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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 207 - Mercoledì 24 Ottobre 2012

Maleodoranze relative ad alcune zone dei Comuni di Castelfranco di Sotto e Santa Croce (PI)


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Gli esiti di alcuni degli accertamenti svolti

Premessa

Dall’inizio dell’estate il Dipartimento ARPAT di Pisa sta effettuando una intensa attività di controllo nel Comprensorio del Cuoio, a seguito delle numerose segnalazioni di maleodoranze da parte dei cittadini. In data 8 agosto l’Amministrazione Provinciale ha collocato il Laboratorio Mobile per il monitoraggio della qualità dell’aria a circa 300 metri dal depuratore di Castelfranco. Al momento della redazione del presente documento i dati acquisiti dal Laboratorio Mobile di rilevazione della qualità dell’aria sono in corso di elaborazione da parte del settore ARPAT Modellistica previsionale presso l’Area Vasta Centro.

Successivamente è stato concordato con l’ASL11 uno specifico Protocollo di vigilanza, che prevede un percorso quasi giornaliero effettuato da tecnici per controllare le zone più critiche e la raccolta delle segnalazione dei cittadini residenti nelle zone interessate dalle maleodorante tramite un questionario. Gli impianti sottoposti alla vigilanza dell’Agenzia sono diversi, tuttavia l’approccio seguito ha consentito di individuare alcuni impianti come principali sorgenti emissive di odori molesti. Di seguito si riportano sinteticamente le informazioni scaturite dagli accertamenti svolti fino ad oggi, per:

  • il depuratore di Castelfranco di Sotto gestito quasi completamente dalla Società Waste Recycling SpA, che rappresenta lo stadio biologico della piattaforma di trattamento di rifiuti liquidi, costituito anche da una sezione chimico-fisica preliminare;
  • il depuratore di Santa Croce sull’Arno, gestito dal Consorzio Aquarno SpA, unitamente ad alcune strutture presenti nel depuratore di Castelfranco di Sotto e alla stazione di sollevamento di Via del Trebbio;
  • l’impianto del Consorzio SGS di Santa Croce sull’Arno, che effettua un recupero del carniccio e delle rasature al cromo, finalizzato alla produzione di fertilizzanti.
 
Depuratore di Castelfranco

Oltre a svolgere un’azione di ricognizione generale per la valutazione dello stato degli impianti, da associare eventualmente a fenomeni odorigeni, nel corso dei dieci sopralluoghi (fra fine giugno e fine settembre) sono stati effettuati campionamenti di reflui liquidi, in alcuni punti dell’impianto e sono stati compiuti rilievi analitici alle due emissioni convogliate a servizio del comparto biologico.

Alcune criticità evidenti rilevate sugli impianti da parte degli operatori ARPAT possono verosimilmente essere associate con il rilascio di odori molesti in vari momenti della giornata, a seconda delle operazioni in corso di svolgimento e delle condizioni meteoclimatiche locali.

In particolare le criticità riguardano:
  • i cassoni asserviti alla grigliatura iniziale grossolana nelle quattro postazioni di scarico;

 figura 1

  • la grigliature fine e il relativo cassone di raccolta prima dell’ingresso del liquame grezzo nelle due vasche di omogeneizzazione;

 Figura 3

  • le vasche scoperte delle due linee di ossidazione biologica e di denitrificazione/nitrificazione;

 Figura 4

  • la vasca di rilancio alla sezione di flottazione finale;
  • il cassone scarrabile in cui viene raccolto il fango biologico centrifugato ed il locale aperto collegato alla torre dove sono presenti il flottatore e la centrifuga;

 Figura 5

  • i due pozzetti di rilancio di acque industriali (invio al depuratore Aquarno dello scarico delle concerie situate nella zona di Castelfranco e di Waste Recycling) e civili (Comune Castelfranco), gestiti entrambi dal Consorzio Aquarno Spa.

 Figura 6

Dopo il sopralluogo ARPAT del 7 settembre la Ditta ha provveduto ad aumentare l’afflusso di aria per incrementare la quantità di ossigeno disciolto nelle vasche di ossidazione biologica, portandolo da c.a. 1 mg/litro ad almeno 2 mg/litro, impegnandosi a mantenere questa concentrazione. Con tale modifica gestionale si è cercato di rendere più efficace l’ossidazione dei solfuri a solfati e della sostanza organica, per minimizzare le maleodoranze provenienti dalle vasche. Nei dieci giorni successivi non furono segnalati episodi odorigeni.

Figura 7  
Impianto Consorzio SGS SpA

A seguito di una verifica dei dati del Sistema di Monitoraggio Continuo delle Emissioni (SMCE) presente sul camino della linea di produzione ‘grasso animale tecnico’ della ditta, dalla quale risultavano per il giorno 16 settembre emissioni di idrogeno solforato superiori ai limiti previsti, sono stati effettuati due sopralluoghi presso il Consorzio, da cui sono emerse due fonti di maleodoranze derivanti da:

  • il sistema di abbattimento degli odori di cui è dotato questa sezione d’impianto (emissione K2), è costituito da due torri in cui viene fatta circolare una soluzione di soda al 30%; nel caso di esaurimento di queste soluzioni durante i giorni lavorativi viene effettuato automaticamente il ricambio delle stesse, mentre nei weekend tale ricambio era configurato in modalità manuale, senza possibilità di intervento per assenza di personale della ditta, rendendo possibile quindi l’insorgere di maleodoranze. Su questo aspetto la ditta si è impegnata ad operare in tal senso.
  • il capannone di stoccaggio del carniccio prospiciente l’ingresso, non è fornito di sistema di aspirazione e di conseguenza non esiste un sistema di abbattimento dei reflui gassosi. In occasione di uno dei sopralluoghi, le maleodoranze provenivano da tale capannone, i cui portoni erano completamente aperti.

 Figura 8

  

Stazioni di sollevamento e depuratore di Santa Croce S/A

Nei sopralluoghi effettuati nei mesi estivi, oltre alle criticità sopra descritte rappresentate dai due pozzetti di rilancio dei reflui civili ed industriali esistenti presso il depuratore di Castelfranco di Sotto e gestiti dal Consorzio Aquarno SpA, è emersa anche la problematica relativa alla stazione di sollevamento di reflui industriali, situata in Via del Trebbio a Santa Croce S/A. In particolare la torre di abbattimento delle emissioni ivi esistente, non era collegata alle vasche di rilancio al depuratore Aquarno.

Figura 9 

In merito ad altre problematiche di maleodoranze distintamente avvertite come provenienti dal depuratore di Santa Croce S/A, sia da personale ARPAT che da residenti, si segnala che sono tuttora in corso ulteriori indagini, per la cui conclusione si rimanda alla successiva relazione.

Figura 10 

In conclusione per quanto riguarda:
  1. l’impianto SGS, le criticità sono stati segnalate;
  2. il depuratore di Castelfranco, le criticità sono state quasi del tutto identificate e resta da completare la definizione degli interventi;
  3. il depuratore di Santa Croce, l’attività di indagine è ancora in corso.
 

La proposta degli interventi di adeguamento, finora definiti, per ovviare alle criticità evidenziate è stata comunicata alle autorità competenti in materia di ambiente e salute.

Il monitoraggio, la vigilanza e gli accertamenti analitici da parte di ARPAT sono tuttora in corso.

 

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