Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie ARPATnews 2012 012-12 012-12 - L'attività ARPAT presso lo stabilimento Lusochimica (PI)

Dove Siamo

 
ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 012 - Martedì 17 gennaio 2012

L'attività ARPAT presso lo stabilimento Lusochimica (PI)


RSS

Nel corso del 2011 il personale del Dipartimento Provinciale di Pisa dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT) ha effettuato numerosi controlli riguardanti tutte le matrici ambientali, presso il sito dell’azienda farmaceutica Lusochimica Spa (Gruppo Menarini), nell’ambito di quanto previsto all’interno del Piano di Monitoraggio e Controllo, allegato all’Atto Autorizzativo rilasciato dalla Provincia di Pisa. In passato ARPAT ha prodotto vari pareri e valutazioni tecniche nell’ambito dell’ attività istruttoria, per l’individuazione delle Migliori Tecniche Disponibili (MTD o BAT) al fine di conseguire un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso. Presso lo stabilimento di Pisa – loc. La Vettola – è inoltre in corso un procedimento di bonifica in un’area dove in passato erano stati interrati alcuni serbatoi di stoccaggio. ARPAT ha seguito e continuerà a monitorare nel tempo il livello di inquinamento residuo, sino al raggiungimento dei valori previsti dalla relativa normativa.

012-12 - L'attività ARPAT presso lo stabilimento Lusochimica (PI)

Ingresso stabilimento Lusochimica - Pisa Loc. La Vettola


Premessa

L’attività dello stabilimento farmaceutico di Pisa della Lusochimica Spa (ex Laboratori Guidotti Spa), facente parte del Gruppo Menarini, rientra nella classe IPPC 4.5 “Impianti che utilizzano un procedimento chimico o biologico per la fabbricazione di prodotti farmaceutici di base”, ai sensi della vigente normativa1. La Provincia di Pisa, in qualità di Autorità competente, ha rilasciato il relativo Atto autorizzativo alla fine dello scorso anno2.  

Nel corso della precedente fase istruttoria a cui ARPAT partecipò, tenuto conto dell’assenza delle Linee Guida Nazionali (LGN) di settore, furono prese in considerazione le Migliori Tecniche Disponibili (MTD o BAT) riportate sui documenti di riferimento (BREF)3  elaborati a livello europeo, sia relativi al caso specifico sia trasversali, ovvero con valenza più generale.

Oltre allo stabilimento di sintesi, nel sito sono presenti anche altre aziende indipendenti che svolgono attività non soggette alla normativa IPPC:
  • la Menarini Ricerche Spa che effettua attività riguardanti le fasi di sviluppo chimico in piccoli impianti pilota, di prodotti antinfiammatori ed antitumorali;
  • la Menarini Manufacturing Logistics and Services Srl che effettua la fabbricazione di reattivi (eluenti o reattivi liquidi) per la diagnostica finalizzata alla linea diabete ed alla chimica clinica, ed al confezionamento di strumenti per la determinazione della glicemia;
  • la Laboratori Guidotti Spa che commercializza farmaci etici sul mercato italiano.


Descrizione settore manifatturiero

 
Gli stabilimenti del settore farmaceutico si possono suddividere in tre tipologie:
1.    Produzione (Bulk) di intermedi e principi attivi
2.    Formulazione
3.    Emoderivati

Le aziende farmaceutiche che rientrano nell’ambito della normativa IPPC (Direttiva 96/61/CE) in quanto presentano maggiori impatti sull’ambiente, sono quelle appartenenti alla prima ed alla terza categoria.
Negli stabilimenti di formulazione si preparano i prodotti finiti farmaceutici. (compresse, sciroppi, ecc), utilizzando ambienti sterili, a partire da principi attivi farmaceutici (API) prodotti in stabilimenti del primo tipo, che vengono dosati e mescolati con eccipienti, ecc, sino al confezionamento finale. Ad es. lo stabilimento della Eli Lilly Spa di Sesto Fiorentino (FI), in cui si svolgono attività di questo tipo, non è soggetto alla normativa IPPC.

