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ARPAT News - newsletter sulle tematiche ambientali
n. 136 - Giovedì 16 luglio 2009

Il “Documento di Firenze su (produzione e) consumo sostenibile”


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Presentato a Terra Futura il documento elaborato dal Gruppo di lavoro nazionale “Consumo sostenibile”, coordinato da ARPAT.

Durante il seminario/tavola rotonda “Consumo sostenibile? Parliamone” organizzato da ARPAT a Terra Futura (vedi ARPATnews n. 094-2009 e n. 110-2009), è stato presentato il “Documento di Firenze su (produzione e) consumo sostenibile”, elaborato dal Gruppo di Lavoro nazionale “Consumo sostenibile”, istituito dal Ministero dell’Ambiente e coordinato da ARPAT.

Il documento rappresenta la visione del consumo sostenibile e delle sue potenzialità che il Gruppo ha condiviso e posto alla base del proprio lavoro, ed è stato redatto a partire dall’incontro che si è svolto presso S.Domenico (Firenze), il 16-17 ottobre del 2008 (vedi ARPATnews n. 185-2008).
 
Il Gruppo e i suoi obiettivi
 Il Gruppo è stato costituito nell’ambito del “Comitato di Gestione per l’attuazione del Piano d’azione nazionale sugli acquisti verdi e per la definizione della strategia nazionale sulla Politica Integrata dei Prodotti”, istituito dal Ministero dell’Ambiente - Direzione per la Salvaguardia Ambientale, e che sovrintende le attività del Gruppo stesso. 
Il Gruppo si occupa della diffusione del consumo sostenibile, ed ha come principale punto di riferimento la futura Strategia Italiana per il Consumo e la Produzione Sostenibili, la quale ha il suo primo ambito di riflessione nel documento preliminare elaborato dal Ministero dell’Ambiente – Direzione per la Salvaguardia Ambientale “Contributi per la costruzione di una strategia italiana per il consumo e la produzione sostenibili”.
Il Gruppo vede la partecipazione di rappresentanti di enti pubblici (Ministero dell’Ambiente, Regioni, Province, Comuni, Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente), di istituzioni e soggetti privati (fondazioni, rappresentanti della grande distribuzione), di istituti/enti di ricerca e università, di associazioni ambientaliste e di consumatori, nonché di esperti e soggetti appartenenti a reti di buone pratiche.
Il principale obiettivo del Gruppo è quello di sviluppare riflessioni e identificare strumenti a supporto del Ministero dell’Ambiente, nonché degli altri ambiti di definizione delle politiche e di implementazione di azioni sul territorio.
Con questa finalità generale, il Gruppo si propone, tra l’altro, di identificare gli ostacoli alla diffusione delle buone pratiche e individuare strumenti, metodi e tecniche per la loro rimozione, al fine di accrescere la replicabilità dei casi promettenti attuali, e creare condizioni favorevoli all'ulteriore sviluppo di comportamenti di consumo sostenibile.
 Il documento si articola in quattro paragrafi, dei quali di seguito si riportano i contenuti essenziali.
 
