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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 253 - Martedì 10 Dicembre 2013

UNEP: rifiuti semplice immondizia o oro?


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Un focus dell'Unep sulla gestione dei rifiuti

Unep  propone un focus sulla gestione dei rifiuti, realizzando una sintesi della problematica in questione.

La gestione dei rifiuti è un problema a livello mondiale al pari della crescita della popolazione  e dei modelli di consumo in via di cambiamento. Le implicazioni sanitarie ed ambientali connesse con lo smaltimento dei rifiuti rappresentano temi sempre più urgenti soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

Tuttavia la crescita dei rifiuti solidi, la scarsità delle materie prime e la disponibilità di nuove tecnologie offrono l’opportunità di trasformare i rifiuti in un’importante risorsa.

Perché questa questione è importante ?

L'urbanizzazione è aumentata in termini di velocità e di scala, soprattutto negli ultimi decenni, oltre la metà della popolazione mondiale ora vive in centri urbani. Si stima che nel 2050 gli abitanti delle città rappresenteranno l’86% della popolazione, nei paesi sviluppati, ed il 64% nei paesi in via di sviluppo.
La rapida crescita della popolazione urbana ha comportato una serie di problematiche tra cui la gestione dei rifiuti solidi urbani. I governi nazionali e comunali non hanno spesso la capacità finanziaria per soddisfare la crescente domanda di servizi legati alla gestione dei rifiuti solidi.

I rifiuti solidi urbani (RSU) sono generalmente composti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (come computer scartati, stampanti, telefoni cellulari, televisori e frigoriferi), costruzione e demolizione, rifiuti sanitari e rifiuti provenienti da abitazioni, uffici, negozi, scuole e industrie, e residui agricoli. Questi includono i rifiuti alimentari, quelli del giardino (cortile) e dei parchi, rifiuti di carta e cartone, legno, tessuti, pannolini (pannolini usa e getta), gomma e pelle, plastica, metallo, vetro (e ceramiche e porcellane) legno, la sporcizia in generale, polvere, terriccio e rifiuti elettronici.

Il contenuto di RSU è diverso tra paesi in via di sviluppo e paesi sviluppati, e anche tra campagna e città. Ad esempio, i rifiuti urbani nei paesi in via di sviluppo hanno una percentuale molto maggiore di organico rispetto a quelli dei paesi sviluppati.

Nei paesi in via di sviluppo, le discariche a cielo aperto sono il metodo più comune di smaltimento dei rifiuti. Nelle discariche incontrollate vengono bruciati i rifiuti e questo comporta problemi, oltre che all’uomo, anche per gli animali allevati all’aperto, e per l’ambiente.

Dalla presenza di discariche a cielo aperto derivano molti effetti nocivi per la salute tra cui le infezioni a pelle e occhi, ma anche problemi respiratori, malattie come diarrea, dissenteria, tifo, epatite, colera, malaria, febbre gialla, e forme di avvelenamento dovuti ad alti livelli di piombo nel sangue o all’esposizione a metalli pesanti.

Nei paesi in via di sviluppo, inoltre i dati sulla produzione di rifiuti e la loro composizione sono in gran parte inaffidabili oltre che insufficienti, senza dati corretti potrebbe risultare difficile progettare strategie e assumere decisioni relative alla gestione dei rifiuti.

In Europa, invece, sono stati compiuti notevoli progressi per la gestione dei rifiuti, anche se le discariche continuano a rappresentare una delle più gravi minacce ambientali in diversi paesi europei. I paesi più industrializzati hanno teorizzato una piramide gerarchica dei rifiuti, ora utilizzata in tutto il mondo, che serve a ricordare come la prevenzione, attraverso l’uso efficiente delle risorse e delle materie prime, sial’opzione migliore.

Il riuso, cioè il riutilizzo di beni senza ri-trattamento fa risparmiare in termini di consumo delle risorse ed è da privilegiare rispetto al riciclaggio.

