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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 041 - Mercoledì 25 febbraio 2015

EEA: a confronto i piani di prevenzione rifiuti dei paesi europei


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Il report dell’Agenzia Europea mostra lo "stato dell’arte" sui piani/ programmi di prevenzione rifiuti presentati dai alcuni paesi membri UE, oltre che da Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

Sappiamo che prevenire la produzione di rifiuti è al primo posto nella “gerarchia dei rifiuti”, se non è possibile, i rifiuti vanno riusati o preparati per il riuso, oppure riciclati,  e solo infine inceneriti ( ma con recupero di energia) o smaltiti in discarica.

La direttiva 2008/98/CE imponeva agli Stati membri di presentare un programma di prevenzione entro il 31 dicembre 2013, molti paesi europei hanno rispettato questo obbligo, compreso il nostro.

La prevenzione, dunque, è una delle priorità nella politica di gestione dei rifiuti dell’UE in grado di determinare potenziali benefici ambientali ed economici, per questo è stato chiesto ai paesi europei di predisporre piani di prevenzione indicando come intendono ridurre la mole di rifiuti che ancora oggi vengono prodotti in Europa.

Quasi un anno dopo rispetto al termine di presentazione dei programmi nazionali all'UE, l’Agenzia Europea per l’ambiente (di seguito EEA) ha predisposto un primo monitoraggio, confrontando i programmi adottati da venti paesi europei ed evidenziando differenze e somiglianze nelle scelte effettuate a livello nazionale per ridurre i quantitativi di rifiuti generati.

EEA1 piani di prevenzione paesi europeiL'EEA, considerando che i diversi programmi di prevenzione mostrano differenze considerevoli l’uno dall’altro, ha applicato un metodo di analisi piuttosto flessibile basato sulla creazione di una griglia comparativa contenente diversi parametri: copertura temporale e finanziaria dei programmi, obiettivi generali e specifici, risultati, indicatori e sistemi di monitoraggio.

L’analisi delle misure e degli strumenti adottati è supportata da esempi di buone pratiche selezionate nei singoli paesi europei.

Una delle differenze è che alcuni programmi sono dedicati specificatamente alla riduzione dei rifiuti, altri, invece, sono ricompresi in piani di portata più generale, come nel caso dei Paesi Bassi, che hanno inserito il loro programma di prevenzione rifiuti nel  piano di strategia economica nazionale.

Molte altre sono le differenze, si va dalla durata temporale, l’Agenzia Europea fa notare che alcuni programmi di prevenzione hanno una durata illimitata, altri fissano un termine di scadenza, altri ancora contengono la previsione di una ricognizione periodica dei risultati ottenuti, allle modalità di coinvolgimento degli stakeholders o all'indicazione delle risorse finanziare necessarie a dare attuazione ai singoli piani.

Variano anche gli obiettivi generali di prevenzione, nella metà dei documenti esaminati si parla di disgiungimento del legame tra crescita economica ed impatti ambientali associati alla produzione dei rifiuti, mentre, in altri si tende al raggiungimento di un’economia circolare (Paesi Bassi e Scozia) o all’implementazione di nuovi modelli di business (Inghilterra e Galles), o al miglioramento dei materiali (di riduzione delle sostanze nocive) e/o ad un uso più efficiente delle risorse naturali (Portogallo).

Manca univocità anche nell'individuazione dei settori economici e produttivi maggiormente interessati alla prevenzione dei rifiuti,  solo tre Paesi (Germania, Paesi Bassi e Spagna) li includono tutti.

eea prevenzione rifiuti2.jpgVariabile anche la tipologia di rifiuti su cui incidere per ottenere una concreta riduzione dei quantitativi di rifiuti.

eea tipologia rifiutiMolte, forse troppe, sono le differenze, ma qualche elemento in comune esiste, la maggior parte dei programmi di prevenzione, ad esempio, menziona l’obiettivo del “disaccoppiamento” tra produzione dei rifiuti e crescita economica e fa riferimento alla necessità di attivare buone campagne di informazione e sensibilizzazione per raggiungere l’obiettivo della prevenzione.

Secondo l'EEA i dati attualmente disponibili non consentono ancora una valutazione dei progressi effettivi che ogni paese europeo raggiungerà in questo settore. Per questo l’Agenzia  ha chiesto di rivedere, ogni anno, lo stato di avanzamento, completamento ed attuazione dei programmi presentati dai singoli paesi all’UE
I prossimi monitoraggi  dovranno quindi, necessariamente, prendere in considerazione le misure di attuazione ed risultati raggiunti concretamente nella prevenzione dei rifiuti.

Visualizza: Waste prevention in Europe

Visualizza ARPATnews "Meno rifiuti in Europa"


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