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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 085 - Giovedì 18 Aprile 2013
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Riciclare si può


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Le plastiche miste conoscono una seconda vita con il progetto Plasmix della Regione Toscana

La Regione Toscana ha centrato l'obiettivo puntando sul progetto Plasmix, una ricerca scientifica sul riutilizzo delle plastiche: le plastiche eterogenee hanno una nuova vita come componenti per moto e per case prefabbricate, oggettistica per la casa, arredi urbani e da giardino, accessori per casse ed imballaggi industriali.

Sono i ri-prodotti in Toscana da aziende che collaborano con Revet Recycling, nata nel 2012 per gestire il riciclo delle plastiche miste raccolte con la differenziata.

La ricerca di Plasmix finanziata dalla Regione ha visto come protagonista l'azienda Revet spa col suo impianto di Pontedera (PI) Viale America 104, su cui abbiamo già forniro informazioni sul suo funzionamento ed i controlli operati da questa Agenzia con la notizia 208/2011.

Fondata nel 1986 Revet spa è oggi un'azienda toscana specializzata nella raccolta, selezione e trattamento dei cinque materiali destinati al riciclaggio quali vetro, plastiche, alluminio, acciaio e imballaggi in poli accoppiato come il tetrapak.
Le circa 140.000 tonnellate dei rifiuti multimateriale raccolti mediante la raccolta differenziata nei 200 comuni toscani rappresentano circa il 90% della popolazione residente.

Oltre a Revet il progetto Plasmix ha coinvolto l'Università di Pisa ed i laboratori toscani (Pont-Tech e Pont-Lab) ed ha dimostrato che è possibile riciclare meccanicamente le plastiche eterogenee, oggi pari al 55% degli imballaggi plastici raccolti con la differenziata e costituiti da: shopper, retine, vaschette, cellophane, piatti e bicchieri usa e getta....

Adesso la parola passa alla Pubblica Amministrazione che dovrebbe incrementare gli acquisti verdi già stabiliti dal decreto Ronchi del 1997 nel 40% del totale delle proprie spese e ribaditi dalla LRT 19/7/2012 n. 37 ed incentivati dalla Regione Toscana con parte dei proventi dell'ecotassa attraverso i bandi del 2011 e del 2012.

Per promuovere ulteriormente la pratica degli acquisti verdi, Revet insieme a Legambiente Toscana ha promosso il premio Ri-prodotti e Ri-acquistati: nel 2012 sono stati premiati 9 comuni virtuosi ed un'azienda a partecipazione pubblica: comuni di Calcinaia (PI), Firenze, Gaiole in Chianti (FI), Greve in Chianti (FI), Grosseto, Massa e Cozzile (PT), Prato, San Gimignano (SI), Siena e l'azienda Asiu di Piombino (LI).

Anche i cittadini possono incidere sul processo virtuoso acquistando i ri-prodotti in Toscana.
Oltre alla riduzione della produzione di rifiuti ed all'aumento della raccolta differenziata occorre anche incentivare la filiera del recupero e dinsincentivare l'incenerimento.

Presso l'impianto Revet di Pontedera vengono gestiti i cinque materiali riciclati.

Alluminio ed acciaiopannello lattine
L'alluminio e l'acciaio vengono inviati alle fonderie che si trovano fuori regione per poi essere riutilizzati attraverso il CiAL Consorzio Imballaggi Alluminio e RICREA Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi Acciao aventi sede a Milano.
Oggi in Italia oltre il 48% dell'alluminio circolante proviene dal riciclo.

 Vetrobottiglia di vetro difettata
Tutto il vetro raccolto da Revet viene conferito a La Revet Vetri di Empoli e quindi alla Zignago Vetro spa, stabilimento di Empoli, per la produzione di bottiglie. E' importante che nei cassonetti di raccolta del vetro non siano introdotti materiali incompatibili quali ceramiche, specchi, pirofile, lampadine, bicchieri di vetro (di solito contenenti una percentuale di piombo) che peggiorano la qualità del vetro con difetti di bolle e malfatture che indeboliscono la bottiglia e ne impediscono l‘utilizzo.

Poli accoppiati
Il ciclo di vita dei poli accoppiati tipo il tetrapak si chiude in Toscana. Dopo la selezione avvenuta presso lo stabilimento di Pontedera le balle di poli accoppiato vengono inviate alla ditta Lucart di Diecimo (LU) che da circa un anno ha inaugurato uno specifico impianto per il loro riciclo. Tscatola di pennarelliale impianto consente di recuperare le fibre di cellulosa pari a circa il 75% del quantitativo raccolto e di filtrare il materiale residuo non celluloso (circa il 21% di plastica ed il 4% di alluminio).

Queste due frazioni, plastica e l'alluminio, vengono trasformate in ecoallene e incarta per maniviate ad un'azienda che produce gadget e cancelleria.
La carta derivante dal poli accoppiato è destinata alla linea Eco Natural della ditta Lucart.carta igienica
Si tratta di una carta color zucchero, non sbiancata e venduta allo stesso prezzo di quella riciclata  tradizionale.


Plastiche
Le plastiche si possono idealmente dividere in plastiche nobili e plastiche eterogenee.
Rientrano tra le nobili i flaconi e le bottiglie in PET (PoliEtilenTeraftalato) trasparente, colorato, azzurrato.