Il mercato mondiale per i rifiuti urbani, dalla raccolta al riciclo, ha un valore stimato di 410.000.000.000 di dollari all'anno. Tuttavia, solo un quarto dei 4 miliardi di tonnellate di rifiuti urbani prodotti ogni anno viene riciclato o recuperato.

La figura sottostante mostra i tassi di riciclaggio dei rifiuti solidi urbani nell'Unione europea nel 2010 rispetto al 2001. Tanto più linea risulta lontana dal centro del grafico radar quanto più siamo di fronte ad una migliore gestione dei rifiuti.

tassi riciclaggio in Europa
Come indica la figura, il riciclaggio è migliorato in molti paesi europei. Se si valuta le implicazioni economiche del riciclaggio, si vede come questo ha avuto un fatturato di 32 miliardi di euro nel 2004, ed è aumentato di quasi il 100 per cento nel 2008 nei paesi dell'Unione europea. Dal 2000 al 2008, la crescita dell'occupazione nel settore del riciclaggio è cresciuta del 7 per cento ogni anno, con un incremento complessivo del 45 per cento.

In sostanza le attività legate al riciclaggio hanno generato più posti di lavoro e livelli di reddito più elevati rispetto ad altre forme di gestione dei rifiuti nei paesi europei. Il generale l’aumento del riciclaggio dei rifiuti urbani ha ridotto la percentuale di rifiuti urbani smaltiti in discarica.

L'industria del riciclaggio degli Stati Uniti si stima abbia guadagnato 236 miliardi di dollari nel 2007, impiegando più di un milione di persone e contribuendo al PIL per un valore pari al 2 per cento.

Nelle ipotesi in cui i rifiuti non possono essere riutilizzati o riciclati a causa di valutazioni tecniche, economiche ed ambientali non favorevoli, si può recuperare valore dai rifiuti attraverso il recupero energetico, che rimane l'ultima delle opzioni indicate dalla piramide gerarchica dei rifiuti.

Nei paesi più industrializzati vi è un rinnovato interesse verso gli investimenti nella tecnologia della gestione dei rifiuti per estrarre energia dai rifiuti organici e catturare gas dalle discariche.

La tecnologia che recupera energia dai rifiuti ha sostituito in molti dei paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico quelle tesa solo all’incenerimento dei rifiuti organici senza recupero di energia.

La digestione anaerobica è considerata una delle opzioni più vantaggiose per il riciclaggio della frazione organica dei rifiuti solidi con ingenti quantità di metano (biogas).
Il biogas prodotto può essere usato per generare elettricità e calore, e può essere utilizzato come sostituto del gas naturale e/o come combustibile per il trasporto.

Il liquame digerito può essere ulteriormente trasformato in compost e fertilizzante liquido. A differenza dei combustibili fossili, il biogas non contribuisce, se non in minima parte, all'effetto serra, al buco dell'ozono o alle piogge acide.Questo è uno dei principali motivi per cui la digestione anaerobica potrebbe svolgere un ruolo cruciale nel soddisfare le sfide energetiche delle future generazioni. La tecnica è stata riconosciuta come idonea per la lavorazione di rifiuti umidi organici nei paesi in via di sviluppo.

L’incenerimento di rifiuti (con recupero di energia) è il trattamento termico più comune e può ridurre il volume dei rifiuti smaltiti fino al 90 per cento.  I gas che si producono dall’incenerimento servono per scaldare l’acqua che crea vapore facendo azionare una turbina per la produzione di energia elettrica utilizzata anche per il riscaldamento.

ll trattamento termico avanzato dei rifiuti comprende tecnologie come la pirolisi e la gassificazione. La pirolisi porta alla decomposizione chimica del materiale organico a temperature elevate di 430 ° C in assenza di ossigeno. Il prodotto principale - syngas - può essere usato come combustibile per generare elettricità o vapore o come carica chimica di base nelle industrie petrolchimiche e di raffinazione.

