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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 047 - Mercoledì 04 marzo 2015

Le linee guida dell'EEA per individuazione di zone tranquille in base alla Direttiva sul rumore ambientale


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L'inquinamento acustico affligge 110 milioni di cittadini europei

Lo studio dell’Agenzia europea per l'ambiente (EEA) “Good practice guide on quiet areas", fornisce indicazioni e raccomandazioni per identificare e proteggere le zone tranquille individuate per tutelare i cittadini dagli effetti nocivi dell'esposizione al rumore ambientale e ha visto la luce in concomitanza con la “Giornata di sensibilizzazione sul rumore”, promossa dallo statunitense Centre for Hearing and Communication.
Alla stesura del report ha lavorato un team composto da esperti internazionali, fra cui Gaetano Licitra di ARPAT, al fine di elaborare una sorta di manuale che aiuti i responsabili politici, le autorità competenti e le altre parti interessate a comprendere e soddisfare i requisiti della "Direttiva sul rumore ambientale".

In base alla Direttiva del 2002, una zona tranquilla non è necessariamente silenziosa, quanto piuttosto non toccata da suoni indesiderati o nocivi prodotti da attività umane, tant’è vero che alcuni tipi di rumore, come il suono dell’acqua corrente o il canto degli uccellini, sono generalmente percepiti come piacevoli, ciò significa che non è possibile definire una zona tranquilla solo dai decibel rilevati.relationship
Quando si pensa all’inquinamento acustico spesso viene in mente la musica ad alto volume o l’abbaiare di un cane, invece, nella maggior parte dei casi, i problemi di salute reali sono causati da esposizione a lungo termine al rumore da traffico stradale, ferrovie, aeroporti e industria, per questo le zone tranquille sono importanti perché possono fornire sollievo dal rumore e migliorare la qualità della vita.

I fondamenti della Direttiva per la tutela di queste zone tranquille si trovano nel “Green Paper on Future Noise Policy “ della Commissione europea del 1996 dove già allora veniva caldeggiata la realizzazione di mappe acustiche utili per l’identificazione dell'esposizione al rumore, e quindi per il riconoscimento delle aree da tutelare o in cui intervenire.

Anche la Direttiva riconosce la necessità di prevenire o ridurre i livelli di rumore ambientale che possano influenzare negativamente la salute umana, tra cui il fastidio e i disturbi del sonno, sottolineando anch’essa la necessità di preservare “la qualità acustica ambientale laddove è buona” e nonché di tutelare le zone tranquille.
A tal fine gli Stati membri devono elaborare delle mappe acustiche strategiche in grado di permettere la determinazione globale dell'esposizione al rumore in una data zona esposta a varie sorgenti di rumore e la definizione di previsioni generali per questa zona.

Purtroppo però la Direttiva non offre sempre un’interpretazione univoca su cosa sia un’area a basso inquinamento acustico lasciando un’ampia discrezionalità di lettura che ha portato, nel corso del tempo, gli Stati membri ad attuare strategie totalmente diverse in materia di protezione delle zone individuate.
Per questo, nel 2012, il Parlamento europeo ha pubblicato lo studio “Towards A Comprehensive Noise Strategy” in cui sono formulate raccomandazioni per lo sviluppo di una strategia sul rumore più omogenea. noise map dublin

Parallelamente, questa debolezza strutturale nella normativa ha condotto ad un’intensificarsi degli studi in questo campo (es. ricerche su come le persone percepiscono l'ambiente acustico), e diversi Stati membri hanno avviato o implementato le politiche a tutela delle aree silenziose, così che attualmente vi è senz’altro molta più conoscenza ed esperienza sulla materia rispetto a quando fu pubblicato il “Green paper”.
L’EEA con questo rapporto ha voluto raccogliere, ordinare e ridistribuire questa conoscenza per un uso più ampio, fornendo raccomandazioni basate su esempi di buone pratiche attuate nella valutazione e nella gestione delle aree tranquille in Europa perché, comprensibilmente, ciò che va bene per un luogo può non essere adeguato per un altro.

Infine, si segnala che l’EEA ha sviluppato l’applicazione “NoiseWatch“ che, utilizzando il microfono incorporato nel dispositivo tenuto in mano, determinare e misura in decibel (dB) il livello del suono che ci circonda. Grazie a questa APP, l’EEA ha ottenuto il “World Excellence Award” al Geospatial World Forum.


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