Il ciclo produttivo di un’azienda del primo tipo quale l’impianto di sintesi della Lusochimica Spa, può essere schematicamente rappresentato come segue:

ciclo produttivo

Tali impianti hanno un funzionamento discontinuo (batch), e generalmente contemplano i seguenti stadi fondamentali:
  • una serie di reazioni chimiche tra le varie materie prime sciolte in solventi, in presenza o meno di catalizzatori, che avvengono all’interno di reattori agitati, provvisti di intercapedini esterne (camicie), al cui interno possono fluire i fluidi caldi (vapore) o freddi (acqua industriale, salamoia, ecc), necessari per le varie fasi. I processi di sintesi, che possono prevedere varie reazioni della chimica fine (es. Grignard, Friedel-Crafts, ecc), avvengono in atmosfera inertizzata (azoto), a causa della presenza dei solventi che generalmente sono infiammabili. La reazione finale è solitamente una salificazione con acido cloridrico, che rende più bioassimilabile la molecola finale (cloridrata). I reattori possono essere realizzati in acciaio inossidabile o smaltati, a seconda delle caratteristiche dell’ambiente di reazione;
  • trattamenti di purificazione degli intermedi di reazione/principi attivi farmaceutici (API) mediante estrazioni liquido-liquido, e loro cristallizzazione sempre all’interno di reattori agitati;
  • centrifugazione dei cristalli e purificazione mediante lavaggi. Queste fasi avvengono all’interno di apparecchiature (inertizzate come i reattori) il cui principio di funzionamento è simile a quello delle centrifughe usate nelle normali cucine;
  • essiccamento;
  • macinazione;
  • dispensing.
 
flowsheet

A corredo delle apparecchiature principali, sono presenti anche impianti di depurazione, unità di distillazione (colonne) per il recupero dei solventi, serbatoi per lo stoccaggio di solventi e di fluidi di inertizzazione (azoto), centrali termiche e frigo per la produzione dei fluidi caldi e freddi (salamoia, glicole etilenico) da usare nelle camicie dei reattori (a seconda delle varie sintesi), unità compressione per aria strumentazione, ecc.

Il principale impatto ambientale di una siffatta attività riguarda l’aspetto delle emissioni atmosferiche, che si creano nelle varie fasi operative quali il carico/scarico di solventi nelle apparecchiature (reattori, centrifughe, serbatoi, ecc), il riscaldamento, la messa sottovuoto, ecc.  Queste emissioni devono essere abbattute e nell’elenco delle MTD3 rientrano gli ossidatori termici, catalitici, condensatori criogenici, ecc.

Altro potenziale impatto ambientale degno di nota riguarda la presenza o meno di alcuni solventi (aromatici, clorurati, ecc) nello scarico idrico, in quanto un impianto di depurazione biologico non consente la loro degradazione. Nelle MTD3 rientrano le unità di strippaggio (colonne), che consentono di trasferire tali inquinanti dalla matrice acqua ai dispositivi di abbattimento delle emissioni atmosferiche sopra descritti.
 

Descrizione stabilimento


Nell’impianto di sintesi si producono principi attivi ed intermedi per uso farmaceutico, mediante sintesi chimiche, in apparecchiature come quelle sopra descritte.

reattoreserbatori stoccaggio

centrifuga paniere
centrifuga automatica


Tutte le procedure sopra descritte avvengono a ciclo continuo su 21 (7 x 3) turni/settimana:
L’azienda ha implementato un sistema di gestione ambientale, conforme alla norma ISO 14001:2004.

I dati dei consumi delle principali risorse naturali impiegate sono riportati di seguito:
  • Energia elettrica            4.255.493 kW/h
  • Metano                 1.052.678 Nm3
  • Gasolio                2400 kg
  • Acqua potabile                27.104 m3
  • Acqua di pozzo            56.381 m3

Si segnala la notevole riduzione dell’emungimento di acqua di pozzo rispetto agli anni precedenti (anno 2000: c.a. 170000 m3 lavorando 10 (5 x 2) turni/settimana), a seguito di interventi quali la progressiva sostituzione delle pompe da vuoto ad anello liquido con quelle a secco (MTD), o l’installazione di sonde di temperatura alle pompe da vuoto ad anello liquido per non usare acqua a perdere. In passato si sono presentate problematiche ambientali lamentate dalla popolazione residente nelle zone limitrofe, relative a maleodoranze od all’inquinamento acustico.


