ambiente urbano, realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente che presenta i dati relativi alle principali tematiche ambientali in 85 città italiane

Nelle città prese in esame si registra anche nel 2014 una significativa distanza dagli obiettivi di risanamento della qualità dell’aria previsti dalla normativa. In generale si osserva comunque un miglioramento della qualità dell’aria, rispetto agli anni precedenti.

Queste sono alcune delle informazioni che emergono dal capitolo Qualità dell’aria, che analizza gli indicatori relativi a qualità dell’aria, esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici outdoor, pollini e spore aerodispersi e radon.

Il capitolo si inserisce nell’XI Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, frutto del lavoro dell’intero Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ISPRA/ARPA/APPA) e della collaborazione con Enti e Istituti di livello nazionale. Nell’edizione 2015 i dati delle principali tematiche ambientali sono riferiti a 85 Comuni capoluogo di provincia, con popolazione superiore ai 40.000 abitanti, e a tutti i capoluoghi di regione.

Qualità dell’aria
Nel 2014 per il PM10 si registrano superamenti del valore limite giornaliero in 30 aree urbane: di queste, Benevento è la sola a superare contemporaneamente sia il valore limite annuale che quello giornaliero in almeno una delle stazioni di monitoraggio. Nelle altre 29 città è stato superato solo il valore limite giornaliero: si tratta della quasi totalità delle città del bacino padano e alcune città di grandi e medie dimensione del Centro, Sud e Isole (Terni, Roma, Pescara, Napoli, Caserta, Avellino, Palermo, Siracusa e Cagliari).

Nel 2014 il contemporaneo superamento del valore limite annuale e del valore limite orario per il biossido di azoto in almeno una delle stazioni di monitoraggio della città è stato registrato nell’agglomerato di Milano. Il valore limite annuale, ma non quello orario, è stato superato in almeno una delle stazioni di monitoraggio in 20 aree urbane distribuite al Nord, Centro, Sud e Isole.

Biossido di azoto: superamenti del valore limite orario e del valore limite  annuale nelle aree urbane anno  2014

I livelli di ozono continuano invece ad oscillare di anno in anno soprattutto in dipendenza di fattori meteorologici relativi alla stagione estiva, restando ben al di sopra degli obiettivi dettati dalle direttive europee. I limiti di legge di benzene, arsenico, cadmio e nichel (riferiti alla media annuale) sono rispettati in tutti i casi come accade ormai da alcuni anni. Per il PM2,5 fa eccezione solo l’agglomerato di Milano, mentre per il benzo(a)pirene si registrano superamenti del valore obiettivo anche a Torino, Bolzano e Terni.

Esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici outdoor
Per il 2014, rispetto all’anno precedente, diminuisce generalmente la percentuale di popolazione esposta, sia rispetto ai valori dei limite di legge, ma anche, per il PM, ai valori di riferimento dell’OMS.

Per il PM10 e il PM2.5 – infatti - quasi tutti i valori considerati ai fini dell’esposizione media annua sono al di sotto dei limiti normativi, ma è da ricordare che i valori consigliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come soglia per la protezione della salute umana sono rispettivamente 20 μg/m3 e 10μg/m3 e la percentuale di popolazione urbana esposta a valori superiori a questa soglia è ancora del l’88% nel caso del PM10 e dell’80% nel caso del PM2.5.

Pollini e spore aerodispersi
In Italia sono molto numerose le varietà di pollini allergenici presenti e molto diversa la risposta di sensibilizzazione da parte dei singoli individui. Per questi motivi non esistono (ancora) soglie di attenzione collegate agli effetti sulla salute umana per la concentrazione giornaliera di un determinato polline in atmosfera. Ancora più complesso è il caso delle spore.

Indice pollinico allergenico

In assenza di dati sanitari utilizzabili ci si limita, per il momento, ad una descrizione generale del fenomeno esclusivamente dal punto di vista ambientale, attraverso l’individuazione di alcuni indicatori che hanno proprio questo scopo. Alcuni dati:

  • l’indicatore Indice pollinico allergenico è generalmente in linea con quanto rilevato nell’anno precedente; alcune variazioni, anche notevoli (vedi Perugia caratterizzata da un forte incremento) sono da attribuire in gran parte ai diversi andamenti meteorologici;
  • anche per l’indicatore Stagione pollinica allergenica i valori riferiti al 2014 sono in linea con l’anno precedente e le variazioni riscontrate sono attribuibili principalmente ai diversi andamenti meteorologici;
  • i valori più alti dell’indice spore di Alternaria sono rilevabili in Val Padana e quelli più bassi lungo le coste (fa eccezione, in particolare, Brindisi); alcuni valori, come quelli rilevati a Parma e L’Aquila, rivelano inoltre l’influenza della localizzazione specifica della stazione di monitoraggio sul dato rilevato.

Radon
Nonostante la forte variabilità locale delle concentrazioni di radon indoor, i valori medi a livello di territorio amministrativo (Comune, Provincia, Regione) sono abbastanza stabili nel tempo, rendendo generalmente affidabili le stime ottenute in anni precedenti. Tuttavia, le concentrazioni medie comunali non sono indicative della concentrazione di radon nel singolo edificio. Per valutare il rischio associato all’esposizione al radon in una particolare abitazione sarebbe necessario effettuare una misura diretta.

Per approfondire: il capitolo Qualità dell’aria del Rapporto


Rapporto sulla Qualita dell'ambiente urbano - Approfondimenti sui singoli capitoli


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