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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 097 - Lunedì 12 Maggio 2014

XII Conferenza del Sistema Nazionale per la protezione dell’Ambiente: rifiuti, riuso, riciclo e green economy


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Si è parlato anche di rifiuti, riciclo, riuso e green economy nella seconda sessione della XII conferenza del sistema nazione per la protezione dell’ambiente

Dopo qualità dell’aria ed ambiente e salute, il terzo tema, affrontato nella seconda sessione della XII conferenza del sistema nazione per la protezione dell’ambiente, sono stati i rifiuti nella declinazione del riciclo, riuso e green economy.

Questo tema è stato selezionato sul web, come riporta Renata Montesanti - responsabile del settore Comunicazione di ISPRA. In occasione della XII conferenza, infatti, è stato proposto al pubblico un sondaggio con la finalità di individuare un terzo argomento di largo interesse.

Il sondaggio è stato pubblicato ai primi di febbraio e si è concluso a metà marzo. Già dalla prima settimana il tema dei rifiuti risultava preferito rispetto agli altri temi, ed è rimasto in testa per tutta la durata del sondaggio. Questo con probabilità perchè la tematica dei rifiuti è più familiare al grande pubblico, visto che ciascuno ha quotidianamente a che fare con la loro gestione.

Nel somministrare il questionario non è stato solo chiesto di scegliere un argomento ma sono state proposte alcune domande per entrare in contatto con il pubblico, uscendo, quanto più possibile, dalla sfera dell’autoreferenzialità.

Complessivamente dalle risposte fornite è emersa una sfiducia da parte dei cittadini nella capacità del settore pubblico di risolvere alcune problematiche e la necessità di un’informazione il più chiara e divulgativa possibile.

Rosanna LaraiaIl tema dei rifiuti, come ci ricorda Rosanna Laraia - responsabile servizio rifiuti di ISPRA, è strettamente legato alla green economy e la politica europea in materia ci impone l’obbligo di gestire i rifiuti come risorse e non come estraneità.

Le risorse scarseggiano ed alcuni paesi, come la Cina, hanno posto in essere politiche che rendono difficile l’approvvigionamento di certe materie prime, per cui non è più possibile non utilizzare i rifiuti come una risorsa.

Nella gestione dei rifiuti, come ben sappiamo, ormai è consolidata una precisa gerarchia che l’Unione Europea ha ribadito anche in recenti documenti, come il 7 programma per l’ambiente o la Road Map per l’uso efficiente delle risorse.

Ai vertici della piramide troviamo la prevenzione, che significa non produrre rifiuti e quindi cambiare il nostro modo di consumare e poi il riuso ed il riciclo, che vuol dire andare verso un’economia in cui i rifiuti sono reinseriti nel ciclo produttivo ed i rifiuti residui azzerati.

Ogni cittadino europeo ogni anno consuma 16 tonnellate di materiale di cui 6 finiscono in discarica, questo trend va arrestato, modificando le nostre abitudini di consumo, sostenendo ricerca ed innovazione in quest’ambito, ma anche con un approccio intersettoriale al tema dei rifiuti.

Il 7 programma ambientale dell’UE ribadisce importanti concetti, già contenuti nel precedente programma, come il principio di prevenzione, di precauzione, di chi inquina paga, ma, al contempo, pone l’attenzione all’attuazione della normativa esistente, ai problemi di tipo applicativo ed alla possibilità di introdurre correttivi a situazioni che non hanno prodotto i risultati attesi.

Per raggiungere uno sviluppo intelligente, sostenibile ed inclusivo, come auspicato dall’Europa è necessario dare attuazione ai strumenti di mercato che favoriscano la prevenzione, il riciclaggio, il riutilizzo, nonché prevedere la responsabilità estesa del produttore, l’apertura di nuovi e diversi mercati e soprattutto un monitoraggio costante di quanto viene realizzato.

Il nostro Paese per certi aspetti è ancora lontano, se, infatti, guardiamo i dati pubblicati dall’Unione Europea, nel marzo 2014, e riferiti al 2012 ci accorgiamo come ancora, in Italia, troppi rifiuti vengano smaltiti in discarica (circa il 40%) rispetto a percentuali, anche bassissime, di altri Paesi, mentre, nel settore del riciclaggio, la Penisola registra dati più allineati a quelli delle altre nazioni europee.

Molto ancora c’è da fare, e non sempre l’UE aiuta i paesi membri. Se prendiamo, ad esempio il riciclaggio, vediamo che l’UE applica una politica sbagliata, come afferma Laraia, perché consente ai singoli Stati di scegliere il metodo di calcolo delle frazioni più consono alla propria realtà, con la conseguenza di non avere dati confrontabili tra i diversi paesi membri e non avere una chiara visione d’insieme sulla situazione europea in tema di riciclaggio.

