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Pari opportunità, valorizzazione del benessere organizzativo, lotta alle discriminazioni

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A livello europeo, così come a livello nazionale, il tema della lotta alle discriminazioni è andato sempre più crescendo di importanza, attraverso fasi successive di elaborazione strategica e tecnico-metodologica.

Nel nostro paese il principio dell'uguaglianza di genere è affermato dalla Costituzione: da allora sono state emanate norme e riferimenti volti ad affrontare vari aspetti, nel lavoro, nella famiglia, nella politica, nelle istituzioni e organismi preposti ecc.
A quasi venti anni dall’introduzione nella Pubblica Amministrazione dei Comitati Pari Opportunità (CPO), seguiti negli anni 2000 dai Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing (entrambi veicolati attraverso lo strumento della contrattazione collettiva) una legge dello Stato (L. 183 del 4/11/2010) prevede la costituzione nelle pubbliche amministrazioni di un nuovo organismo paritetico, il Comitato Unico di Garanzia (CUG),  che assume tutte le funzioni dei comitati, ampliando le garanzie oltre che alle discriminazioni legate al genere anche a ogni altra forma di discriminazione, diretta e indiretta, che possa discendere da tutti quei fattori di rischio più volte enunciati dalla legislazione comunitaria: età, orientamento sessuale, razza, origine etnica, disabilità e lingua, estendendola all’accesso, al trattamento e alle condizioni di lavoro, alla formazione, alle progressioni di carriera e alla sicurezza.

In particolare l'art. 21 - che interviene in tema di pari opportunità, benessere di chi lavora e assenza di discriminazioni nelle amministrazioni pubbliche - si inserisce nel quadro degli interventi di razionalizzazione dell’amministrazione pubblica, fra i quali il decreto 27/10/2009 n. 150 specificamente finalizzato all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico. L’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa e la produttività passano necessariamente attraverso il miglioramento dell’organizzazione del lavoro.

Un contesto lavorativo improntato al benessere dei lavoratori e delle lavoratrici, rappresenta, infatti, un elemento imprescindibile per garantire il miglior apporto sia in termini di produttività che di affezione al lavoro. È circostanza nota che un ambiente lavorativo ove si verifichino episodi di discriminazione o mobbing si associa quasi inevitabilmente alla riduzione o al peggioramento delle prestazioni. Oltre al disagio arrecato ai lavoratori e alle lavoratrici, si hanno ripercussioni negative sia sull’immagine delle amministrazioni pubbliche, sia sulla loro efficienza.

La dirigenza pubblica deve essere chiamata a rispondere delle proprie capacità organizzative anche in relazione alla realizzazione di ambienti di lavoro improntati al rispetto dei principi comunitari e nazionali in materia di pari opportunità, benessere organizzativo, contrasto alle discriminazioni e mobbing. 

ARPAT ha attivato il proprio Comitato pari opportunità nel 2001 e il Comitato Unico di Garanzia nel 2011.

Nel Sistema delle Agenzie di protezione ambientale è attivo un coordinamento fra gli organismi per le pari opportunità, il benessere e contro la discriminazione, denominato Rete CUG Ambiente, approvato a livello nazionale dal Consiglio federale, la cui presidenza è affidata al CUG di ARPA Lombardia mentre i CUG di ARPAT e di ISPRA svolgono i ruoli di vicepresidenza.

In omaggio al lavoro femminile ARPAT ha realizzato una  raccolta di biografie di donne che, con il loro lavoro e la loro ricerca, hanno contribuito e contribuiscono alla conoscenza dell'ambiente, alla sua protezione e al dibattito sullo sviluppo sostenibile.

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