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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 257 - Martedì 23 Dicembre 2014

Il problema degli scolmatori di troppo pieno di reti fognarie e depuratori


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Un aggiornamento sulla situazione, prendendo spunto dalle segnalazioni del comitato dei cittadini di Paperino (Prato), in relazione al depuratore di Baciacavallo

Con questo numero di ARPATnews, prendendo spunto da un articolo pubblicato sulla stampa locale di Prato, dal titolo "Acqua sporca nei fiumi, chi vigila?", che riportava una segnalazione di un comitato di cittadini di Paperino, frazione di Prato prossima al depuratore di Baciacavallo, si affronta il tema degli scolmatori di troppo pieno delle reti fognarie e dei depuratori, che riguarda il caso specifico ma più in generale molte altre situazioni analoghe presenti nella nostra Regione.

Nello specifico la questione più rilevante segnalata riguarda lo scarico del depuratore di Baciacavallo gestito da Gida S.p.a. che, in presenza di piogge intense, non risulta in grado di trattare le acque reflue, in quanto i collettori fognari trasportano anche le acque meteoriche dilavanti dei tetti, delle strade, dei parcheggi ecc.

Il comitato si chiede anche chi vigila e come è possibile che tali reflui, tal quali senza essere minimamente depurati, vengano deviati nella gora del Palasaccio, per poi confluire, dopo circa 4 km, nel fiume Ombrone. In realtà questo è un problema, presente non solo a Prato, riconosciuto dalla normativa, che prevede un tempo entro il quale deve essere risolto.

Le acque che vengono raccolte attraverso le reti fognarie e collettate fino al depuratore di Baciacavallo, sono costituite dall’insieme delle acque reflue domestiche, industriali, e meteoriche di dilavamento. Quindi risulta inevitabile che in periodi di pioggia si possano avere situazioni di forte criticità dovute al fatto che le portate afferenti alle reti fognarie, e quindi al depuratore, sono molto superiori a quelle trasportabili e trattabili.

Sono perciò previsti sia sulla rete fognaria, nei punti di confluenza delle fogne o alle stazioni di sollevamento ed all’entrata del depuratore, sfioratori o scolmatori che scaricano le acque eccedenti. La rete fognaria che adduce al depuratore di Baciacavallo, che origina dalla Val di Bisenzio a partire dalla località La Tignamica è dotata di decine di scolmatori che si attivano ogni qualvolta si verificano condizioni di particolare di intensità di pioggia. Ciò  avviene al fine di evitare rotture e fuoriuscite su tutta la rete fognaria del ”miscuglio” di cui sopra con problemi igienico sanitari ed ambientali ancor più gravi di quelli segnalati (vedi ad esempio rotture di reti fognarie nei centri abitati con reti idropotabili nelle immediate vicinanze oltre ai conseguenti allagamenti di scantinati).

In genere gli sfioratori sono dimensionati in modo che fuoriescano le acque quando la portata supera tre volte la portata media stimata all’atto della progettazione della rete fognaria in questione. Tale condizione garantisce che ci sia almeno una diluizione accettabile in termine di costi-benefici.

In questi casi si registrano numerose segnalazioni di acque maleodoranti a causa dell'apporto degli scarichi fognari non depurati, a partire dall’alto della rete e cioè dai cittadini che frequentano la pista ciclabile e pedonabile a fianco del fiume Bisenzio (vedi scolmatori all’altezza del ponte Datini ed al campo di calcio di Santa Lucia), il tutto in analogia e spesso in contemporanea alla segnalazione del Comitato di Paperino, e di altre numerose segnalazioni diffuse nel territorio.

La Regione Toscana ha disciplinato la materia in modo che si ponesse rimedio a tali criticità (vedi testi coordinati della Legge Regionale della Toscana 20/2006 e del regolamento 46/R 2008). Prevedendo nel tempo l'attuazione di progetti (che necessitano di notevoli risorse finanziarie) che prevedano azioni di separazione degli scarichi industriali dalla rete fognaria attuale ed il loro convogliamento diretto agli impianti di depurazione evitando quindi le scolmature con presenza di inquinanti di tipo industriale.

È stata prevista, innanzi tutto, una prima fase di ricognizione e classificazione degli scolmatori: ad esempio quelli con maggiore criticità, perché hanno scarichi di tipo industriale che possono contenere sostanze pericolose, sono identificati con la sigla B2. Per il territorio pratese si hanno scolmatori tutti identificati come "B2" compresi quelli in testa ai depuratori.

Ad oggi gli scarichi da scolmatore "B2", come da normativa regionale, hanno un regime autorizzatorio provvisorio, in quanto la scadenza della loro “regolarizzazione” è prevista per i primi mesi del 2017.

Non risultano quindi soggetti a controllo ARPAT, salvo la loro attivazione in periodi non piovosi o per cause particolari.

Tale regolarizzazione trova, in parte, anche riferimento allo stato di qualità dei corpi recettori (fiume Bisenzio e torrente Ombrone), sui quali ARPAT effettua una costante e continua attività di monitoraggio dei parametri biologici e chimici con particolare attenzione alle sostanze pericolose più tipiche del distretto tessile come il cromo (utilizzato in fase di tintura) ed il noilfenolo (prodotto di degradazione di alcuni particolari tensioattivi usati in fase di lavaggio).

stato chimico ed ecologico dei corsi d'acqua della provincia di Prato

A titolo esemplificativo si veda lo schema di sintesi sulla complessità della diciplina degli scolmatori in relazione agli obiettivi di qualità ambientali dettati peraltro dalla direttiva comunitaria CE 2000/60 - direttiva quadro sulle acque:

disciplina scolmatori B2


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