Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

logo twitter logo facebook logo flickr logo youtube logo issuu logo RSS app ARPAT per dispositivi mobili
Sei in: Home Notizie ARPATnews 2014 220-14

Dove Siamo

 
ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 220 - Giovedì 30 Ottobre 2014

Amici della Terra - Conferenza nazionale sui rifiuti


RSS

Conferenza nazionale sui rifiuti: “Contro il tabù dell’incenerimento e il mito dei rifiuti zero”

Si è tenuta a Milano, il 6 ottobre 2014, la Conferenza nazionale sui rifiuti 2014  “Contro il tabù dell’incenerimento e il mito dei rifiuti zero” organizzata dagli Amici della Terra.

Il convegno è stato l’occasione per ” chiudere il cerchio”, ovvero confrontarsi su come vengono gestiti i rifiuti urbani nel nostro Paese con un occhio attento anche a ciò che accade in Europa.

L’Italia e l’Europa si dividono in due; da una parte, Regioni e territori che fanno ricorso massiccio alle discariche, dall’altra coloro che hanno realizzato un’adeguata rete di impianti di incenerimento con recupero di energia, riducendo il ricorso alla discarica ed ottimizzando il recupero di materia. ( Vedi a questo proposito anche le nostre ARPATnews sui dati dei rifiuti in Europa ed in Italia)

Maria Rosa Filippini, Presidente di Amici della Terra, introduce ricordando come, quasi vent’anni fa (era il novembre 1995), Milano fu protagonista del primo caso di emergenza rifiuti, che mostrò l’arretratezza dell’intero Paese nella gestione dei rifiuti urbani, che allora, per la quasi totalità, finivano in discarica.

Gli Amici della Terra, in quel frangente, organizzarono un convegno: “Incenerimento: un tabù da cancellare” con l’obiettivo di abbattere i pregiudizi verso gli inceneritori, inesistenti o quasi sul territorio nazionale. Oggi, la Lombardia ha una buona rete di impianti con processi industriali adeguati a smaltire in modo corretto i rifiuti ed in linea con i paesi europei più avanzati.

A fronte di questo, continua Filippini, dobbiamo, invece, registrare l'imbattibilità del muro di pregiudizi verso gli inceneritori, ancora poco presenti soprattutto nelle regioni italiane del centro sud.

La Presidente degli Amici della Terra afferma come molti dei temi presentati e discussi vent'anni fa sono, ancora oggi, di grande attualità.  Allora come ora, i migliori risultati in termini di energia prodotta e minore utilizzo delle discariche, ma anche maggiori quantitativi di materia recuperata, sono raggiunti in quei paesi che hanno adottato una gestione integrata di dimensione industriale, economicamente sostenibile grazie ad una rete di impianti di incenerimento con recupero termico.

L’Italia, analizzando i dati Eurostat, si trova appena al di sotto della media europea, ma come precisa Filippini, il nostro è un Paese che si muove a due velocità, al Nord performances paragonabili a quelle dei migliori in Europa, al centro- sud , al contrario, molto ad di sotto della media UE.

 La gravità del problema, continua Filippini, ha spinto il Governo ad introdurre nel Decreto Legge “Sblocca Italia” un intero articolo (art. 35) sul tema con l’intento di superare, in via definitiva, questa situazione.

Maria Rosa Filippini, conclude il suo intervento, indicando, in sintesi, la posizione dell'associazione ambientalista da lei presieduta. "Come Amici della Terra:
- Apprezziamo che la realizzazione di un sistema integrato di recupero e smaltimento dei rifiuti urbani e speciali rappresenti finalmente una priorità. L’affermazione che tali impianti concorrono “allo sviluppo della raccolta differenziata e al riciclaggio mentre deprimono il fabbisogno di discariche” è in linea con quanto abbiamo cercato di dimostrare.
- Concordiamo anche sul superamento del paradosso attuale in base al quale il divieto di esportazione dei rifiuti urbani viene rimosso grazie ad un semplice trattamento meccanico.
- Osserviamo, tuttavia, che occorre salvaguardare i principi di prossimità e autosufficienza per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti urbani introducendo precisi vincoli per gli impianti sull’accettazione dei rifiuti “extraterritoriali”, da quelli economici a quelli regolamentari, a vantaggio delle comunità locali.
- Auspichiamo una maggior chiarezza nei meccanismi di trasferimento dei rifiuti dall’ambito territoriale di produzione per evitare, come accade oggi, che i divieti siano semplicemente aggirati.
- Concordiamo con la proposta dura, ma chiara, del professor Massarutto che scrive: “Per incoraggiare l’assunzione di responsabilità e scoraggiare il free riding, il ricorso alla rete di emergenza regionale e ancor più nazionale deve essere accompagnato da forti sanzioni economiche, da riscuotersi decurtando automaticamente i trasferimenti governativi ai comuni interessati, i quali potrebbero poi rivalersene sulla TARI. La penalizzazione potrebbe essere fissata a un livello già elevato nel caso in cui una regione dichiari con congruo anticipo la propria necessità di ricorrere ad impianti esterni, e ulteriormente maggiorata nei casi in cui vi debba ricorrere in emergenza. I proventi dell’ecotassa devono andare interamente a compensazione delle aree che ospitano gli impianti di destinazione, ad esempio attraverso una corrispondente automatica diminuzione della quota statale delle imposte sugli immobili”.
- Condizione indispensabile per ottenere da questa o da altre simili sanzioni i risultati sperati in termini di responsabilizzazione delle amministrazioni inadempienti, è l’obbligo per gli amministratori di dar conto pubblicamente delle scelte di gestione dei rifiuti e delle loro conseguenze.”

Approfondimenti sulla Conferenza nazionale sui rifiuti 2014 “Contro il tabù dell’incenerimento e il mito dei rifiuti zero”.

Su Astrolabio è possibile anche visualizzare tutto il materiale della conferenza, incluso slides e registrazione audio.


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




Azioni sul documento
Strumenti personali