Il sistema migliore sarebbe stato, sempre secondo La Raia, quello di un’applicazione generalizzata del metodo di calcolo che tiene conto di tutte le frazioni merceologiche comprese quelle più difficili da gestire.

Corrado CarrubbaLa situazione italiana nella gestione dei rifiuti, ricorda Corrado Carrubba – commissario straordinario ARPA Lazio - nel suo intervento, è “ a macchia di leopardo” con situazioni anche gravi ed emergenziali.

Non bisogna dimenticare che il tema dei rifiuti è gravato da “un lato oscuro”, rappresentato dalla presenza dell’ecomafia. I dati riportati da Legambiente nel suo rapporto sul tema sono inquietanti sia come numero di reati che come numero di persone coinvolte.

Di tutte le illegalità ambientali registrate, il 15% riguarda il ciclo dei rifiuti, si tratta di più di 5000 infrazioni contestate solo nel 2012, che coinvolgono tutta la nazione, seppure in maniera diversa, dallo 0,1% della Valle Aosta al 14% della Campania.

I dati di Legambiente vanno comunque ponderati, senza nulla togliere all’importante lavoro svolto. L’associazione ambientalista raccoglie i dati dall’Autorità Giudiziaria e dalla polizia giudiziaria, ma sappiamo che in materia di rifiuti vi è una parte di illecito di tipo amministrativo che viene autonomamente sanzionato, e che non viene recepito nel rapporto di Legambiente.

Un altro aspetto da sottolineare, riguarda il fatto che, nel rapporto di Legambiente, non si riporta l’esito delle contestazioni inoltrate all’Autorità Giudiziaria. Non è neppure ponderata la gravità del reato e sarebbe anche opportuno riferire la situazione macro-economica del territorio dove si svolgono gli illeciti.

Nonostante alcuni aspetti da mettere a punto, il rapporto sulle ecomafie da un’idea precisa del fenomeno mettendo in luce anche il grande “giro” di denaro connesso e stimabile in 16,7 miliardi di euro per l’anno 2012.

Partendo dal rapporto di Legambiente, Carrubba delinea quali siano gli antidoti a questa situazione di illegalità ambientale, indicando come principali:

  • una politica forte, in grado di fare scelte anche difficili,
  • un’informazione coerente,
  • una corretta pianificazione,
  • una semplificazione e razionalizzazione della normativa,
  • un rafforzamento della normativa sanzionatoria.

 Facendo un passo in più, vediamo più nel dettaglio cosa s’intende in concreto.

 Una politica forte che fa scelte anche difficili significa una politica che non prescinde da

  • rispetto, autonomia e valorizzazione del supporto tecnico scientifico
  • continuità e coerenza negli indirizzi e nelle scelte
  • risorse adeguate in termini sia di strumentazione che di personale.

 Un’informazione coerente che non insegue gli scandali vuol dire

  • autorevolezza e riconoscimento dell’esperienza tecnico-scientifica.

Una semplificazione e razionalizzazione della normativa va corredata da

  • un rafforzamento dei controlli preventivi e successivi
  • standard e certezze nelle procedure e metodiche tecniche
  • crescita delle conoscenze e capacità tecniche delle imprese.

 Un rafforzamento della normativa sanzionatoria significa

  • sistematizzazione dei reati ambientali
  • rifiuto del panpenalismo
  • raccordo ed ottimizzazione delle risorse investigative.

 C’è, infine, un tema connesso ai rifiuti che è quello delle bonifiche, che è drammatico ed irrisolto nel nostro Paese.

In Italia le bonifiche realizzate sono pochissime, ci sono interi territori da bonificare. La vicenda della Terra dei Fuochi ha fatto emergere con violenza il tema che è una sottocategoria della più ampia tematica dei rifiuti.

Ci sono anche altri sottotemi sempre legati alla gestione dei rifiuti non di secondaria importanza, secondo il commissario straordinario di ARPA Lazio, ovvero quello legato alla leale collaborazione tra enti, alla partecipazione dei cittadini ai temi ambientali, al rapporto ambiente e salute.

Infine, come già sottolineato in precedenti interventi, bisogna valutare la politica dei rifiuti come un tema di tipo economico da sostenere ed incentivare nell’ottica della green economy, che è necessario tenere in mente uscendo da una visione ed un approccio esclusivamente tecnico al tema dei rifiuti.


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