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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 046 - Martedì 26 febbraio 2013

L'Europa non è capace di ridurre il rumore del traffico stradale?


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Nella votazione del Parlamento Europeo non si è colta l'occasione per mitigare il rumore che grava su milioni di cittadini, imponendo limiti più stringenti ai veicoli a motore

Il 6 febbraio scorso il Parlamento Europeo ha votato la proposta di regolamento relativo al livello sonoro dei veicoli a motore.

Nonostante la forte pressione da parte del gruppo di lavoro “Noise” del Network EUROCITIES, di diversi Stati Membri, di alcune ONG, come “Transport and Environment”, “European Environmental Bureau”, “Environment & Health Alliance” e l'olandese “Dutch Noise Abatement Society (NSG)”, il risultato della votazione nella riunione plenaria del Parlamento Europeo del 6 febbraio scorso ha attenuato le richieste di mitigazione del rumore emesso dai veicoli a motore (autovetture, furgoni, autocarri e autobus) contenute nella proposta di regolamento presentata dalla Commissione per rivedere gli attuali standard di emissione risalenti a quasi venti anni fa.

Il parlamento ha votato a favore di valori limite di emissione che sono solo apparentemente inferiori ai valori attuali. A causa infatti della modifica del metodo di prova per la verifica dei nuovi valori di emissione sonora, la restrizione non comporta una reale riduzione del rumore dei veicoli: il nuovo metodo di prova rende infatti possibile alle case automobilistiche l'esecuzione del test di verifica con pneumatici usurati al posto di pneumatici nuovi e ciò comporta, alla specifica superficie di prova utilizzata, la possibilità di avere minore rumore dai pneumatici e quindi maggiore dai veicoli.

La classificazione dei veicoli è cambiata: è stata introdotta anche una nuova categoria e sarà permesso ai veicoli che fanno non più di 1 dB rispetto ai limiti di rumore di poter entrare nel mercato europeo. Insieme a tale arrotondamento e l’esclusione di gomme di trazione standardizzate, il metodo di prova deve essere considerato permissivo consentendo ai veicoli più rumorosi di entrare nel mercato.

Per le auto sportive e gli autocarri pesanti i limiti per il rumore sono ancora più deboli di prima. Anche la tempistica per adeguarsi ai nuovi limiti è più favorevole per i produttori delle auto: perchè i nuovi limiti siano effettivi il Parlamento ha deciso di concedere un periodo di 6 anni per i nuovi modelli, mentre per i modelli esistenti 8 anni dall’entrata in vigore del Regolamento stesso. La proposta della Commissione europea era rispettivamente di 2 e 5 anni.

Secondo uno degli emendamenti approvati, i valori limite destinati ad entrare in vigore 8 anni dopo la pubblicazione del regolamento dovrebbero essere valutati nuovamente dopo questa prima fase, in base agli effetti prodotti sulla sicurezza, sull'emissione di CO2 e altri gas e sostanze. Sulla base di questa valutazione, la Commissione potrà decidere di presentare una proposta di modifica del regolamento.
Il valore limite, modificato o no, entrerà in vigore sei anni dopo la valutazione degli effetti. Ciò significa, partendo dal presupposto che la valutazione durerà almeno un anno (forse più), che questi valori limite entreranno in vigore non dopo 8 anni dalla pubblicazione, ma dopo almeno 9 anni.

Il Parlamento europeo ha votato anche per una etichettatura acustica e per una classificazione delle superfici stradali a bassa emissione di rumore. Questo è un aspetto positivo, però non è facilmente quantificabile, ammesso che ci sia, il beneficio ottenibile sulla riduzione del rumore del traffico stradale in modo significativo in Europa. Secondo il testo approvato, la Commissione europea dovrebbe presentare proposte su questo aspetto.

I veicoli elettrici e ibridi dovranno essere dotati di un Sistema di allarme acustico (Acoustic Vehicle Alerting System - AVAS) per evitare collisioni con le categorie di pedoni più vulnerabili (ad esempio ipovedenti). È stato inoltre deciso che dovrebbe essere potenziata la ricerca sugli effetti del rumore stradale sulla salute.

I risultati del voto del Parlamento europeo hanno prodotto una delusione diffusa in quanti, come il gruppo di lavoro “Noise” del network EUROCITIES, si è battuto sostenendo la proposta della Commissione Europea. L'attività dei gruppi di sostegno alla proposta non si fermerà per evitare l'approvazione della proposta di regolamento da parte del Consiglio Europeo, dove si svolgerà il prossimo passo per l'approvazione del regolamento, e per cercare di ottenere emendamenti più favorevoli alla riduzione del rumore.

Per approfondire:


Testo dell'ARPATnews in collaborazione con Henk Wolfer del Working Group Noise della rete EUROCITIES, la rete delle 140 maggiori città da 30 stati europei, presieduto dalla Città di Rotterdam.

Per ulteriori informazioni contattare: Gaetano Licitra - ARPAT - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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