Questi materiali raccolti con la differenziata e selezionati da Revet per tipologia di polimero e per colore sono di proprietà di COREPLA Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica con sede a Milano che provvede ad immetterli sul mercato dei riciclatori mediante apposite aste.

In questi anni si registra una diminuzione del quantitativo delle plastiche nobili a fronte di un aumento delle plastiche eterogenee che hanno raggiunto circa il 60% del peso complessivo della plastica differenziata.

Grazie al progetto PLASMIX le plastiche eterogenee toscane (costituite: da retine della frutta, vaschette di polistirolo o trasparenti, shopper, piatti e bicchieri di plastica, cellofan, film plastici), conoscono una seconda vita con i ri-prodotti invece di essere destinate a recupero energetico, come avviene quasi ovunque.

Con il progetto PLASMIX le plastiche eterogenee in Toscana vengono dunque riciclate e trasformate nei ri-prodotti toscani.
 

Revet Recycling srl è l’azienda manifatturiera che gestisce il riciclo delle plastiche miste.

E' controllata al 51% da Revet spa e al 49% da Refri srl di Reggio Emilia azienda specializzata nelle attività di recupero e riciclaggio dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) ed ha sede e stabilimento in Viale America 104 – Pontedera (PI).
 

E' dotata di due impianti per la lavorazione del plasmix:

  • uno, già in funzione, per la produzione di profili in plastiche riciclate principalmente utilizzate per la realizzazione di arredi urbani

  • l'altro (in costruzione) è destinato alla produzione di densificato e granulo derivante da imballaggi post consumo (plasmix), da scarti industriali e dalla selezione delle plastiche presenti nei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e finalizzato a specifici prodotti finali. granulo

Il nuovo impianto servirà ad eseguire tutte le lavorazioni all'interno dello stabilimento di Pontedera, anche quelle che attualmente vengono eseguite fuori ed è prevista nel prossimo mese di maggio la sua inaugurazione.

 

Per le operazioni tecnologiche ed i servizi offerti ai clienti, Refri si avvale degli impianti delle società partecipate o controllate e per il centro Italia di Tred Livorno Spa di Livorno.
Nella piattaforma di Livorno si recuperano le plastiche dai RAEE per essere riutilizzate da Revet Recycling che commercializza i profili destinati agli arredi urbani: panchine, cestini, pavimentazioni, giochi per bambini, staccionate, bacheche....e produce granuli per lo stampaggio di manufatti in cui al polimero vergine viene sostituito il polimero eterogeneo riciclato.

In attesa dell'attivazione del nuovo impianto, Revet seleziona le diverse plastiche e demanda a patner esterni alcune fasi della lavorazione del plasmix (triturazione, lavaggio, densificazione, granulazione, estrusione...).

A Revet ritorna il materiale densificato che viene trasformato in profili poi acquistati dalle aziende che producono arredi urbani come: TLF (AR), Eurocom (Latina), Precosystem (UD), Esterni (San Miniato - Pisa), Trasform (Piacenza).

Il granulo viene utilizzato per stampare componenti per auto motive (scocca, bauletto, fiancate, pedalierabauletto moto degli scooter Mp3 di Piaggio), articoli per la casa a marchio contenitori differenziataUtilgreen (Utilplastic di Larciano (PT), già commercializzati nel circuito Coop), persiane per prefabbricati, accessori per agroindustria (Capp Plast di Campi Bisenzio).

L'attività dei ri-prodotti è in crescita e sono in corso trattative per realizzare nuovi manufatti ad alto valore aggiunto contenenti le plastiche eterogenee riciclate.

 

Sul progetto PLASMIX Revet ha anche presentato la Carbon footprint di processo, cioè un calcolo di un'impronta ecologica di processo, cioè una comparazione tra i due percorsi industriali che può seguire la plastica mista proveniente dalla differenziata:
a) il recupero di energia
b) il recupero di materia da riciclo meccanico, come Revet ha cominciato a fare dal 2011 grazie al progetto di ricerca PLASMIX finanziato dalla Regione Toscana.

La Carbon footprint di processo espressa in tCO2eq (tonnellate di CO2 equivalente) ha permesso di calcolare e mettere a confronto le emissioni di gas a effetto serra connesse al recupero di materia ed al recupero di energia.

Il risultato espresso è stato:
a) 37.358,8 tCO2e/anno (ovvero 2.400 kgCO2 per tonnellata di rifiuto trattato) le emissioni totali legate allo scenario "Preparazione al recupero energetico" (produzione di CDR, combustibile da rifiuti) considerando anche la fase di combustione;
b) 4.585,6 tCO2e/anno (ovvero 290 kgCO2 per tonnellata di rifiuto trattato) le emissioni totali relative allo scenario di "Recupero di materia" (produzione di granulo e profilati).

Lo studio Carbon footprint dimostra che dal punto di vista delle emissioni climalteranti il riciclaggio delle plastiche eterogenee (al netto degli scarti di processo che è meglio recuperare energeticamente e non avviare a discarica) è preferibile al recupero energetico integrale.

Testo a cura di Tania Scardigli

Report fotografico a cura di Monica Logli (saraà disponibile nei prossimi giorni sul canale Flickr di ARPAT http://www.flickr.com/photos/arpatoscana


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