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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 198 - Venerdì 25 Settembre 2015

I metalli scaricati dalla Solvay


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Un approfondimento per fare chiarezza, sulla base dei dati disponibili

Recentemente, in un articolo pubblicato sulla stampa locale di Livorno, è stato dichiarato che gli inquinanti prodotti dalla Sovay e scaricati in mare sarebbero in forte aumento.

Per fare chiarezza sull'argomento, che ovviamente sta a cuore all'opinione pubblica ed anche ad ARPAT, sono stati raccolti ed esaminati tutti i dati disponibili in materia per gli ultimi anni (ciascuno dei quali prodotto con modalità diverse):

  • quelli (forniti dall'azienda) del Registro Europeo degli inquinanti delle principali imprese - dati 2010-2013 -, citato nell’articolo;
  • quelli derivanti dagli obblighi dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) - dati 2011-2014;
  • quelli relativi ai controlli effettuati periodicamente da ARPAT - dati 2011-2014.

Dati Registro E-PRTR

Il Registro E-PRTR dell’Unione Europea contiene i dati sulle principali emissioni di sostanze inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo, provenienti da circa 28.000 impianti industriali dell’Unione Europea.

Attualmente è possibile scaricare dal sito i report di sintesi relativi all’insediamento Solvay relativi agli anni dal 2010 al 2013 compreso. Tutti i dati sono stati prodotti dal Gestore dell’installazione (cioè l'azienda stessa, in questo caso la Solvay).

E’ possibile quindi estendere al periodo 2010-2013 la disamina sui quantitativi totali di metalli pesanti scaricati a mare dallo stabilimento Solvay di Rosignano secondo quanto riportato dal Registro Europeo ricavandone i seguenti andamenti:

  • l’arsenico e il cadmio sono aumentati dal 2011 al 2012, per poi diminuire nel 2013;
  • per il rame e il piombo, tenuto conto anche dell’incertezza associata alle misure in gioco, non si osservano variazioni significative;
  • il cromo e lo zinco si mantengono sostanzialmente invariati nel triennio.

Per quanto riguarda invece i cloruri scaricati, è utile precisare che il sale scaricato è il cloruro di calcio, derivante dal processo Solvay e non il cloruro di sodio, proveniente dalla Val di Cecina (come affermato nell'articolo citato).

In particolare per quanto riguarda l’emissione di arsenico, l’impianto da cui si generano i quantitativi rilasciati in mare è la Sodiera, che usa antracite, coke e calcare nel ciclo produttivo; l’arsenico e altri metalli sono contenuti in tali materie prime. Inoltre, nella produzione della salamoia per il medesimo impianto, viene utilizzata acqua prelevata dai campi pozzi nell’Alta Val di Cecina, piuttosto ricca di arsenico.

Tale assunzione trova conferma nel documento di riferimento sulle migliori tecniche disponibili (BREF) redatto dalla Commissione Europea per lo specifico comparto produttivo, secondo il quale del quantitativo totale di metalli pesanti in ingresso in un impianto di produzione del tipo della Sodiera circa:

  • il 73% deriva dal calcare;
  • il 21% dal combustibile utilizzato per cuocere il calcare (coke/antracite);
  • il 6% dalla salamoia.

L’incremento di arsenico negli scarichi registrato nel 2012 è ragionevolmente legato alla cattiva qualità del calcare utilizzato nel processo, tendenza poi invertita grazie alla diversificazione della rete di approvvigionamento di tale materia prima che la Società ha implementato successivamente.

Dati AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale)

Fino al 6 agosto 2015, l’impianto Sodiera risultava autorizzato con Decreto AIA provinciale (AD n.271/2007) e lo scarico generale con Decreto AIA Ministeriale ( DVA-DEC-2010-0000496 del 6 agosto 2010).

Il 7 agosto 2015 è stata invece rilasciata l'AIA ministeriale (D.M. 177/2015) con cui sono stati autorizzati sia l’esercizio dell’impianto Sodiera che lo scarico generale Solvay.

In ottemperanza agli atti autorizzativi di cui sopra la Società Solvay Chimica Italia SpA ha trasmesso annualmente, in un report dedicato, gli esiti degli autocontrolli effettuati secondo quanto previsto dai Piani di Monitoraggio e Controllo.

In riferimento al computo dei metalli scaricati a mare è necessaria una precisazione, in quanto i valori dei quantitativi pubblicati dal Registro Europeo sopra richiamati differiscono dai corrispondenti valori trasmessi da Solvay nei report annuali.

Ad esempio, nel 2012 il quantitativo annuale di arsenico scaricato è stato di 3,34 t secondo il report dell’AIA ministeriale, contro le 2,77 t riportate dal Registro Europeo.

