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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 263 - Martedì 24 dicembre 2013

La relazione sullo stato di inquinamento da nitrati delle acque per il periodo 2008-2011


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La Commissione dedicata all’attuazione della direttiva 91/676/CEE sulla protezione delle acque dall'inquinamento derivato dall’uso dei nitrati in agricoltura, ha presentato al Consiglio e al Parlamento europeo i dati degli ultimi quattro anni elaborati sulla base delle relazioni fornite dagli stati membri

La Direttiva Nitrati (Nitrates Directive, 1991), parte integrante della Direttiva quadro ter Framework Directive sulle acque, è stata emanata per tutelare la qualità delle acque sotterranee e superficiali dell’Europa dalle pressioni derivate dall’agricoltura e promuovere l'uso di buone pratiche per limitare l’inquinamento.

Prevede che gli stati membri debbano effettuare il monitoraggio dei nitrati e dello stato trofico di tutti i corpi idrici per individuare le acque inquinate o a rischio di inquinamento, sulla base dei parametri stabiliti dalla Direttiva stessa, e individuare le zone vulnerabili. Oltre a rilevare lo stato di fatto, i paesi membri devono adottare buone pratiche e misure, volontarie o obbligatorie, mirate a proteggere la risorsa idrica dei territori in generale e delle zone vulnerabili in particolare.

La Direttiva prevede che ogni 4 anni gli stati membri forniscano una relazione alla Commissione (art.10) (4-yearly report by the European Commission) che provvede a elaborare e aggiornare i dati e questa è la seconda relazione dall’attuazione della Direttiva. Questo ha consentito un confronto tra i dati attuali e quelli del quadriennio precedente e dunque un’analisi più approfondita dei trend in atto.

La Relazione (COM(2013)683 report) fa il punto sulla situazione al 2011 fornendo anche mappe (map viewer on the website of the Joint Research Centre) e tabelle sugli indicatori di pressione da fonti agricole analizzandoli a livello di UE e per ciascun Stato membro SWD(2013)405 (staff working document).

grafico del consumo di fertilizzanti in UE a 27 paesi

La zootecnia rappresenta la maggior fonte di pressione sulle acque. Sono soprattutto i grandi allevamenti concentrati a livello locale e regionale a rappresentare rischi elevati per il disequilibrio tra la produzione di letame e la possibilità di assorbimento nel terreno e spandimento nelle colture. Questo surplus di nutrienti finisce inevitabilmente nell’acqua (nitrati e fosfati) e si disperde nell’aria (ammoniaca e ossidi di azoto) se rimane concentrato nelle zone di allevamento e non viene diluito in altri territori. 

Anche se non tutti gli Stati membri hanno presentato dati completi sul numero dei capi di bestiame, le statistiche ufficiali di Eurostat per i periodi 2004-2007 e 2008-2011 nell’UE-27 indicano una diminuzione del numero dei bovini pari al 2 % e dei bovini da latte del 5 %. Stessa flessione del 5% anche per i suini, mentre, nonostante sensibili variazioni tra gli stati, il totale dei dati relativi al pollame non presenta variazioni tra i due quadrienni esaminati. Grandi variazioni, invece, nel numero di ovini con un forte incremento relativo. 

Non tutti gli Stati membri hanno comunicato i dati relativi all'uso di letame, quindi il totale nell'UE- 27 non può essere calcolato con esattezza, ma sulla base di quanto in possesso della Commissione il dato sembra stabile.

Per quanto riguarda l’uso di fertilizzanti minerali i vari stati membri presentano grandi variazioni ma nella UE-27 si registra una diminuzione complessiva del 6 % nell’ultimo quadriennio.

Il consumo di fertilizzanti N (azoto) è rimasto stabile, quasi il 30 % meno del picco registrato 25 anni fa; quello dei fertilizzanti P (fosforo) e K (potassio) è stato di circa 2,5 milioni di tonnellate nel 2010, circa il 70 % rispetto al picco della fine degli anni 1980. Nel complesso l’agricoltura si conferma la fonte principale di azoto scaricato nell'ambiente, come nel periodo di riferimento precedente.

Il numero totale di stazioni di monitoraggio delle acque sotterranee segnalate nell'UE- 27 è aumentato di circa il 10 % nel periodo 2008-2011 rispetto al 2004-2007. Ci sono 33.493 stazioni con una densità media della rete di 8 stazioni per 1.000 km2 di superficie. Le densità più alte si trovano a Malta e in Belgio con rispettivamente 130 e 100 stazioni per 1.000 km2. Le più basse in Finlandia e in Germania con meno di 1 stazione per 1.000 km2.

