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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 219 - Lunedì 26 Ottobre 2015

Glifosate: l'uso di un metodo analitico in un programma di monitoraggio delle acque superficiali


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L'esperienza realizzata in ARPAT, presentata al convegno: "Acqua – innovazioni strumentali, metodologiche, applicative a tutela dell'oro blu"

219-15 - Glifosate: l'uso di un metodo analitico in un programma di monitoraggio delle acque superficiali

Cromatografo liquido con rivelazione a spettrometria di massa ad alta risoluzione

Il Glifosate, classificato agente cancerogeno 2A dallo IARC (marzo/luglio 2015), è la molecola ad azione fitosanitaria (erbicida) più impiegata al mondo, basta pensare che nella sola Toscana si registra, per i formulati a base del principio in questione, una vendita media annua di circa 100 tonnellate (elaborazione ARPAT su dati SIAN - Sistema Informativo Agricolo Nazionale 2012). Proprio in Toscana ne è stato recentemente vietato l'utilizzo per usi extra-agricoli.

La sospetta cancerogenicità e l’esteso utilizzo fanno si che il monitoraggio del Glifosate e del suo principale prodotto di degradazione (acido aminometilfosfonico in acronimo AMPA) sia uno dei più recenti e principali “focus” di ogni programma di monitoraggio delle acque A livello analitico, Glifosate ed AMPA, presentano difficoltà uniche in quanto sono sostanze polari, non volatili e prive di gruppi cromofori.

formula chimica glifosate

reazioni chimiche del glifosate

A causa di questi fattori, l’inserimento in routine della determinazione di tali molecole a livelli di concentrazione di poche parti per trilione (una (1) parte per trilione equivale ad un (1) miliardesimo di grammo per litro), richiede alla struttura laboratoristica, un rilevante sforzo quali-quantitativo, in termini di apparecchiature, reagenti e personale.

Nell’ambito del Seminario “Acqua – Innovazioni strumentali, metodologiche , applicative a tutela dell’oro blu", organizzato dalla Divisione di Spettrometria di Massa della Società Chimica Italiana e tenutosi il 23 settembre 2015 presso le strutture di Fieremilanocity, il collega Michele Mazzetti, chimico del Laboratorio Area Vasta Costa (AVL) ARPAT, ha presentato un intervento dal titolo: “Glifosate: l'uso di un metodo analitico HPLC-HRMS in un programma di monitoraggio delle acque superficiali" focalizzando l’attenzione sullo sviluppo di una metodica analitica in spettrometria di massa ad alta risoluzione che, grazie ad un impegno corale di tutto il settore Microinquinanti della UO Chimica II, ha consentito al Laboratorio AVL di ARPAT di divenire una delle pochissime realtà nazionali in grado di analizzare Glifosate ed AMPA.

analisi glifosate

I risultati della applicazione del metodo in questione nel programma di monitoraggio delle acque superficiali hanno mostrato una estesa presenza delle due molecole “target” con una percentuale di campioni positivi di circa il 65%, concentrazioni medie dell’ordine di 0.6 ppb e concentrazione massima di circa 20 ppb.

derivatizzazione del glifosate

campioni analizzati

Questa situazione sembra giustificare pienamente l’impegno messo in campo dall’Agenzia fornendo, di fatto, degli elementi oggettivi utili alle Amministrazioni locali per provvedimenti mirati alla riduzione di impiego dei formulati a base di Glifosate, e per una attenta verifica della qualità delle acque destinate al consumo umano e del rispetto de limite previsto dalla normativa (D.Lgs 31/2001) di 0,1 microgrammi per litro.

Altre informazioni utili:


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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