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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 131 - Venerdì 27 giugno 2014

Al via il progetto 2014-15 di indagine sul radon nelle scuole in Toscana


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Interesserà circa 90 istituti

Fra il 2007 ed il 2010 ARPAT, su incarico della Regione Toscana, ha effettuato una indagine sulla presenza di radon che ha coinvolto circa 2000 abitazioni, oltre 1200 luoghi di lavoro, e 86 scuole. I risultati di quella indagine sono stati poi pubblicati sul sito Web dell’Agenzia.

Sulla base di quella indagine la Regione Toscana ha effettuato (con la DGRT 1019/2012) la prima individuazione delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon (prevista dal Capo III bis del D.Lgs. 230/95 e s.m.i.): si tratta di 13 Comuni, nei quali sono disponibili almeno 15 abitazioni misurate e dove la percentuale di abitazioni che superano il livello di riferimento della concentrazione di radon media annua di 200 Bq/m 3 è superiore al 10%.

Questa prima individuazione rappresenta un punto di partenza per stadi di approfondimento successivi nella conoscenza della distribuzione del radon sul territorio; in questa ottica, il Settore prevenzione e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, alimenti e veterinaria della Regione Toscana ha approvato (con D.D. 5925/2013) il 16.12.2013 il progettoIndagine Regionale sulla concentrazione di radon nelle scuole 2013-2015”  finalizzato a conoscere i livelli di concentrazione del gas radon negli edifici scolastici”, affidando ad ARPAT l'esecuzione della campagna di misura.

L'indagine riguarda le scuole pubbliche dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado che si trovano nei seguenti comuni: Abetone, Bagni di Lucca, Capalbio, Caprese Michelangelo, Castell'Azzara, Cutigliano, Fivizzano, Gavorrano, Massa Marittima, Montemignaio, Montieri, Piazza al Serchio, Pontermoli, Radicofani, San Marcello Pistoiese, San Quirico d'Orcia, Vergemoli Villa Basilica, Zeri.

Questi comuni sono stati selezionati sulla base dei risultati di campagne precedenti, nelle quali sono emersi valori di concentrazione di radon superiori ai livelli di riferimento, ma con un numero di misure non sufficiente da un punto di vista statistico per classificarli o meno nelle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon.

I primi di giugno la Regione Toscana ha informato i comuni interessarti alla campagna dell'avvio del progetto il quale prevede la prima collocazione dei dosimetri entro l'estate.

Fra metà giugno e metà luglio saranno collocati i dosimetri nelle scuole,  si prevede di interessare in questa campagna circa 90 edifici scolastici. Dopo sei mesi saranno sostituiti e la campagna di misurazione terminerà fra a luglio 2015. Al termine delle misure si procederà alla validazione dei risultati ed alla loro elaborazione,  in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. La conclusione del progetto e la diffusione dei risultati è prevista per fine 2015.

Le misure della concentrazione di radon verranno effettuate utilizzando dei piccoli dispositivi di plastica, chiamati dosimetri - totalmente innocui per la salute - capaci di rilevare le radiazioni emesse dal radon.

I dosimetri verranno collocati nei locali dell’edificio, dove resteranno esposti per un anno intero e sostituiti ogni semestre. Al termine dell’esposizione i dosimetri verranno ritirati e analizzati in laboratorio.

La buona riuscita della misura dipende anche dalla cura che si ha del dosimetro durante la sua permanenza nell’edificio. È importante che il dosimetro non venga né spostato né aperto.

il materiale per le misure sarà fornito e installato dal personale di ARPAT. Durante l’intero periodo di svolgimento dell’indagine sarà possibile ricevere assistenza contattando l’Agenzia.

I risultati delle misure saranno inviati ai comuni e alle scuole coinvolte, oltre che ai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie, e quindi resi pubblici sul sito Web di ARPAT.


COS’È IL RADON
Il radon è un gas radioattivo proveniente principalmente dal suolo e, in misura minore, dai materiali da costruzione. Anche l’acqua proveniente dai pozzi può costituire una sorgente di radon. Da un punto di vista chimico il radon è un gas nobile, inodore e incolore, prodotto dal decadimento radioattivo del radio, a sua volta prodotto da decadimenti successivi dell’uranio.
L’uranio e il radio sono presenti in quantità diverse nelle rocce e nei suoli della crosta terrestre.

IL RADON NEGLI EDIFICI
Il radon è presente in tutti gli edifici, con concentrazione molto diversa l’uno dall’altro. I livelli di radon nell'aria interna agli edifici dipende principalmente dalle loro caratteristiche costruttive, in particolare dall'isolamento dal suolo. L’unità di misura della concentrazione di radon è il Becquerel per metro cubo (Bq/m3).
La concentrazione di radon all’aperto tipicamente è di alcuni Bq/m3, e comunque non supera le poche decine di Bq/m3, grazie alla diluizione; nei luoghi chiusi (case, uffici, scuole, ecc.) la concentrazione è molto superiore e può arrivare anche a valori molto elevati (migliaia di Bq/m3).

RADON E SALUTE
Il radon è un agente cancerogeno, la cui esposizione nei luoghi chiusi aumenta il rischio di contrarre un tumore polmonare, come per il fumo di sigaretta e l’amianto (IARC 1987, 2011; WHO 2009). L’entità del rischio dipende dalla con-centrazione di radon a cui si è esposti e da quanto dura l’esposizione. A parità di condizioni di esposizione al radon, i fumatori sono 25 volte più a rischio dei non fumatori.

LA NORMATIVA
In Italia la regolamentazione dell’esposizione al radon nei luoghi di lavoro è stata introdotta all’inizio del 2001 con l’entrata in vigore del D.Lgs. n.241/00, che ha recepito la Direttiva 96/29/Euratom, modificando e integrando il D.Lgs. n. 230/95. Il Decreto introduce un livello di azione per la concentrazione media annua di radon nei luoghi di lavoro e nelle scuole pari a 500 Bq/m3, superato il quale il datore di lavoro deve mettere in atto interventi per ridurne la concentrazione.
Novità importanti sono state introdotte nel 2013 dalla Direttiva 2013/59/Euratom, attualmente in attesa di essere recepita dalla normativa italiana; questa introduce nel sistema regolatorio limitazioni del radon anche per le abitazioni e riduce in modo significativo il livello di riferimento della concentrazione di radon nei luoghi di lavoro, che non dovrà superare il valore di 300 Bq/m3.

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