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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 134 - Lunedì 29 giugno 2015

Lo studio dell'OMS sulle condizioni dell'ambiente indoor a scuola


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Esistono molte differenze fra i paesi a diverso reddito nelle condizioni igieniche e nella qualità dell'aria delle aule

Nel 2010, la “Quinta conferenza ministeriale su ambiente e salute”, tenutasi in Italia, ha adottato la “Dichiarazione di Parma su ambiente e salute”, tra i cui obiettivi c’è anche quello di la tutelare la salute e prevenire le malattie infantili attraverso il miglioramento dell’ambiente indoor di scuole e asili.
In molti dei 53 paesi della Regione europea dell'OMS i bambini frequentano ambienti scolastici in cui si riscontrano umidità, muffa, temperature non adeguate, scarsa ventilazione e servizi igienici mal funzionanti, tutti fattori che possono contribuire all'assenteismo scolastico e far insorgere malattie respiratorie, riducendo inoltre il benessere psico-fisico e il rendimento scolastico degli alunni.

Il rapporto dell’OMS “School environment: policies and current status" riassume i dati raccolti nel corso di recenti indagini di livello sia internazionale – condotte da OMS e UE - che nazionale, volte a indagare sulle politiche di miglioramento dell’ambiente scolastico o a valutare le esposizioni a rischi ambientali nelle scuole.
La principale fonte di dati per l’elaborazione del rapporto, è stata l’indagine OMS del 2014, che ha coinvolto anche l'Italia e ha focalizzato l’attenzione su varie tematiche fra cui: servizi igienici e igiene nelle scuole e asili nido, la qualità dell'aria indoor (IAQ) sempre in scuole e asili nido, la prevenzione delle malattie legate all'amianto.

Altri dati sulle politiche scolastiche sono stati estrapolati dal progetto “Schools Indoor Pollution and Health: Observatory Network in Europe” (SINPHONIE). In particolare questa ultima è la più vasta indagine sulla qualità dell’aria indoor e salute nelle scuole europee condotta fino ad oggi. In 23 paesi dell’UE è stata monitorata infatti l’esposizione a un set di inquinanti chimici e biologici e condotta una valutazione dello stato di salute degli alunni, in un piccolo campione di scuole per ogni paese (da 3 a 6) significativo delle diverse sottoregioni geografiche dell'Europa. Nello studio sono citate altre indagini sulla qualità dell’aria indoor nelle scuole, fra cui quelle del progetto “School Environment and Respiratory Health of Children” (SEARCH), condotta in 10 paesi fra cui l'Italia, come mostra la tabella sottostante

Livelli medi inquinamento indoor nelle scuole

Il rapporto non vuole fornire una valutazione esaustiva di tutti i dati disponibili sulla qualità ambientale nelle scuole perché questo avrebbe richiesto l’analisi della letteratura scientifica in più lingue e l’accesso alla cosiddetta "letteratura grigia" che non è pubblicata ufficialmente. Vuole però offrire, invece, una panoramica attuale e evidenziare i problemi più comuni individuati sulla scorta dei risultati pubblicati o ancora inediti delle recenti indagini. Inoltre, punta l’attenzione sulla mancanza di dati per alcune nazioni e suggerisce gli sforzi prioritari ancora da compiere per quantificare l’esposizione a fattori pericolosi nelle scuole e per valutarne gli impatti negativi sulla salute.

Si riportano di seguito alcune delle principali conclusioni a cui sono giunti gli studiosi, esaminando i questionari pervenuti dai paesi (con l'eccezione di quelli dell'Europa orientale per i quali le informazioni sono tuttora molto carenti):

Stati partecipanti questionario OMS

Accesso a servizi igienici adeguati e pratiche igieniche

  • La maggior parte dei paesi ha politiche esaustive volte a migliorare i servizi igienici nelle scuole e asili, ma nei Paesi a basso reddito resta ancora una sfida in atto, con il risultato che i bambini evitano di usarli;
  • un passo essenziale sarebbe quello di prendere in considerazione le percezioni e i bisogni degli alunni e migliorare gli standard scolastici esistenti;
  • A livello politico sarebbe importante imporre ferrei target di miglioramento dei servizi igienici e di pratiche igieniche nelle scuole, come prescritto anche dal "Protocollo su acqua e salute".

Qualità dell’aria indoor nelle scuole

  • Nella maggior parte dei paesi esistono politiche volte a migliorare la qualità dell’aria indoor nelle scuole e asili; nei paesi ad alto reddito si trovano più frequentemente norme che regolano il massimo ammissibile di livelli di inquinanti indoor;
  • gli stati membri hanno una varietà di linee guida o norme in materia di ventilazione applicabili alle aule. Il ricambio d'aria minimo o tasso di ventilazione sono definiti usando metodi di valutazione diversi a seconda del paese, per cui i massimi livelli di CO2 consigliati nelle aule variano da 1000 ppm a 1500 ppm.;
  • la scarsa ventilazione e l'aria chiusa nelle aule scolastiche è un problema comune ad alcuni paesi durante la stagione invernale; questo si riscontra in special modo nelle regioni ad alto-medio reddito del sud-est europeo dove in molti edifici scolastici manca il riscaldamento. Valutare la reale situazione in tutta la Regione Europea OMS è però difficile per la mancanza di uno approccio metodologico comune e la carenza di dati dalle nazioni a basso reddito;
  • le recenti indagini hanno rilevato livelli di formaldeide conformi alle linee guida dell'OMS sulla qualità dell’aria indoor, ma nelle aule di alcuni paesi sono stati rilevati alti livelli di altri inquinanti chimici originati da fonti interne come benzene, COV e IPA. Purtroppo la mancanza di dati per molti paesi a reddito medio-basso non consente una generalizzazione dei risultati per tutta la Regione, ma si può dire che la prevenzione nell'esposizione ad agenti chimici inquinanti in alcuni paesi dell'UE dimostra l'efficacia degli interventi politici.

Esposizione a fattori fisici in ambiente scolastico

  • La maggior parte dei paesi hanno norme sulla minima e/o massima temperatura dell'aria nelle scuole. Purtroppo però, come già detto, la mancanza di riscaldamento centralizzato in molti edifici nei paesi dell’Europa sud-orientale ad alto-medio reddito associa al disagio per la bassa temperatura una scarsa ventilazione e una elevata umidità durante la stagione fredda;
  • i dati relativi all’acustica delle aule, ai livelli di rumore, alla illuminazione e ad altri fattori fisici sono piuttosto scarsi, pertanto la valutazione dell'esposizione ai fattori fisici dovrebbe essere promossa come un passo ulteriore verso la creazione di un ambiente scolastico confortevole che faciliti l’apprendimento.

Fattori comportamentali e salute in ambiente scolastico

  • Da un'indagine in 5 paesi risulta che l'abitudine al fumo di tabacco nei bambini aumenta con l'età e che si fuma anche a scuola;
  • ugualmente risulta poco diffuso l'uso della bicicletta per andare a scuola e dovrebbe essere incentivato attraverso idonee infrastrutture stradali.

Per approfondimenti

Progetto Indoor 2008-2010: caratterizzazione degli inquinanti nelle scuole e nelle abitazioni

L'evento di presentazione del Progetto Indoor 2008-2010


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Inviato da Utente anonimo il 29/06/2015 09:38

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