I valori e le potenzialità del consumo sostenibile
 Il documento prende le mosse da una evidenza, ossia che le attuali modalità di consumare (non solo di produrre) condizionano fortemente la dimensione ambientale, economica, culturale e sociale della presenza umana sul pianeta, determinando esaurimento delle risorse, inquinamento, disuguaglianze, disagi e tensioni sociali.
Da questa evidenza scaturisce la principale necessità, quella di cambiare il corrente approccio al consumo, considerandone la complessità e affrontando in modo integrato tutti gli aspetti della sostenibilità (economici, ambientali e sociali).
Per il superamento degli ostacoli al cambiamento dell’approccio al consumo è necessario operare tanto nella sfera privata quanto nella sfera pubblica.
Nella sfera privata emerge il valore dell’educazione al consumo, attraverso il quale l’individuo diviene in primis consapevole delle dinamiche che interagiscono nei consumi, poi responsabile compiendo scelte sostenibili sulla base delle conoscenze e delle motivazioni maturate, e quindi attivo, arrivando ad influire dal basso sul cambiamento della società e dell’economia.
Nella sfera pubblica, è necessario promuovere politiche integrate per creare condizioni favorevoli ai processi di responsabilizzazione, di attivazione, di cambiamento, che possono avere carattere sia generale (es. politiche educative, fiscali, economiche e sociali, ecc.) sia specifico.
Le buone pratiche di consumo che si stanno affermando, a livello nazionale ed internazionale, sono espressione di un’innovazione sociale di grande valore e di elevato potenziale in termini di incremento della sostenibilità.
 E’ necessario lavorare per “l’alleanza” tra le buone pratiche di consumo sostenibile che vengono proposte dal basso, e le politiche, che devono sostenere in modo coerente e sinergico tali istanze di cambiamento, dando loro spazio e strumenti e favorendo processi di integrazione con il settore produttivo e il sistema dei servizi.
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Il consumo sostenibile per la sostenibilità ambientale
 Il consumo sostenibile, attraverso l’assunzione della consapevolezza dei limiti fisici e della capacità di carico dell’ecosistema terrestre e la conseguente modifica dei comportamenti:
· riduce il prelievo di risorse non rinnovabili e promuove il ricorso a risorse rinnovabili;
· contribuisce alla riduzione degli output inquinanti negli ecosistemi (rifiuti, scarichi, emissioni), favorendo e valorizzando socialmente e culturalmente il riuso e il riciclaggio;
· favorisce e tutela la conservazione della biodiversità;
· promuove un equo ed equilibrato accesso di tutti alle risorse naturali e la riduzione dei consumi delle società del Nord del Mondo;
· riduce il peso ambientale complessivo dell'attuale sistema socio-economico, favorendo la diffusione di tecniche e tecnologie più eco-efficienti ma soprattutto stimolando il radicamento di una cultura ecologica e di comportamenti più responsabili nei riguardi di processi dissipatori di risorse naturali;
· contribuisce attivamente alla nascita di sistemi di produzione-distribuzione-consumo realmente innovativi e alternativi, facenti riferimento a stili di vita basati su un corretto modo di rapportarsi alle risorse naturali e fondati su una diversa concezione del benessere rivisitata e aggiornata.
 
Il consumo sostenibile per la sostenibilità economica
  Nell’ambito del paradigma dello sviluppo sostenibile, il consumo consapevole contribuisce al processo internalizzazione nel sistema dei prezzi delle esternalità ambientali e sociali associati dell'intero ciclo di vita dei prodotti. Altrettanto importante è il contributo che il consumo sostenibile può dare alla più generale ridefinizione della catena del valore. Assume una grande valenza il ruolo attivo dei consumatori nel dar vita a processi di decostruzione e ricostruzione partecipata dei processi economici. Sono espressione di tali processi le esperienze in atto di (ri-)attivazione di circuiti brevi di produzione-consumo (es.. la filiera corta). Di grande impatto potrebbe essere lo sviluppo di nuove modalità e nuovi strumenti di gestione degli aspetti critici del processo di produzione-consumo anche all'interno dei circuiti convenzionali (come ad esempio i meccanismi di formazione dei prezzi, le scelte relative al packaging, agli approvvigionamenti e alla logistica della distribuzione delle merci e dei prodotti).
Più in generale, il consumo sostenibile costituisce un’opportunità di cambiamento del modello economico corrente, basato sulla teoria della crescita, sulla finanziarizzazione e lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali. In tale scenario si collocano la concezione e lo sviluppo di mercati che non mirano a massimizzare il profitto ma hanno a riferimento una varietà di valori che si fondano sulla valorizzazione della cooperazione e della reciprocità, in un quadro di economia delle relazioni. Anche in questo caso, le buone pratiche di consumo sostenibile sono espressione di importanti, potenziali processi di innovazione sociale, in grado di facilitare la transizione del modello economico adesso “alternativo” in un modello economico “di riferimento”, segnalando che “si può fare”.
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Il consumo sostenibile per la sostenibilità sociale
 Le esperienze di consumo sostenibile di successo rappresentano esperienze non solo di consumo, ma anche di socialità e di creazione e condivisione di nuovi stili di vita e di nuovi modelli culturali, nelle quali trova risposta un diffuso bisogno di rigenerazione della dimensione comunitaria, di riappropriazione di autonomia culturale e decisionale, di recupero di una base di valori e principi.
La creazione di valore relazionale nelle forme di consumo sostenibile contribuisce a rafforzare i processi identitari e cognitivi, quindi la creazione di consapevolezza e motivazioni e la loro traduzione in nuovi comportamenti. Tali processi assumono un ruolo determinante nella diffusione di nuovi modelli economici. Al tempo stesso, l’adesione ad una base di valori condivisa, altra rispetto alla pura logica economica (solidarietà, rispetto, fiducia, equità, ecc.), è essenziale per la connotazione specifica che tali nuovi modelli assumono.
 
Testo a cura di: Simone Ricotta

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