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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 045 - Martedì 04 Marzo 2014

Politica climatica nazionale


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L’Italia ha presentato la sesta comunicazione nazionale in base alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) impegna i Paesi industrializzati a presentare periodicamente una comunicazione che illustri gli sforzi compiuti per rispettare i loro impegni in materia di protezione dell'ambiente e i progressi realizzati nel quadro delle esigenze poste dal Protocollo di Kyoto. Sulla base di questi impegni, l’Italia ha recentemente presentato la sesta comunicazione che illustra la politica climatica nazionale fino al 2020 e contiene anche informazioni richieste ai sensi del Protocollo di Kyoto. Il documento, redatto dal Ministero dell’ambiente con il contributo di ISPRA e la collaborazione di altre istituzioni, tra cui le Agenzie per la protezione ambientale, segue la precedente del 2009. Di seguito riportiamo alcuni elementi tratti dal documento, disponibile solo in lingua inglese.

Inventario dei gas serra
Le emissioni totali di gas serra nazionali, espresse in CO2-equivalente, escluse le emissioni da uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura, sono diminuite del 5,8% tra il 1990 e il 2011, variando tra 519 e 489 milioni di tonnellate di CO2-equivalenti. Il 1990 è l'anno di riferimento fissato dall'Italia per tutti i gas a effetto serra. 

In particolare, è il settore energetico quello che più contribuisce alle emissioni nazionali totali di gas serra, con una quota, nel 2011, del 82,7%. Le emissioni provenienti da questo settore sono comunque diminuite del 3,2% tra il 1990 e il 2011. Un aumento delle emissioni è stato osservato nel settore dei trasporti, e in altri settori, tra il 1990 e il 2011. Per il settore industriale, le emissioni hanno mostrato una diminuzione del 17,6% rispetto all'anno di riferimento.

Le emissioni di gas serra in Italia 1990-2011

Una descrizione completa di queste variazioni può essere trovata nel documento "National Greenhouse Gas Inventory System in Italy. Year 2013", a disposizione sul sito Web di ISPRA.

Politiche e misure di mitigazione
A livello nazionale, per realizzare gli obiettivi del protocollo di Kyoto e anche gli impegni europei al 2020, è stato approvato dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) l’aggiornamento del piano di azione nazionale per la riduzione dei livelli di emissione di gas a effetto serra (Delibera n. 17/2013).

Inoltre, sempre nel 2013, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell'Ambiente hanno approvato un decreto che delinea una nuova "strategia energetica nazionale". Questa strategia individua un percorso per raggiungere gli obiettivi del 2020, in materia di efficienza energetica e sull'uso dell'energia rinnovabile, e contiene un elenco di misure che dovrebbero essere attuate: questo elenco di misure è coerente con quelle riportate nella delibera CIPE.

Nel 2013 il Ministero ha poi avviato una consultazione pubblica (chiusa nel gennaio 2014) sul documento “Elementi per una Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici”, documento che ha l’obiettivo di elaborare una visione nazionale su come affrontare in futuro gli impatti dei cambiamenti climatici, individuare un set di azioni ed indirizzi per far fronte a tali impatti dei cambiamenti climatici, comprese le variazioni climatiche e gli eventi meteorologici estremi.

Proiezioni ed effetti delle politiche e delle misure
L'obiettivo italiano nell'ambito del protocollo di Kyoto è quello di ridurre le emissioni totali di gas serra del 6,5% tra il 2008 e il 2012 rispetto al 1990. L'obiettivo di Kyoto per l'UE (UE-15) è quello di raggiungere una riduzione delle emissioni dell'8%. L'obiettivo potrà essere realizzato tenendo conto delle misure per il settore forestale e l'uso dei meccanismi flessibili.

Anche se le misure attuate finora insieme alla crisi economica hanno determinato una notevole diminuzione dei livelli di emissioni negli ultimi anni, un gap deve essere ancora colmato: il valore medio fra il 2008 e il 2012 mostra che le emissioni nazionali sono diminuite del 3,7% rispetto al 1990.

Le proiezioni indicano che le emissioni fino al 2020 andranno ad aumentare e sono necessarie ulteriori misure per raggiungere gli obiettivi italiani nell'ambito del "pacchetto clima-energia". Il piano nazionale per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra individua una serie di misure aggiuntive per raggiungere gli obiettivi a medio termine e la loro piena attuazione garantirà il rispetto di questi obiettivi mettendo il paese sulla strada giusta verso la decarbonizzazione.

Valutazioni di vulnerabilità, impatti dei cambiamenti climatici e adattamento
L'Italia ha avviato nel 2012 un processo istituzionale verso una strategia di adattamento nazionale, che molto probabilmente si concluderà nel primo semestre del 2014. In questo contesto è stata elaborata una valutazione dell’impatto e della vulnerabilità grazie al contributo da parte delle più importanti istituzioni scientifiche nazionali e ad un processo partecipato messo in atto al fine di prendere in considerazione l'opinione pubblica.

Diverse misure di adattamento sono state già effettuate nel contesto della tutela dell'ambiente, della prevenzione dei rischi naturali, della la gestione sostenibile delle risorse naturali e della tutela della salute. L’adattamento è maggiormente sviluppato nei seguenti settori nazionali: salute umana, protezione delle coste, agricoltura, desertificazione e risorsa idrica.

Informazione, formazione e partecipazione
L'andamento delle iniziative di sensibilizzazione specificamente dedicate al cambiamento climatico, negli ultimi tre anni, ha avuto un calo a livello nazionale, rispetto agli anni precedenti, mentre è aumentato a livello locale. D'altra parte, vi è un crescente impegno di sensibilizzazione sull'uso sostenibile delle risorse, in particolare su energia e energie rinnovabili.


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