La gassificazione invece utilizza altissime temperature in grado di convertire i materiali organici in quantità controllate di ossigeno in monossido di carbonio, idrogeno, anidride carbonica e metano.L 'idrogeno è ad alto contenuto energetico ed un motore che brucia idrogeno puro produce un bassissimo inquinamento.

Tuttavia, queste tecnologie sono tecnicamente difficili, relativamente non provate su scala commerciale, ed in più una parte dell'energia prodotta viene utilizzata per alimentare il processo e quindi riduce i benefici complessivi.

In Europa la termovalorizzazione fornisce una notevole quantità di energia rinnovabile (circa 38 miliardi di chilowattora nel 2006). Entro il 2020, si potrebbe arrivare a 98 miliardi di chilowattora, sufficienti a fornire energia a 22,9 milioni di abitanti e a fornire calore a 12,1 milioni di abitanti.

Fino al 2009 negli Stati Uniti d’America erano presenti 88 termovalorizzatori che bruciavano circa 26,3 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani servendo una popolazione di 30 milioni di persone.
È interessante notare che le comunità che si avvalgono dei termovalorizzatori negli Stati Uniti hanno un più alto tasso (+17,8 per cento) di riciclaggio rispetto alla media EPA, dimostrando che l'energia da rifiuti coesiste con il riciclaggio, anche spinto.

Quali sono le implicazioni per la politica ?

La gestione dei rifiuti è un compito complesso che richiede cambiamenti nelle abitudini di consumo, tecnologie appropriate, capacità organizzativa e cooperazione tra un vasto numero di parti interessate.

I dati sulla gestione dei rifiuti devono essere raccolti, anche se i dati completi e affidabili sono estremamente difficili da ottenere. Le amministrazioni locali e nazionali possono contribuire a colmare le lacune relative ai dati attraverso lo sviluppo di strategie specifiche di raccolta degli stessi, come è stato fatto dalla Scottish Environment Protection Agency, e garantendo che i requisiti di comunicazione previsti dalla legge siano rispettati.

Gli istituti di ricerca e le università hanno un ruolo da giocare, ovvero trovare i modi più puliti, più verdi di trattare i rifiuti e scoprire vie percorribili per estrarre energia dai rifiuti.

I piani di gestione dei rifiuti dovrebbe essere realizzati attraverso procedimenti partecipati in modo da formulare obiettivi di raccolta di RSU congrui, che tengano conto delle reali esigenze dei cittadini e dispongano delle risorse statali o locali nel modo più giusto.

Le soluzioni per gestire i rifiuti possono essere adeguate per un territorio e non esserlo per un altro, ad esempio, alcune tecniche di termovalorizzazione potrebbero risultare più appropriate nei paesi sviluppati a medio reddito mentre nei paesi in via di sviluppo, il compostaggio dei rifiuti organici e sistemi di cattura del biogas potrebbe risultare utili per trattare i rifiuti ad alto contenuto di materia organica.

Conclusioni

In ultima analisi, la gestione dei rifiuti rappresenta un'opportunità, non solo per evitare gli impatti negativi associati ai rifiuti, ma anche per recuperare risorse, realizzare benefici ambientali, economici e sociali e fare un passo sulla strada per un futuro sostenibile.

I decisori, i responsabili per la pianificazione e la definizione delle politiche, devono essere ben informati, al fine di sviluppare strategie di gestione dei rifiuti integrate ed adeguate ai bisogni dei cittadini.

I governi nazionali possono dare un contributo importante rendendo la gestione dei rifiuti una priorità nazionale, in modo da trasformare la spazzatura in oro.


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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Azioni sul documento

che malafede !

