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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 138 - Venerdì 03 Luglio 2015

Delitti ambientali: circolare esplicativa del Direttore tecnico di ARPAT


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Prime disposizioni applicative per gli operatori dell'Agenzia riguardanti la legge in materia di delitti ambientali. Un focus particolare sul nuovo istituto della "prescrizione".

ARPAT in quanto organo di vigilanza, che opera in campo ambientale con personale ispettivo dotato di qualifica di UPG, rientra, senza dubbio, tra i soggetti tenuti a dare applicazione alle nuove disposizioni contenute nella legge 68, in vigore dal 29 maggio 2015.

A tale proposito, in data 15 giugno 2015, il Direttore Tecnico di ARPAT, Andrea Poggi, ha emanato una circolare contenente le prime indicazioni operative per il personale dell'Agenzia ai fini dell’applicazione della suddetta legge sui  delitti contro l’ambiente.

La circolare n. 9/2015, corredata di allegato, si sofferma, in particolare modo, sul potere prescrittivo impartito dagli organi di vigilanza e sull’asseverazione delle prescrizioni, che costituiscono elementi di novità contenuti nella  parte VI bis del D.lgs. 152/06.

Premesso che la nuova procedura di estinzione dei reati si applica alle sole ipotesi contravvenzionali previste dal D. Lgs. 152/06 che non abbiano cagionato danno o pericolo concreto di danno alle risorse ambientali, urbanistiche e paesaggistiche, per ciascuna attività ispettiva, dovrà essere condotta una specifica valutazione atta a verificare tali circostanze.

operatori ARPATPer ogni contravvenzione accertata, dove non ci siano elementi ritenuti sufficienti o attuali per potere ravvisare il danno o il manifestarsi di un pericolo concreto e attuale di danno, il personale di vigilanza con qualifica di UPG procede all’individuazione delle prescrizioni atte a riportare la condotta nell’ambito della liceità, fissando un termine per la regolarizzazione. Questo non dovrà essere superiore al tempo tecnicamente necessario, e potrà essere prorogato per una solo volta, a richiesta del contravventore, per un periodo non superiore a 6 mesi , in presenza di specifiche e documentate circostanze non attribuibili al contravventore.

Non si darà luogo all’attivazione del potere prescrittivo nel caso di:

  • ipotesi di reato contravvenzionale già configurate dal D.Lgs. 152/06 come reati di evento consistenti in un danno/pericolo concreto e attuale di danno (es abbandono e deposito incontrollato di rifiuti),
  • in tutti i casi in cui le conseguenze del reato non lo consentano.

Di tale evenienza dovrà essere sempre data evidenza nella comunicazione di notizia di reato. In questi casi, ARPAT valuterà la necessità di proporre alle autorità amministrative competenti i necessari provvedimenti atti a rimuovere il pericolo di danno, impedire l’aggravarsi del danno, ripristinare lo stato dell’ambiente.
Nell’esercizio del potere di prescrizione, il personale di vigilanza, con qualifica di UPG, dovrà comunque inoltrare al PM la comunicazione di notizia di reato. Questo potrà accadere:

  • contestualmente al potere prescrittivo, indicando nella notizia di reato le prescrizioni impartite;
  • in un momento successivo, nel caso in cui l’elaborazione delle prescrizioni risulti complessa, potrà essere indicato nella comunicazione di reato solo l’avvio del procedimento di individuazione delle prescrizioni, che verranno poi inviate in un momento successivo.

abbandono di amiantoPer quanto riguarda il potere di asseverazione delle prescrizioni, con riferimento alle attività istituzionali di ARPAT, la circolare dispone che tale compito sia dei Responsabili delle strutture, a cui fanno capo i diversi procedimenti di controllo, individuati in base alle previsioni degli atti organizzativi vigenti in Agenzia.

Questi dovranno fornire agli operatori di vigilanza tutte le indicazioni ed assicurare collaborazione per formulare prescrizioni corrette. L’ asseverazione delle prescrizioni avviene con l’apposizione della sottoscrizione dei responsabili in calce alle prescrizioni medesime, dopo avere valutato positivamente:

  • l’efficacia e la pertinenza delle prescrizioni rispetto agli obiettivi che si pongono (ivi inclusa una verifica circa la chiarezza e non equivocità delle stesse);
  • la congruità dei tempi concessi per la regolarizzazione
  • la presenza di criteri chiari per valutarne l’osservanza.

controllo in un'aziendaNel caso in cui ARPAT riceva richieste di asseverazione da parte di altri organi di polizia giudiziaria per reati ambientali di natura contravvenzionale, ricadenti nelle competenze della stessa Agenzia, si dovrà procedere nell’ottica della collaborazione tra enti.
L’asseverazione, anche in questo caso, è compito del responsabile della struttura competente per le attività di controllo del caso.

Infine, entro 60 gg. dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, l’organo accertatore verifica se la violazione è stata eliminata. Due le ipotesi che si possono verificare:

  • in caso di adempimento, il contravventore paga in sede amministrativa, entro 30 gg, una somma pari ad un quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa, l'adempimento e il pagamento estinguono il reato, rimane, comunque, necessaria la valutazione del PM e la sua richiesta di archiviazione;
  • in caso di inadempimento, l’organo accertatore ne dà comunicazione al pubblico ministero ed al contravventore entro 90 gg dal termine fissato nella prescrizione.
     

Circolare dispositiva del DT del 15.06.2015 "Prime indicazioni operative per l'applicazione della L.68 del 22.05.2015 "Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente"

Allegato "Sintesi delle novità introdotte dalla legge n. 68 del 22.05.2015 "Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente".


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