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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 087 - Martedì 11 Maggio 2010

IL RAPPORTO SULLA QUALITA’ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI FIRENZE NEL 2009


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Sostanzialmente stabile la situazione rilevata dalla rete di monitoraggio, con tendenza al miglioramento nelle stazioni di fondo urbano. Permangono critiche le situazioni relative al PM10, al biossido di azoto e all’ozono nell’area fiorentina.

La struttura della rete di rilevamento

La rete pubblica di monitoraggio della qualità dell’aria, di proprietà della Amministrazione Provinciale di Firenze e gestita dal Dipartimento Provinciale ARPAT, costituita attualmente da n° 16 stazioni fisse per il rilevamento degli inquinanti (di cui 2 rilevano anche i parametri meteo) e da n° 3 stazioni meteorologiche. Le stazioni di monitoraggio sono ubicate nei Comuni di Firenze, Calenzano, Campi Bisenzio, Scandicci e Signa (Fig.1), (che fanno parte dell'area omogenea definita dalla Deliberazione G.R.Toscana n. 1406 del 21.12.2001), ed inoltre nel territorio dei Comuni di Empoli, Montelupo Fiorentino (Fig.2), Greve in Chianti. Incisa Val D’Arno e Pontassieve
 
Figura 1 - Localizzazione delle stazioni fisse di misura nell’area omogeneaDescrizione e composizione della rete
 
Nella tabella 1.1 è fornita una descrizione delle stazioni chimiche della rete pubblica attive nell’arco del 2009 in termini di localizzazione, classificazione e appartenenza o meno alle reti regionali virtuali.
 
La composizione della rete è sintetizzata in tabella 1.3, dove si evidenziano gli inquinanti monitorati in ciascuna stazione.
 
Le operazioni di manutenzione e calibrazione della strumentazione della rete di monitoraggio della qualità dell’aria sopra descritta, di proprietà della Provincia di Firenze, vengono svolte da una ditta privata specializzata. Il Dipartimento di Firenze di ARPAT, in collaborazione con il Centro Regionale di Tutela della qualità dell’aria dell’Agenzia, esegue a sua volta verifiche e controlli al fine di assicurare la qualità del dato.
 
La rete di monitoraggio regionale
Alcune delle stazioni della rete provinciale, fanno anche parte delle reti regionali virtuali (per l’ozono e per il PM10, definite rispettivamente dalle Deliberazioni G.R. Toscana rispettivamente n. 27/06 e n. 377/06. Sono state individuate postazioni di misura con rappresentatività coerente con le indicazioni normative europee e nazionali. La serie di dati di qualità dell’aria ottenuti dalle stazioni appartenenti alle reti regionali virtuali, al fine dell’effettuazione della verifica di conformità ai valori limite previsti dalla normativa, rispondono agli obiettivi di qualità indicati nell’allegato I della Direttiva 1008/50/CE.
Per rete regionale virtuale si intende una struttura rispondente alla normativa tecnica e in grado di fornire un’adeguata informazione sui livelli di inquinamento a livello – appunto – regionale, costituita da una parte delle postazioni esistenti,  facenti parte dei vari sistemi provinciali, selezionate allo scopo.

Campagne di rilevamento
Nel corso del 2009 sono state inoltre effettuate campagne di monitoraggio per gli inquinanti benzene, benzo[a]pirene e metalli (arsenico, nichel, cadmio, piombo) in alcune stazioni dell’area fiorentina: Firenze-Bassi (urbana-fondo), Firenze-Mosse (urbana-traffico), Calenzano-Boccaccio (rurale-indistriale), Campi-Orly (periferica-fondo). 
 