Tale discrepanza, che riguarda tutti i parametri dei metalli pesanti, è dovuta a differenze nelle procedure di prelievo ed analisi applicate nei due casi:

  • I dati trasmessi al Registro E-PRTR sono stati invece ottenuti con una frequenza quindicinale di prelievo, con campionamenti effettuati su 24 ore e le analisi chimiche sono state eseguite applicando tecniche analitiche più sensibili, su campioni completamente solubilizzati e non filtrati, in modo da determinare i metalli totali scaricati.
  • I dati trasmessi in base all’AIA citata sono stati ottenuti da campionamenti effettuati su tre ore, con frequenza trimestrale e determinando i metalli contenuti nella fase liquida.

Per questi motivi i dati del Registro Europeo e dei Report annuali AIA non sono confrontabili. In ogni caso fra le due metodologie di rilevazione, quella del Registro E-PRTR, per la maggiore frequenza di campionamento, risulta più attendibile.

Per chiarezza di informazione si riportano, nei grafici e tabelle seguenti, i dati puntuali relativi ai quantitativi scaricati degli inquinanti sopra trattati riportati dal Registro Europeo E-PRTR e dai Report annuali AIA .

dati E-PRTR e AIA

I dati dei controlli ARPAT

In ogni caso, dai controlli ARPAT sullo scarico a mare, è sempre stato rispettato il limite previsto per la concentrazione dell’arsenico, sia nello scarico generale che nello scarico del piè di impianto della Sodiera, mentre non sono stati rispettati, talvolta, i limiti di boro, alluminio e ferro.

In particolare, il controllo dello scarico generale della Solvay, il cui punto di prelievo si trova nel Fosso Bianco subito prima dello scarico a mare, viene effettuato da ARPAT almeno una volta ogni due mesi, per quanto riguarda la quantificazione dei metalli: gli esiti, mostrati nella tabella seguente, non evidenziano variazioni significative della concentrazione delle varie specie metalliche nel periodo 2011-2014 che in molti casi sono risultate inferiori ai limiti di rilevabilità degli strumenti.

controlli ARPAT

I dati del monitoraggio marino-costiero

Il monitoraggio marino costiero ai sensi del D.Lgs 152/06 comprende il punto di prelievo Rosignano Lillatro, ed evidenzia negli ultimi anni una concentrazione di Arsenico ampiamente inferiore al limite di buona qualità ambientale.

Per quanto riguarda la concentrazione di Arsenico nei sedimenti, questa è superiore al limite di buona qualità ambientale (14.4 mg/kg) ma in linea con quanto rilevato nei punti di monitoraggio di buona parte della costa Toscana. (vedi sotto dati dal capitolo "mare" dell' Annuario ARPAT 2015)

Ai fini del raggiungimento a fine 2015 dell'obiettivo stabilito dall'Unione Europea per una classificazione di "Buono" per le acque marino-costiere (alla quale concorrono solamente i dati relativi alla colonna d'acqua1), si osserva che l'area "Rosignano-Lillatro"  - nel 2014 - ha raggiunto questa classificazione per quanto riguarda lo "stato ecologico", mentre non è così per lo "stato chimico" - come per tutte le aree della costa toscana - per i valori relativi al mercurio (Hg) ed al tributistagno (TBT).

stato chimico colonna d'acqua

 classificazione acque marino costiere (2014)

Altre informazioni disponibili sulla Solvay

Si segnala infine che, ciccando sui seguenti link del sito di ARPAT, è possibile scaricare ulteriore documentazione relativa agli esiti delle attività di controllo e monitoraggio svolte da ARPAT sull’insediamento industriale Solvay e le zone circostanti.


1 La definizione dello stato di qualità ambientale richiede analisi chimiche per entrambe le matrici, acqua e sedimento. Tuttavia, nel caso in cui si rilevino superamenti dei livelli di soglia, la normativa prevede la possibilità di classificare i corpi idrici in base a una sola delle due matrici, a patto che vengano realizzati anche specifici test eco-tossicologici sulla matrice non considerata. In attesa della definizione dei valori di fondo, viene, quindi, utilizzata per la classidficazione solamente la matrice acqua. Questa matrice infatti, considerati anche i metodi di campionamento, ha, nei confronti dell’inquinamento antropico, tempi di risposta più rapidi, al contrario del sedimento che presenta una maggiore inerzia al cambiamento.

Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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Azioni sul documento

INQUINAMENTO SOLVAY

Inviato da Utente anonimo il 04/10/2015 10:53

CHE VERGOGNA PERMETTERE UN INQUINAMENTO DEL GENERE!

INQUINAMENTO SOLVAY

Inviato da Utente anonimo il 27/12/2015 22:02

E L'INQUINAMENTO DELLE CENTRALI GEOTERMICHE DELL'AMIATA? CHE SPUTANO VELENI GRATUITI?

INQUINAMENTO SOLVAY

Inviato da Utente anonimo il 27/12/2015 22:02

E L'INQUINAMENTO DELLE CENTRALI GEOTERMICHE DELL'AMIATA? CHE SPUTANO VELENI GRATUITI?

INQUINAMENTO SOLVAY

Inviato da Utente anonimo il 28/12/2015 06:19

Le centrali geotermiche sono sottoposte ad un controllo puntuale, sull'argomento vedi specifica sezione del sito http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/sistemi-produttivi/impianti-di-produzione-di-energia/geotermia

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