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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 055 - Giovedì 24 marzo 2011

Pubblicati i criteri ambientali nazionali per alcune tipologie di acquisti


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Dopo quelli per la carta in risme e gli ammendanti sono stati adottati i criteri ambientali per altri quattro gruppi di prodotti: arredi, prodotti tessili, apparati per illuminazione pubblica e apparecchiature per ufficio. ARPAT ha collaborato alla definizione dei criteri. Procede così l’attuazione del Piano d’Azione Nazionale per gli appalti verdi delle PA. L'utilizzo dei criteri deve essere comunicato all'AVCP.

Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 64.del 19 marzo 2011 è stato pubblicato il Decreto del Ministro dell'Ambiente n. 21 del 22 febbraio 2011.

Il Piano prevede l’emanazione di “criteri ambientali minimi” (CAM) per undici categorie merceologiche individuate dalla Legge n. 296/2006: arredi, edilizia, gestione dei rifiuti, servizi urbani e al territorio, servizi energetici, elettronica, prodotti tessili e calzature, cancelleria, ristorazione, servizi di, gestione degli edifici, trasporti.
 
I “criteri ambientali minimi” sono indicazioni tecniche collegate alle diverse fasi delle procedure d’acquisto: definizione dell'oggetto dell’appalto, selezione dei candidati (capacità tecnico professionali dei candidati), specifiche tecniche (requisiti che i prodotti devono necessariamente soddisfare), criteri premianti (caratteristiche meritevoli di punteggi ponderativi nel caso di aggiudicazione dell'appalto secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa) e clausole contrattuali/condizioni di esecuzione dell’appalto.
 
I criteri sono definiti “minimi” in quanto elementi “di base” per poter la qualificare come “verdi” le procedure d’acquisto che le integrano tra gli altri criteri, garantendo un’adeguata risposta da parte dell’offerta di mercato.
 
Il processo di definizione dei criteri prevede la consultazione con le parti interessate (associazioni di categoria dei produttori, Enti pubblici, ecc.), la definizione di una proposta da parte del Comitato di Gestione del Piano, e l'approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente. Comitato di gestione del Piano, del quale fa parte anche il Dott.Simone Ricotta - esperto di ARPAT in materia di GPP e sostenibilità ambientale
 
Per l'elaborazione della prima proposta dei criteri vengono coinvolti esperti e rappresentanze nazionali nell'ambito di specifici gruppi di lavoro. Per la definizione dei criteri dei prodotti tessili, ARPAT e ARPA Piemonte hanno coordinato il gruppo di lavoro nazionale.
 
Le Pubbliche Amministrazioni che introducono i “criteri ambientali minimi” nelle proprie procedure d’appalto sono in linea con i principi del PAN GPP e contribuiscono a raggiungere gli obiettivi ambientali definiti dallo stesso Piano.
 
L'applicazione dei criteri deve essere obbligatoriamente comunicato da parte delle stazioni appaltanti all'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture (AVCP), successivamente all'aggiudicazione dell'appalto, attraverso il sistema informatico per la rilevazione dell'applicazione dei criteri realizzato con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente (tramite collegamento disponibile sul sito dell’Autorità (http://www.avcp.it, Area Servizi; si veda ARPATnews n. 207 del 22 novembre 2010 e il Comunicato del Presidente dell’AVCP - Rilevazione degli appalti che rispettano i criteri di sostenibilità ambientale (Green Public Procurement - GPP), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 262 del 09/11/2010.
 
Dopo l'adozione dei criteri ambientali per la carta in risme e gli ammendanti (DM n. 111 del 12.10.2009), con il Decreto del 22 febbraio sono stati dunque adottati i criteri per i seguenti gruppi di prodotto:
 
1.     prodotti tessili;
2.     arredi;
3.     apparati per l'illuminazione pubblica;
4.     IT (computer, stampanti, apparecchi multifunzione, fotocopiatrici).
 
 
1. PRODOTTI TESSILI
L’allegato n. 1 al Decreto definisce i criteri per i prodotti tessili che possono essere oggetti di appalto pubblico: articoli di abbigliamento ed accessori, prodotti tessili per interni, fibre, filati e tessuti destinati alla produzione di articoli di abbigliamento e accessori tessili o di prodotti tessili per interni.
 
I criteri riguardano i principali aspetti ambientali connessi ai prodotti tessili e identificano le relative prestazioni, tra i quali, ad esempio:
 
  • fibre tessili: limiti di sostanze pericolose per i prodotti in cotone e fibre di cellulosa naturali;
  • oloranti: divieto di utilizzo di coloranti classificati come sensibilizzanti/allergenici, cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione;
  • formaldeide: limiti alla formaldeide libera e idrolizzata;
  • metalli pesanti: limiti al contenuto;
  • imballaggi: requisiti per la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio;
  • migliori prestazioni complessive: rispetto di tutti i criteri stabiliti per l’ottenimento dell’Ecolabel Europeo;
  • fibre riciclate: contenuto minimo di fibre riciclate;
  • cotone o altre fibre naturali di produzione biologica: criteri premianti per i prodotti che hanno contenuto minimo di fibre prodotte con metodo biologico.
ARPAT ha integrato i principali requisiti di sostenibilità ambientale e sociale (riguardanti il rispetto delle Convenzioni fondamentali dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro) tra i criteri di aggiudicazione dell'appalto della fornitura dei dispositivi di protezione individuali del proprio personale (si veda ARPATnews n. 40 del 3 marzo 2010)
 
 
2. ARREDI
L’allegato n. 2 al Decreto definisce i criteri per gli arredi, che possono essere applicati a tutti i tipi di arredi per interni destinati a tutti gli usi oggetto di acquisti pubblici (ad esempio: mobili per ufficio, arredi scolastici, arredi per sale archiviazione e sale lettura), prodotti con materiali e processi produttivi a ridotto impatto ambientale.
 