La frequenza media di campionamento nell'UE è 3 volte l'anno: da una volta all'anno della Lettonia, Lituania e Danimarca a 5 volte all'anno nel Regno Unito e in Belgio.

Nel 2008-2011, nell'UE-27, il 14,4 % delle stazioni sotterranee supera 50 mg di nitrati per litro e il 5,9% è tra 40 e 50 mg. Un leggero miglioramento rispetto al precedente periodo di riferimento.

Le concentrazioni di nitrati più basse sono in Finlandia, Svezia, Lettonia, Lituania e Irlanda; le più elevate a Malta e in Germania. La migliore qualità si registra nei corpi idrici sotterranei chiusi: sotto i 25 mg di nitrati per litro in quasi l'85 % delle stazioni. Le concentrazioni superiori a 50 mg sono maggiori nelle acque sotterranee di falda che si trovano a una profondità di 5-15m rispetto ai corpi idrici freatici profondi. 

Confrontando i risultati del monitoraggio dell'acqua dal periodo 2008-2011 con quelli per il periodo 2004-2007, nell'UE -27 la maggior parte delle stazioni hanno mostrato un andamento stabile (42,7% in UE), mentre la percentuale di stazioni con una tendenza alla diminuzione è quasi uguale a quella di stazioni in aumento, rispettivamente 30,7 % e 26,6 %, come nel periodo precedente. La più alta percentuale di stazioni con una tendenza al ribasso è in Irlanda, la più stabile in Lettonia e la più alta in Estonia.

classi acque sotterraneePer quanto alle acque di superficie il numero totale di nuove stazioni di monitoraggio segnalate nell'UE- 27, 29.018, è aumentato di circa il 9 % nel periodo 2008-2011 rispetto al periodo 2004-2007. La densità media UE è di 6,9 stazioni per 1.000 km2 territorio. Il maggior numero nel Regno Unito e in Belgio, il minore in Finlandia, Grecia e Germania.    

Sul dato medio annuale di tutte le stazioni di monitoraggio segnalate nell'UE -27, il 62,5 % è sotto di 10 mg di nitrati per litro, il 2,4 % tra 40 e 50 mg e il 2,4 % ha superato 50 mg per litro.

In miglioramento rispetto al precedente periodo di riferimento in cui il 3% delle stazioni superava i 50 mg per litro e il 2,9 % erano comprese tra 40 e 50 mg per litro.  

Le concentrazioni medie annue di nitrati più basse in acque dolci superficiali sono state registrate in Finlandia e in Svezia, seguite da Lituania, Portogallo e Paesi Bassi. Le più alte a Malta, Regno Unito e Belgio, dove una quota elevata di stazioni supera i 40 mg di nitrati per litro.

La valutazione dello stato trofico varia ampiamente tra gli Stati membri, non solo per quanto riguarda i parametri utilizzati, ma anche per quanto riguarda le metodologie per la definizione delle classi di stato trofico. Inoltre, alcuni Stati membri hanno fornito pochi o incompleti dati sull’eutrofizzazione dei fiumi (Germania, Danimarca, Francia, Cipro, Malta , Romania e Regno Unito) e laghi (Cipro, Repubblica Ceca, Francia, Lussemburgo, Malta e Regno Unito).

In generale nelle acque dolci superficiali si registra una tendenza alla diminuzione delle concentrazioni di nitrati.

I dati delle stazioni di monitoraggio dei fiumi nell’UE -27 danno il 16,3 % di eutrofiche e il 6,3 % di ipertrofiche, il 35,4 % oligotrofiche e il 20,6 % ultra-oligotrofiche. La più alta percentuale di acque ultra-oligotrofiche è in Spagna, seguita da Bulgaria e Slovenia, mentre la più alta percentuale di ipertrofiche è in Belgio e nei Paesi Bassi, segue Repubblica Ceca e Finlandia. Alti livelli di eutrofizzazione sono stati trovati anche in Lituania e Lussemburgo.

Le acque dei laghi nell’UE -27 sono per il 24,1% eutrofiche, per il 12,7 % ipertrofiche, per il 36,6 % oligotrofiche e per il 2,4 ultra- oligotrofiche. La più alta percentuale di stazioni ultra - oligotrofiche lacustri è in Lettonia seguita dalla Spagna; la più alta delle eutrofiche o ipertrofiche nei Paesi Bassi, seguiti da Danimarca, Slovacchia, Polonia, Bulgaria e Belgio. In generale, lo stato trofico dei fiumi è migliore di quello dei laghi.