I risultati del monitoraggio
 
Ai fini dell’elaborazione degli indicatori da confrontare con i valori limite previsti dalla normativa, si considerano le serie di dati raccolti mediante le stazioni fisse della rete di monitoraggio e mediante le campagne, con rappresentatività annuale o assimilabile ad essa, conformemente alle soglie di efficienza indicate dalla normativa. Tutti i valori di concentrazione sono espressi in unità di massa (ng, μg, mg) per metro cubo (m3) di aria e sono riferiti a 20°C (alla temperatura ambiente per PM). I valori limite a cui si fa riferimento sia vigenti che non ancora in vigore si riferiscono a quelli fissati dalla normativa per la protezione della salute umana.
 
Il monossido di carbonio (CO) rientra ampiamente nei limiti anche nella stazioni tipo traffico e prosegue il trend di riduzione grazie al rinnovo del parco circolante con la progressiva eliminazione della auto a benzina non catalizzate. (Fig.3)
 
Figura 4 - Biossido di zolfo (SO2) Area omogeneaIl biossido di zolfo (SO2) non desta preoccupazione. Peraltro il trend è tornato in diminuzione dopo la lieve inversione di tendenza rispetto degli anni 2005-2006, che poteva essere dovuta alla riconversione di taluni impianti da gas naturale a olio combustibile pesante. (Fig.4 Area omogenea, Fig.5 Empoli)
 
Il benzene si conferma stabilmente già inferiore al limite fissato per il 2010 nei siti di fondo e siti di medio volume di traffico dove tale inquinante è stato direttamente misurato (Fig. 15). A titolo esclusivamente indicativo, sembra opportuno segnalare che il valore di benzene stimato, attraverso la nota correlazione con il valore di CO misurato, nella stazione urbana traffico FI – Gramsci, è superiore al valore limite che entrerà in vigore a partire dal 2010 (vedasi parte 2 del rapporto annuale 2009 – capitolo misure indicative)
 
Figura 6 - Biossido di azoto (NO2) Area omogeneaL’inquinante biossido d’azoto (NO2) conferma una situazione critica, in particolare modo nell’Area omogenea fiorentina (Fig.6 Area omogenea), soprattutto a livello di media annuale nei siti di monitoraggio prossimi a strade ad alto traffico. (Fig.7 Empoli) Presumibilmente a causa della maggiore incidenza dei veicoli diesel, non si rileva più ormai da alcuni anni la tendenza al miglioramento che caratterizzava questo inquinante fino al 2001-2002. Il trend conferma per il 2009 la tendenza alla diminuzione della media degli indicatori calcolati per i siti di fondo registrata negli ultimi due anni (Fig.8). La media annua appare consolidata poco al di sotto del valore limite al 2010 per la maggior parte di questi siti e ben al di sopra di esso per i siti traffico (Fig.9 Area omogenea, Fig.10 Empoli). Situazione meno critica si rileva nei siti esterni all’area omogenea e in particolare nei comuni di Greve in Chianti e Pontassieve il valore limite è largamente rispettato (Tab.7.2).
 
Figura 18 - Ozono giorni >120 mg/m3 Area omogeneaL’inquinante ozono (O3),tipico inquinante di area vasta, nonostante la tendenza al calo registrata già a partire dal 2008 dovuta in parte alle condizioni di instabilità meteo verificatesi anche per quest’anno durante il periodo estivo, continua a mostrare eccedenze nella ricorrenza di giorni con superamento della soglia fissata al 2010 per la media di 8 ore. (media triennale >120 μg/m3 Fig. 16, Area omogenea, Fig. 17 Empoli; giorni >120 μg/m3 Fig.18 Area omogenea, Fig.19 Empoli) Nonostante la forte riduzione di episodi acuti caratterizzati da elevati livelli orari registrati negli anni ’90, presumibilmente connessa alla riduzione dei precursori in scala locale (es. idrocarburi da veicoli euro 0), rimane comunque confermata la criticità del quadro complessivo. (Fig.20 Area omogenea medie >180 μg/m3, Fig.21 >240 μg/m3; Fig.22 Empoli medie >180 e 240 μg/m3)
 