I criteri riguardano i principali componenti degli arredi e identificano le relative prestazioni, tra i quali, ad esempio:
  • legno e materiali a base di legno: la provenienza del legname;
  • legno riciclato: il livello di contenuto di specifiche sostanze pericolose;
  • plastica: l'identificazione della tipologia delle parti in plastica per facilitarne il riciclaggio;
  • rivestimenti superficiali con prodotti vernicianti: pericolosità delle sostanze e contenuto di composti organici volatili (COV) nelle vernici utilizzate;
  • adesivi e colle: il contenuto di COV negli adesivi pronti all’uso utilizzati per assemblare gli arredi;
  • imballaggi: requisiti per la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio;
  • disassemblabilità: la progettazione deve permettere il disassemblaggio, con particolare attenzione per le componenti (metalli, legno, plastica);
  • forniture di divani, sedie, poltrone: criteri premianti per le caratteristiche dei tessuti di rivestimento e delle imbottiture in schiume poliuretaniche;
  • prodotti vernicianti: contenuto di sostanze pericolose e componenti organici volatili;
  • disponibilità parti di ricambio: garanzia di disponibilita delle parti di ricambio per almeno cinque anni dalla data dell’acquisto.
 
 
3. APPARATI DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA
L'allegato n. 3 al Decreto definisce i criteri per le lampade (sia HID - “high intensity discharge lamps” ossia le lampade al sodio ad alta pressione e lampade agli alogenuri metallici, che sistemi a LED - Light Emitting Diode), per i corpi illuminanti e gli impianti di illuminazione pubblica.
 
I criteri riguardano i principali aspetti ambientali degli apparati di illuminazione e identificano le relative prestazioni, tra i quali, ad esempio:
  • efficacia luminosa delle lampade:efficacia non inferiore a certi livelli;
  • fattori di mantenimento del flusso luminoso e di sopravvivenza per lampade al sodio ad alta pressione e agli alogenuri metallici: livelli minimi dei fattori;
  • prestazioni dei corpi illuminanti per illuminazione stradale, nei percorsi ciclopedonali e nelle aree verdi e parchi: livelli minimi del grado di protezione (IP) del vano ottico, della classe di intensità luminosa, ecc;
  • contenuto di mercurio in lampade HID: contenuto massimo di mercurio;
  • ritiro e gestione degli imballaggi: requisiti per la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio.
 
 
4. IT (COMPUTER, STAMPANTI, APPARECCHI MULTIFUNZIONE, FOTOCOPIATRICI)
L'allegato n. 4 al Decreto definisce i criteri per PC portatili, PC da tavolo, stampanti, apparecchi multifunzione e fotocopiatrici.
 
I criteri riguardano i principali aspetti ambientali degli apparecchi e identificano le relative prestazioni, tra i quali, ad esempio:
  • consumo energetico: conformi ai criteri di assegnazione dal marchio Energy Star (o inferiori ad essi – criterio premiante);
  • emissioni sonore: vari limiti massimi di rumore, definiti sia come specifica tecnica di base che come criterio premiante;
  • aggiornabilità dei componenti dei PC: possibilita di accedere, aggiornare o potenziare i principali componenti (almeno la memoria RAM, il disco rigido e, dove presente, il lettore/masterizzatore CD o DVD).
  • requisiti dell'imballaggio: requisiti per la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio;
  • contenuto di mercurio nei monitor LCD: limiti massimi di contenuto di mercurio per ogni lampada;
  • sostanze pericolose: ad esempio, il divieto di contenere specifiche sostanze o preparati ritardanti di fiamma nelle parti in plastica dei PC;
  • disassemblaggio: facilità di separabilità delle parti in plastica;
  • emissioni di composti organici volatili di stampanti, apparecchi multifunzione e fotocopiatrici: criteri premianti per emissioni di COV totali inferiori a specifiche soglie.
     
Sul sito internet del Ministero dell’Ambiente dedicato al GPP sono disponibili anche le “relazioni di accompagnamento” (background document) ai criteri ambientali minimi adottati. Nelle relazioni sono citati i riferimenti normativi su cui si e basata la costruzione dei criteri e sono approfonditi i metodi di prova per la verifica di conformità delle offerte. Sono anche descritti gli eventuali criteri avanzati che costituiscono un’anticipazione di quella che sarà una successiva revisione dei criteri, che possono comunque essere già utilizzati dalle stazioni appaltanti.
 
 
Testo a cura di: Simone Ricotta

 


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