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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 144 - Mercoledì 25 Luglio 2012

L'alga tossica Ostreopsis Ovata


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Tra i problemi che la stagione estiva porta con sè, nelle zone marine esiste anche quello della possibile fioritura dell'alga Ostreopsis Ovata

Tra i problemi che la stagione estiva porta con sè nelle zone marine esiste anche quello della possibile fioritura dell'alga Ostreopsis Ovata.

Ostreopsis ovata è un’alga microscopica che vive comunemente nelle calde acque dei mari tropicali sulla superficie di alghe rosse e brune ma ha trovato condizioni climatiche ottimali di sviluppo anche alle nostre latitudini.

In presenza di condizioni favorevoli quali : 

  • alta pressione atmosferica
  • mare calmo e - in generale - le situazione di scarso ricambio idrico
  • elevata temperatura dell’acqua (>25°C)
  • presenza di venti con velocità sufficiente a trasportare le goccioline d’acqua (aerosol marino)

Ostreopsis ovata può dare luogo a una fioritura, cioè a un rapido aumento del numero della popolazione cellulare fino a raggiungere concentrazioni molto elevate (104- 106 cell/litro). Durante la fioritura algale, nelle persone che sostano sulla spiaggia e nelle zone immediatamente circostanti si possono verificare dei malesseri, per lo più lievi e transitori, a forte variabilità individuale. Gli effetti - consistenti prevalentemente in disturbi alle prime vie respiratorie - possono essere associati all’inalazione di tossine prodotte dall’alga o da suoi frammenti presenti nell’aerosol marino.

Schiume, acque opalescenti e materiale di consistenza gelatinosa in sospensione possono indicare - ma non in modo inequivocabile - la presenza dell'alga (che del resto può essere presente anche in assenza di segni evidenti). Sott’acqua la fioritura si presenta con una pellicola bruna dall’aspetto membranoso che avvolge gli scogli e tutto ciò che si trova sul fondo, fiocchi di materiale sospeso che in controluce presentano puntini rossastri e segnali di sofferenza in alcuni organismi marini (ricci e stelle di mare perdono, del tutto o solo in parte, aculei e bracci).

ARPAT, sin dalla comparsa del fenomeno sul litorale Toscano - avvenuta a fine anni '90 - ha iniziato un'indagine conoscitiva per approfondire il fenomeno che ha portato all'elaborazione di un piano di monitoraggio specifico - mirato alla tutela della salute dei bagnanti da un lato, allo studio dell'impatto dell'alga sull'ecosistema marino dall'altro. 

I prelievi e le analisi sono effettuati nel periodo estivo, con frequenza mensile a giugno e settembre e ogni 10-15 giorni a luglio ed agosto (intensificata in caso di fioritura). 
 

Punti di monitoraggio OstreopsisARPAT effettua il monitoraggio in aree a rischio, che si trovano nei  comuni di Massa, Pisa e Livorno e che sono state individuate come tali per aver superato - almeno una volta negli anni di indagine  - il limite di 10.000 cell/L nella colonna d’acqua, previsto dalle linee guida ministeriali come soglia di attenzione.

 Gli esiti del monitoraggio sono a disposizione in modo permanente sul sito Web dell'Agenzia e rappresentano una risorsa a disposizione dei cittadini che vivono o passano le vacanze nelle aree passibili di fioritura, dei medici e dei farmacisti che possono consultarli per riferire i sintomi lamentati dai loro pazienti ad una eventuale esposizione all'alga , per ricercatori e studiosi dell'ecosistema marino.

In particolare è disponibile una tabella riassuntiva dei risultati analitici più significativi della stagione in corso (fig. A). Cliccando sul nome del punto è possibile visualizzarne il relativo trend (fig.B). Gli stessi dati vengono resi disponibili anche georeferenziati su mappa (fig.C). I dati sono disponibili sul sito Web di ARPAT alla pagina (http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/acqua/balneazione/ostreopsis-ovata/il-monitoraggio-di-ostreopsis-ovata) dalla quale è possibile accedere  anche ad altre risorse (documentazione, brochure informativa ecc...).

Figura A - Esempio di dati monitoraggio Ostreopsis

esempio di tabella con i dati di monitoraggio di ostreopsis ovata

 Figura B - Esempio di trend relativo a un punto di monitoraggio

Esempio di trend per punto di campionamento

Figura C - Esempio di dati georeferenziati su mappa

 

esempio di dati georeferenziati su mappa

 

Testo di questo numero a cura di Carlotta Alaura


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Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




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