Il particolato PM10 appare evidenziare il consolidamento del trend di riduzione avviato dal 2003, e in particolare il biennio 2008-2009 è stato caratterizzato da una definita tendenza al calo di tutte le stazioni di fondo della Rete Provinciale. Nonostante ciò, permangono all’interno dell’area omogenea situazioni di difformità riguardo alla media annuale (Fig.11 Area omogenea) e, soprattutto, riguardo alle frequenza di eccedenze giornaliere (Fig.13 Area omogenea). Figura 11 - Polveri PM10 medie annuali Area omogeneaI livelli più elevati di PM10 si riscontrano in prossimità di strade ad alto traffico e in aree residenziali ai margini dell’area metropolitana, dove si manifesta maggiore stabilità atmosferica nelle ore notturne, con conseguente accumulo di inquinanti. Entrambi i valori limite appaiono invece rispettati nei comuni esterni all’area (Empoli, Montelupo Fiorentino, Greve in Chianti, Pontassieve, Incisa). (Fig.12 medie annue Empoli, Fig. 14 superamenti Empoli)
 
Gli inquinanti benzo[a]pirene e metalli (piombo, cadmio, nichel, arsenico) misurati a titolo indicativo attraverso campagne di monitoraggio in alcune stazioni dell’area omogenea fiorentina, si collocano ampiamente al di sotto dei valori limite e confermano i rispettivi trend di riduzione degli ultimi anni.

Nelle tabelle 7.1 e 7.2 si sintetizza il quadro generale della qualità dell'aria riscontrato nelle varie stazioni rispettivamente dell'area omogenea di Firenze e delle altre zone in cui sono presenti stazioni della Rete Provinciale. Gli indicatori di riferimento, sono quelli fissati per la protezione della salute umana.

Per l’esame completo dei dati rilevati nel 2009 dalle stazioni di monitoraggio della rete provinciale si rimanda al rapporto Annuale 2009 completo.
 
 
GLOSSARIO
Inquinamento atmosferico: Ogni modificazione della normale composizione o stato fisico dell'aria atmosferica, dovuta alla presenza nella stessa di uno o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell'aria, da costituire pericolo ovvero pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell'uomo, da compromettere le attività ricreative e gli altri usi legittimi dell'ambiente, da alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi ed i beni materiali pubblici e privati.

Biossido di azoto (NO2): si forma in massima parte in atmosfera per ossidazione del monossido (NO), inquinante principale che si forma nei processi di combustione. Le emissioni da fonti antropiche derivano sia da processi di combustione (centrali termoelettriche, riscaldamento, traffico), che da processi produttivi senza combustione (produzione di acido nitrico, fertilizzanti azotati, ecc.)

Benzo(a)Pirene (BaP) e altri idrocarburi policiclici aromatici (IPA): Gli IPA sono idrocarburi con struttura ad anelli aromatici condensati. Sono sostanze solide a temperatura ambiente, degradabili in presenza di radiazione ultravioletta. Il composto più studiato e rilevato è il BaP che ha una struttura con cinque anelli condensati. Sono contenuti nel carbone e nei prodotti petroliferi (particolarmente nel gasolio e negli oli combustibili). Si formano durante le combustioni incomplete. Le principali sorgenti sono individuabili nelle emissioni da motori diesel, da motori a benzina, da centrali termiche alimentate con combustibili solidi e liquidi pesanti e in alcune attività industriali (cokerie, produzione e lavorazione grafite, trattamento del carbon fossile).

Polveri atmosferiche: Prodotte da un'ampia varietà di sorgenti sia naturali che antropiche, sono costituite da un insieme eterogeneo di particelle solide o liquide che, a causa delle ridotte dimensioni, tendono a rimanere sospese in aria. A seconda delle dimensioni, si distinguono:
PM10: particelle con diametro inferiore a 10 micron;
PM2,5: particelle con diametro inferiore a 2,5 micron.
 
 
altri numeri di Arpatnews sulla qualità dell'aria a Firenze:
 
 
Testo di questo numero a cura di Alessandro Franchi e Andrea Lupi

 

 


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