Grandi infrastrutture di mobilità
Realizzazioni nel territorio della Regione Toscana

Sul territorio regionale, e in particolare nella provincia di Firenze, è in corso la realizzazione di alcune grandi opere di interesse nazionale legate all’adeguamento e alla nuova realizzazione di infrastrutture di mobilità.
Sinteticamente le opere sono rappresentate dallo sviluppo della rete ferroviaria del Treno Alta Velocità (TAV) nel tratto appenninico e nel passante fiorentino (o "Nodo di Firenze"), dall’adeguamento della Terza Corsia dell’autostrada A1 Milano-Napoli nel tratto compreso tra Bagno a Ripoli e Calenzano, e nel tratto appenninico per la realizzazione della Variante di Valico.
Sono inoltre previste altre realizzazioni ad esse collaterali, in particolare la realizzazione della Tramvia di Firenze (tre linee), di sottopassi urbani, di parcheggi interrati e opere di riqualificazione urbana, di interventi di integrazione con il sistema dei trasporti regionale e locale .
L'entità dei progetti da implicare molteplici problematiche che interessano le varie matrici ambientali.
L'attività di ARPAT sulle grandi opere infrastrutturali
ARPAT, con riferimento alla realizzazione delle grangi opere sul territorio toscano, svolge un duplice ruolo: quello legato al controllo ed alla vigilanza territoriale per la verifica del rispetto delle vigenti normative di tutela ambientale e quello di controllo dell’impatto ambientale e delle condizioni previste dall’iter autorizzativo di cui alla procedura di VIA.
Il controllo del rispetto della normativa specifica viene effettuato, secondo programmi dedicati, dalle strutture dei Dipartimenti Provinciali e dei Servizi sub provinciali competenti per territorio (Firenze, Mugello - Piana di Sesto).
L’attività di controllo e supporto agli organi di garanzia previsti dagli Accordi (Osservatorio Ambientale, Comitato Tecnico di Garanzia), che si svolge secondo quanto previsto in apposite convenzioni, viene effettuata dall'Area Grandi Infrastrutture di Mobilità (G.I.M.) della Direzione.
Attività di supporto agli Osservatori ambientali
Nell’ambito del mandato dell’Osservatorio Ambientale l’Agenzia ha svolto la propria attività per tutti i comparti ambientali: idrogeologico, verifica della qualità delle acque superficiali, verifica del monitoraggio della qualità dell’aria, monitoraggio dell’inquinamento acustico oltre che la relativa attività istruttoria di tutta la documentazione progettuale e tecnico-ambientale. In questa veste ARPAT agisce sotto le direttive degli osservatori e, in sintesi, si occupa di:
- effettuare l’istruttoria dei documenti di previsione degli impatti e dei progetti di mitigazione degli impatti, eventualmente facendo opportuni accertamenti;
- analizzare i risultati del monitoraggio effettuato da CAVET;
- verificare, a campione e/o con cadenze regolari, le misure e le metodiche di monitoraggio, in contraddittorio o con misure e verifiche effettuate separatamente.
Attività di controllo della normativa specifica
Vengono effettuati controlli con riferimento a tutte le normative ambientali (scarichi, rifiuti, emissioni in atmosfera e rumore) su tutti gli insediamenti operanti. Attualmente sono attivi i cantieri relativi alla tratta appenninica TAV: su di essa le criticità più rilevanti riscontrate sono risultate:
- gestione dello smarino, materiale di scavo delle gallerie, che in alcuni casi può essere contaminato da idrocarburi. Il 23 giugno 2001 l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di 20 siti dove era stato impiegato lo smarino, concedendosuccessivamente il dissequestro (3 luglio 2001) solo a seguito di un visto di fattibilità rilasciato da ARPAT su una diversa gestione dello smarino. A seguito del sequestro è iniziata la caratterizzazione sistematica dello smarino, attualmente conclusa;
- gestione non corretta delle acque dei cantieri, e comunque immissioni rilevanti di fanghi contaminati da idrocarburi nei torrenti;
- gestione non corretta dei fanghi di depurazione.