Inviato da Utente anonimo il 10/01/2014 16:38

all'inizio della lettura nutrivo qualche speranza, che si è dissolta in una sensazione di disgusto per il vostro "lavoro". In sintesi e nonostante gli indirizzi europei che avremmo dovuto fare nostri, la lobby dell'incenerimento è molto attiva anche fra di voi redattori. E' uno schifo! Pensare che bastava almeno esercitarsi in un calcolo di valutazione misurando costi e benefici nelle due ipotesi di riciclo e di cancrovalorizzazione da inceneritori, epr venirne fuori senza pagare dazio ai vostri finanziatori diretti e indiretti, Ma voi avete preferito come sempre il qieto vivere delle 3 scimmiette, alla vostra tensione morale.Speriamo nelle prossime generazioni soprattutto per il loro bene e nel loro interesse persino economico. Quelli come voi finiranno finalmente per lacsiare il passo a gente migliore. rino sanna risagm@gmail.com 10 01 14

che malafede !

Inviato da Utente anonimo il 10/01/2014 17:20

Gentile Rino Sanna, il lavoro sintetizzato nell'articolo oggetto del suo commento non è di ARPAT ma dell'UNEP, si tratta, cioè, l'agenzia per l'attuazione del programma per l'ambiente della Nazioni Unite. L'articolo ha una finalità divulgativo ovvero fare conoscere al maggior numero di persone possibile il lavoro dell'UNEP. Il report UNEP fotografa, per altro in modo sintetico, lo stato dell'arte a livello internazionale, senza peraltro fare particolare attenzione alla situazione italiana. Non capisco, e lei sarei grata se mi aiutasse a comprendere meglio la sua posizione, perchè tacciare chi ha redatto l'articolo di interessi a favore dell'incenerimento dei rifiuti. Personalmente, e chi le scrive parla a titolo individuale, sono contro gli inceneritori, ma anche più contro le discariche, ancora molto più diffuse e pericolose degli inceneritori. Sono favorevolissima, sempre personalmente, al riciclo e al riuso. Soprattutto credo sia necessario un cambio nello stile di vita, non solo nel non produrre i rifiuti ma anche nelle modalità di comunicare tra persone. In questo faccio molto affidamento anch'io nelle prossime generazioni ! cordiali saluti

che malafede !

Inviato da Utente anonimo il 18/01/2014 11:13

Questo paese l'hanno distrutto le persone, come il sig sana, che parlano parlano e non tengono conto della realtà, per gli inceneritori e avvenuto come per il nucleare. Tanta filosofia e poi l' Italia compra a costi sbalorditivi, l'energia nucleare fatta ai confini con il nostro paese, da Francesi e Svizzeri, che si arricchiscono alle spalle della nostra stupidità. Lo stesso per i rifiuti, si dice no agli inceneritori e poi si inquina con le discariche incontrollate ed abusive gestite dalle eco mafie, o si mandano quintali di rifiuti in Germania a costi carissimi. Caro signor Sanna apra gli occhi ! È pontifichi meno. Studi gli impatti delle filiere del riciclo e della plastica, e si studi quanto inquinamento producono le navi destinate in Cina e che trasportano la maggior parte del materiale raccolto con la differenziata nei paesi europei.

Commento della Redazione

Inviato da Utente anonimo il 20/01/2014 11:12

Gentili utenti, siamo contenti che intorno alle notizie che pubblichiamo si sviluppi un dibattito, anche vivace. Vi preghiamo però di mantenere il confronto oggettivo e privo di riferimenti personali che possano suonare come aggressivi o offensivi. Vi ringraziamo per la collaborazione, la Redazione

che malafede !

Inviato da Utente anonimo il 13/04/2014 17:00

La invito a leggere il report (abbastanza superficiale per la verità), in cui viene anche detto (omesso nella traduzione) "Incineration is expensive in terms of capital and operating costs, and requires high standards of operation and maintenance" Inoltre la frase seguente del report "In many developing countries, MSW generally has a low energy value because of its high moisture content and the prior removal of paper and plastic by waste pickers. Incineration of such waste will require additional fuel (usually oil) in order to keep the wastes burning (UN-HABITAT, 2010)", fa capire abbastanza bene che se si fa una raccolta differenziata di qualità, poi il residuo che si vorrebbe bruciare non ha abbastanza potere calorico e quindi se non ci metto qualcosa (es: metano) non raggiungo le temperature di esercizio. Alla faccia dei termovalorizzatori...

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