Per le acque saline, il numero totale di stazioni di monitoraggio nella UE- 27 è passato da 2.577 a 3.210. La frequenza di campionamento delle acque di superficie di tutti i corpi idrici varia dalle 3 volte l'anno di Malta e Grecia alle quasi 60 della Danimarca. Nelle acque saline le concentrazioni di nitrati sono inferiori a quelle dolci con il 1,4 % delle stazioni superiori a 25 mg di nitrati per litro e il 72,5 % delle stazioni inferiori a 2 mg, in base ai valori medi annuali .  

Nel complesso dell’UE- 27 non è stata possibile un'ampia valutazione dello stato trofico per la mancanza di dati provenienti da molti Stati membri e per l’uso di metodologie diverse. Nessun dato è stato fornito da Cipro, Romania, Germania, Danimarca, Francia, Irlanda, Portogallo e Svezia. Per il Regno Unito solo l'Irlanda del Nord ha riportato dati e per il Belgio le Fiandre.  In base ai dati disponibili il Belgio ha acque saline ipertrofiche; la Bulgaria, la Lettonia, la Lituania e  i Paesi Bassi eutrofiche.

concentrazione nitrati nelle acque sotterraneePer quanto alla valutazione delle zone vulnerabili e la predisposizione dei programmi d’azione conseguenti, la Direttiva prevede che gli Stati membri designino le zone vulnerabili da proteggere dai nitrati, anche se molti paesi hanno scelto di estendere le misure preventive a tutto il territorio, verificando i risultati ogni quattro anni.

La superficie totale dell'UE classificata come zona vulnerabile è aumentata, in particolare in Romania, Belgio - Vallonia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Nel 2012 la superficie totale interessata a programmi di azione è arrivata a circa 1.952.086.5 km2 pari al 46,7% della superficie totale. 

Il controllo dei programmi d'azione è una responsabilità degli Stati membri, anche se una politica agricola comune resta importante per l’intera UE. I programmi d'azione stabiliti dalla Direttiva sono stati adottati o rivisti da 23 Stati membri nel periodo 2008-2011: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Francia, Ungheria, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Svezia, Slovenia, Slovacchia, Regno Unito e un certo numero di regioni in Italia e Spagna.

Nei programmi d'azione valutati i periodi di spandimento di liquami e fertilizzanti, e di conseguenza gli stoccaggi di concime animale, sono stati limitati in modo severo in molti casi. Analoghe le limitazioni all’uso di concimi e fertilizzanti in condizioni climatiche sfavorevoli, in presenza di pendenze e in prossimità di acque superficiali.

In alcuni Stati membri l'attuazione dei programmi di azione ha determinato un miglioramento della qualità delle acque, ma i dati forniti non sono completi ed esaurienti. In altri, tra cui l’Italia, il miglioramento sembra ostacolato da diversi fattori, non solo relativi all’inadeguatezza di alcune misure del programma d'azione, ma anche all'applicazione dei programmi in territori piccoli o parcellizzati e alle numerose deroghe ai periodi di riposo. 

La Direttiva nitrati prevede che la Commissione, previo parere del Comitato nitrati, possa concedere deroghe al numero massimo di 170 kg di azoto per ettaro all'anno da effluenti di allevamento, a condizione che tali deroghe non pregiudichino gli obiettivi della Direttiva. 

Alla fine del 2012 le deroghe erano in vigore in tutto il territorio di sette stati membri (Danimarca, Paesi Bassi, Germania, Regno Unito, Irlanda) e in alcune regioni (Fiandre in Belgio, Lombardia, Piemonte, Veneto, ed Emilia Romagna in Italia). 

La limitazione all’uso dei fertilizzanti, pur essendo molto significativa per la protezione delle acque, resta una delle misure più difficili da attuare in tutta l'UE. Alcuni Stati membri hanno optato per la definizione dei limiti di azoto totale per tutte le colture, informando in modo semplice e chiaro gli agricoltori per facilitare i controlli; altri hanno scelto di applicare sistemi più complessi e meno chiari che rischiano di essere meno efficaci.   

Altra criticità lo stoccaggio per effluenti di allevamento che rappresenta un importante onere finanziario per gli agricoltori, solo in parte bilanciato dalla riduzione dell'uso di fertilizzanti minerali, che comporta anche minori emissioni di gas a effetto serra. Alcuni territori, come i Paesi Bassi e le Fiandre, hanno sviluppato rigorosi di controllo del movimento del letame attraverso l'utilizzo di sistemi di localizzazione GPS.

Per approfondimenti:

- il rapporto completo

- Direttiva nitrati in diversi Stati membri dell'UE: websites of competent authorities

- Finalità, attuazione e impatto della direttiva sui nitrati:  Fact Sheet on the Nitrates Directive

 


Testo a cura di Debora Badii


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