Attività di controllo di ARPAT nel 2011

Di seguito si riportano gli esiti dei controlli effettuati dal personale ARPAT nel corso di 14 sopralluoghi effettuati nel 2011, presso lo stabilimento Lusochimica, per le varie matrici ambientali in accordo ai disposti dell’Atto autorizzativo2 ed al procedimento di bonifica in corso:

Emssioni atmosferiche:
Presso il sito sono funzionanti da anni impianti (MTD) per il pretrattamento dei solventi (colonna di stripping) e di ossidazione termica. Tutte le emissioni gassose derivanti da:
  • le apparecchiature dell’impianto di sintesi (reattori, centrifughe, essiccatori, pompe da vuoto, ecc) che sono raccolte in due collettori (sfiati inox e acidi),
  •  i serbatoi stoccaggio solventi,
  • la vasca di equalizzazione (coperta e aspirata) del’impianto di trattamento biologico,
  • sono inviate all’unità di ossidazione termica seguita da unità di filtrazione su tessuto, assorbimento. In caso di arresto di emergenza, le emissioni di cui sopra sono inviate a torri di assorbimento a soda, mantenute sempre in funzione.
ossidatore termicocolonna strippaggio

In data 8 novembre il personale ARPAT ha effettuato un prelievo alla emissione derivante dall’ossidatore termico per la determinazione dei microinquinanti Diossine + Furani (PCDD+PCDF), Policlorobifenili (PCB), Idrocarburi policiclici aromatici (IPA).

Scarichi idrici:
La colonna di strippaggio solventi, rimuovendo i solventi volatili dai reflui acquosi, consente di non far pervenire gli stessi all’impianto di depurazione, costituito da una vasca di equalizzazione e da sezioni di ossidazione biologica e di filtrazione (sabbia, carbone attivo) poste in serie, prima dello scarico finale nel .Fosso dei Navicelli.
         
filtropressascarico

In date 14.09 e 29.11.2011 il personale ARPAT ha effettuato due campionamenti allo scarico finale per verificare il rispetto dei limiti previsti nell’Atto2.

In tabella sono riportati gli esiti dei vari riscontri analitici effettuati sulle matrici Aria-Acqua, i valori limite previsti nelle normative di riferimento ed in altri documenti tecnici.

tabella analisi
4 - 5 - 6 - 7

Rifiuti:
In date 5.07 e 5.10.2011, il personale ARPAT ha effettuato due sopralluoghi per:
  • effettuare il campionamento dei fanghi prodotti (filtropressa) nell’impianto di depurazione ai fini della verifica della corretta classificazione;
  • verificare che le modalità di stoccaggio e di gestione dei rifiuti pericolosi e non ivi presenti, fossero conformi a quanto previsto dalla normativa nazionale di riferimento per il deposito temporaneo. In particolare sono state controllate le modalità di stoccaggio, imballaggio ed etichettatura dei rifiuti pericolosi ivi presenti  Il personale ARPAT ha riscontrato il rispetto delle norme relative alla corretta gestione dei rifiuti.
stoccaggiocontainer
     

Di seguito si riportano i dati di produzione di rifiuti pericolosi e non, relativi al 2010:
PERICOLOSI: 1.545.941 kg
  • Soluzioni acquose a smaltimento da processi produttivi  835.950 kg
  • Soluzioni acquose a smaltimentoda bonifica Ex parco Serbatoi Interrati 98.990 kg
  • Solventi organici a recupero 514.280 kg

NON PERICOLOSI:  1.617.671  kg
•    Imballaggi da raccolta differenziata            90.900 kg
•    Terre bonifica Ex parco Serbatoi Interrati         643.660 kg
•    Terre messa in sicurezza Area E-803             605.680 kg
•    Fango da depuratore biologico                108.780 kg
L’esito di tali controlli è risultato positivo.

