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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 102 - Lunedì 30 Maggio 2011
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Le Agenzie ambientali: come sono nate


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Un flash-back sul percorso che ha portato a separare i controlli ambientali dalla gestione delle aziende sanitarie ed alla costituzione delle agenzie regionali per l’ambiente.

 

Tra l'ottobre del 1991 e il gennaio 1992 l’associazione ambientalista gli Amici della Terra promosse il referendum sui controlli ambientali, raccogliendo oltre 700.000 firme. L’iniziativa seguiva di pochi anni l’istituzione, per la prima volta in Italia, del Ministero per l’Ambiente (agosto 1986).
 
Obiettivo del referendum era quello di togliere la responsabilità dei controlli ambientali alle Unità sanitarie locali – che lo esercitavano attraverso i presidi multizonali di prevenzione - per affidarle ad un apposito “Servizio nazionale di protezione ambientale”, articolato in un’Agenzia centrale ed in agenzie regionali. Contemporaneamente alla raccolta delle firme infatti l’associazione predispose una proposta di legge in merito.
 
L’associazione ambientalista sosteneva che le Usl gestivano il controllo sull’ambiente come un’attività marginale, per la quale non possedevano né il personale sufficiente, né i finanziamenti, né le attrezzature necessarie: quindi i controlli ambientali venivano fatti solo sulla carta.
 
A favore del quesito referendario si schierarono la maggior parte delle associazioni ambientaliste, come Legambiente e WWF, affermando che la commistione tra controlli sanitari e controlli ambientali aveva finito per penalizzare questi ultimi. Questo, anche se in precedenza le stesse associazioni, durante la fase di raccolta delle firme, avevano preso le distanze dall’iniziativa considerando la materia troppo complessa per poter essere risolta con il referendum e temevano un pericoloso vuoto legislativo.
 
Per il no al referendum invece si schierò l’associazione Ambiente e lavoro che, invece, proponeva la creazione di un’agenzia nazionale per la prevenzione che coniugasse le attività di prevenzione ambientale e sanitaria, distinguendole però dalla restante parte del sistema sanitario.
 
Nella primavera del 1993 si tenne il referendum, insieme con altri 8 quesiti, fra i quali i più rilevanti sul sistema elettorale del Senato ed il finanziamento pubblico dei partiti. (vedi insieme quesiti referendari)
 
Il referendum superò ampiamente il quorum richiesto, infatti votarono per questo quesito quasi 37 milioni di elettori (76,8%). A favore si espressero in 28.415.407 (82,6%) e contro in 5.997.236 (17,4%).
 
Si creò in questo modo un vuoto di competenze che fu colmato dal Parlamento con la Legge 21 gennaio 1994 n. 61 di conversione del decreto legge 496/93, che affidò ad apposite "Agenzie Regionali" i compiti relativi alla vigilanza e controllo ambientale in sede locale. La legge 61/94 istituì inoltre l'ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente), poi APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi Tecnici) e oggi ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) con l'incarico di indirizzo e di coordinamento tecnico delle Agenzie regionali e delle Agenzie delle Province autonome.
 
La legge 61/94 intende:
  • ricomporre in capo alle province le funzioni amministrative in materia ambientale;
  • definire una netta demarcazione tra le materie "ambientali" rispetto a quelle propriamente "sanitarie" in accordo e realizzazione della volontà popolare.
Accanto alle funzioni tradizionali di "controllo e vigilanza", dalla legge vengono affidati al "sistema delle agenzie ambientali" nuovi compiti di monitoraggio, elaborazione e diffusione dei dati ambientali nonché di elaborazioni e proposte tecniche (limiti di accettabilità, standard, tecnologie ecologicamente compatibili, verifica dell'efficacia "tecnica" delle normative ambientali, ecc.).
 
La legge 61/2004 prevedeva che entro 180 giorni dovessero essere costituite agenzie regionali e provinciali (per le province autonome di Trento e Bolzano), ma in molti casi il processo fu molto più lungo.
 
Il recepimento di questo provvedimento legislativo si è tradotto con l’adozione di leggi istitutive delle Agenzie regionali e provinciali, definite in tempi differenti, in relazione alle diverse condizioni politico-amministrative.
 
Fra l’altro, la sentenza n.356/94 della Corte Costituzionale ha sottolineato il carattere necessario delle agenzie regionali e l’obbligo da parte delle regioni di costituire tali agenzie, obbligo che “risponde all'esigenza di assicurare la presenza di appositi ed autonomi organismi tecnici su tutto il territorio nazionale, in modo da rendere, tra l'altro, agevole ed omogenea la raccolta e l'elaborazione di dati in materia ambientale, e consentire l'esercizio indipendente dell'attività di consulenza e di controllo tecnico” che esse debbono svolgere, in coordinamento tecnico con l’Agenzia nazionale per l’ambiente.
 
Solamente nel 2006, con l’istituzione dell’ARPA Sardegna il sistema delle agenzie ambientali è stato completato.
 
Regione
Legge
Piemonte
LR 13 aprile 1995 n. 60
Toscana
LR 18 aprile 1995 n. 66
Emilia-Romagna
LR 19 aprile 1995 n. 44
Liguria
LR 27 aprile 1995 n. 39
Valle d'Aosta
LR 4 settembre 1995 n. 41
Prov. di Trento
LP 11 settembre 1995 n. 11
Prov. di Bolzano
LP 19 dicembre 1995 n. 26
Veneto
LR 18 ottobre 1996 n. 32
Basilicata
LR 19 maggio 1997 n. 27
Marche
LR 2 settembre 1997 n. 60
Friuli Venezia Giulia
LR 3 marzo 1998 n. 6
Umbria
LR 6 marzo 1998 n. 9
Campania
LR 29 luglio 1998 n. 10
Abruzzo
LR 29 luglio 1998 n. 64
Lazio
LR 6 ottobre 1998 n. 45
Puglia
LR 22 gennaio 1999 n. 6
Calabria
LR 3 agosto 1999 n. 20
Lombardia
LR 14 agosto 1999 n. 16
Molise
LR 13 dicembre 1999 n. 38
Sicilia
LR 3 maggio 2001 n. 6
Sardegna
LR 18 maggio 2006 n. 6
 

 


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