Acustica:
L'azienda ha prodotto una documentazione di verifica strumentale di impatto acustico nel marzo 2011, come prescritto nell’Atto; successivamente, a seguito dell'esposto di un residente vicino, è stata presentata una seconda documentazione nel luglio 2011 con le misurazioni di impatto acustico eseguite presso l'abitazione dell'esponente, che ha lamentato i disturbi legati ai rumori provenienti dall'insediamento.
A seguito:
  • dell’esame della varie documentazioni presentate dall’azienda,
  • di vari contatti con la ditta e con l'esponente,
  • di un sopralluogo congiunto effettuato in data 2.08.2011, mirato anche a verificare l’esecuzione degli interventi di adeguamento previsti nell’Atto autorizzativo2,
ARPAT ha richiesto all’azienda un approfondimento delle indagini sull'impatto acustico effettivamente prodotto.  In conseguenza di ciò, l’azienda ha inviato nei giorni scorsi all’ARPAT ed alla Provincia una relazione, che descrive alcuni interventi di mitigazione acustica da realizzarsi entro il 2012, per garantire con maggior sicurezza il rispetto dei limiti normativi di acustica ambientale.

Sottosuolo e acque sotterranee:
Anche se non previsto nell’Atto2, si segnala che è in corso la procedura di bonifica di un’area all’interno del sito Lusochimica, dove in passato erano dislocati dieci serbatoi interrati, contenenti solventi, risalenti a prima che il Gruppo Menarini acquistasse il terreno e quindi riconducibili alla precedente gestione.

Su richiesta di ARPAT nel corso della fase istruttoria, fu installato un piezometro nel 2008 per monitorare l’eventuale presenza di contaminanti nelle acque sotterranee. A seguito del riscontro della presenza di inquinanti quali toluene, clorobenzene e suoi prodotti di dissociazione, in particolare benzene, la Ditta provvedette alla rimozione della sorgente primaria (vecchio parco serbatoi) ed all’installazione di una MISE (unità Messa In Sicurezza di Emergenza) per la falda.

cantiere

La MISE è rappresentata da un sistema Pump&Treat, costituito da un impianto di strippaggio con aria alimentato da due pozzi di sbarramento, che abbatte i contaminanti dall’acqua emunta. Questa può essere così scaricata nella vasca di equalizzazione dell’impianto di depurazione. L’aria di strippaggio, contenente la frazione organica contaminante, viene destinata al limitrofo impianto di ossidazione termica.

L’autorità competente in materia di bonifiche è il Comune di Pisa, ai sensi della normativa regionale vigente8. Il progetto di bonifica definitivo9 è stato approvato lo scorso 13 ottobre. Il personale ARPAT segue la procedura di bonifica, esaminando i report sulle attività di monitoraggio e MISE inviati dal gestore, effettuando verifiche analitiche durante i monitoraggi periodici sui piezometri e partecipando alla valutazione progettuale degli interventi di bonifica proposti.
     

Testo e foto di questo articolo a cura di Andrea Villani e Diletta Mogorovich

 

Note
1. Allegato VIII della parte seconda del  D. Lgs. 152/2006 (D. Lgs. 128/2010)
 
2. Determinazione Dirigenziale nr. 5252 del 23.11.2010 “Ditta Lusochimica Spa di Pisa. Autorizzazione Integrata Ambientale. Approvazione del piano di monitoraggio e controllo”
 
3.  
- Reference Document on Best Available Techniques on Manufacture of Organic Fine Chemicals (August 2006).
- Reference Document on Best Available Techniques on Emissions from Storage (July 2006).
- Reference Document on Best Available Techniques in Common Waste Water and Waste Gas Treatment / Management Systems in the Chemical Sector (February 2003).
 
4. D. Lgs. 133/2005 – Emissioni impianti di incenerimento di rifiuti

5. D. Lgs. 152/2006, Allegato 1, parte V

6. Campionamento del 14.09

7.  tabella 3, All. 5, parte III del D. Lgs. 152/06 (scarico in acque superficiali)

8. Legge Regionale nr. 30/2006. 

9. Titolo V, parte quarta del D. Lgs 152/2006

 


Organizzazione con sistema di gestione certificato e laboratori accreditati
Maggiori informazioni all'indirizzo www.arpat.toscana.it/qualita




Azioni sul documento

Forse non solo il personale del Dipartimento di Pisa

Inviato da Utente anonimo il 24/01/2012 12:40

Forse era il caso di non citare solo il personale di Pisa

Forse non solo il personale del Dipartimento di Pisa

Inviato da Utente anonimo il 24/01/2012 15:13

Trattasi di un refuso, in effetti è stato sempre fatto riferimento ad ARPAT in generale, ad eccezione di un solo caso.

Strumenti personali